Lazio, Gattuso dopo il pareggio con il Napoli: «Sono soddisfatto, abbiamo avuto coraggio»
Gennaro Gattuso ha commentato il pareggio per 1-1 tra Napoli e Lazio, soffermandosi sulla prestazione della squadra, sulla mentalità mostrata al Maradona e sulle condizioni dei giocatori usciti acciaccati dalla partita. Il tecnico ha espresso soddisfazione per quanto visto in campo, pur riconoscendo le difficoltà incontrate nella ripresa contro la formazione partenopea.
Intervenuto in conferenza stampa e ai microfoni di DAZN, Gattuso ha innanzitutto fatto il punto sugli infortuni di Nuno Tavares e Sutalo. «A Nuno bisogna fare i complimenti per come si è messo a disposizione. Oggi poteva anche non giocare, si è allenato poco, si portava una contrattura al flessore e ha stretto i denti. Sapevamo che poteva lasciarci in ogni momento. Sutalo ha sentito tirare al flessore, non andrà in nazionale e vediamo di che grado sarà la lesione».
Lazio, le condizioni di Gudmundsson e Zaccagni
Il tecnico ha aggiornato anche sulla situazione di Gudmundsson, per il quale sarà necessario aumentare gradualmente i carichi di lavoro prima del ritorno in campo. «Gudmundsson si deve allenare prima. Ora faremo di tutto per metterlo in campo nell'amichevole di sabato prossimo e vediamo. Un conto è allenarsi e fare lavoro a secco, un conto è giocare e andare a ritmi elevati. Speriamo di metterlo nel gruppo come Rovella e Marusic oggi».L'allenatore ha evidenziato la duttilità del giocatore, che potrebbe essere impiegato anche al posto di Zaccagni, per il quale sono attesi ulteriori accertamenti: «Lui può fare tanti ruoli, anche al posto di Zaccagni. Anche per Zac aspettiamo la risonanza, se l'edema è venuto fuori su un trauma o su uno strappo. Siamo convinti che è stata una 'vecchietta'».
Gattuso soddisfatto della mentalità: «La prestazione c'è stata»
Nonostante il pareggio, nello spogliatoio della Lazio c'era un po' di delusione. Un aspetto che Gattuso ha interpretato positivamente, sottolineando le ambizioni del gruppo e la voglia di ottenere risultati migliori.�Campo difficile, squadra forte. Oggi sono andato nello spogliatoio e c'era un mortorio. Abbiamo fatto un grande primo tempo, mentre nel secondo, nella prima parte, ci hanno schiacciato, ma ci stava. Mi piace che la squadra oggi sia delusa. Siamo orgogliosi di questi ragazzi. Venire qui in un momento del genere non è mai facile, dobbiamo essere soddisfatti. Voglio vedere più sorrisi, per me la prestazione c'è stata anche oggi».
Il tecnico è tornato poi sulle difficoltà incontrate nella ripresa, riconoscendo i meriti degli avversari: «È stato bravo il Napoli. Fanno paura, hanno grande fisicità e veemenza. Ci sta soffrire una squadra come questa. Dobbiamo comunque sottolineare che non siamo usciti dalla partita, ma abbiamo tenuto botta. Questo è quello che fa più piacere».
Anche nel commento sul risultato finale Gattuso ha ribadito la propria soddisfazione: «Non sono arrabbiato. Nello spogliatoio c'era un po' di rammarico, ma non ci deve essere. Era una partita trappola, squadra ferita ma con grandi giocatori. Era complicata. Il rammarico più grande è per il primo tempo, ma nel secondo il Napoli ci ha messo in difficoltà. Siamo stati bravi a tornare in partita, negli ultimi quindici minuti potevamo attaccare meglio la profondità. Però è un punto che ci teniamo stretto. Venire qui non è mai facile, soprattutto in questo momento. Non sono arrabbiato, anzi soddisfatto per come la squadra è venuta a giocare qui. Hanno avuto tanto coraggio, andando sui riferimenti e in profondità».
Frattesi e Noslin, le indicazioni del tecnico
Tra i singoli, Gattuso ha dedicato un passaggio a Frattesi, soffermandosi sulle sue caratteristiche e sulla capacità di attaccare gli spazi. «Frattesi è un capoccione, diventa pazzo. Si sente fuori dalla partita, vuole toccare. In Europa ce ne sono pochi invasori come lui. Lavoriamo sui picchi di velocità per fare cose di questo tipo. Lui dovrebbe farne di più, ma lui si fissa che vuole toccare. Oggi anche nel primo tempo, con queste rotture, corse nello spazio, potevamo fare qualche gol in più. Ci teniamo la prestazione, sono soddisfatto».Giudizio positivo anche per Noslin, impiegato in una posizione simile a quella abitualmente occupata da Zaccagni: «Sì, molto. È veemente, quando va in pressione va sempre con grande veemenza. Sta bene fisicamente, mi è piaciuto anche in quella posizione lì. È diventato più ordinato rispetto a quest'estate durante le amichevoli».
Parole di apprezzamento anche per Provstgaard, definito un giocatore giovane, motivato e con ampi margini di crescita. «È un giocatore forte, giovane, che ha grande voglia di migliorarsi. Ha mentalità e certe volte bisogna frenarlo perché vorrebbe fare tanto al chilo. È un martello, per i dati che ha può fare qualsiasi sport, è un Iron Man. Ha grande cultura del lavoro. Può ancora migliorare, noi proviamo a metterlo in difficoltà andando uomo su uomo. Oggi aveva un cliente scomodo come Hojlund, che quando parte è dura. La sua dote migliore è quella di stare sempre sul pezzo, concentrato e con voglia di crescere. E questo lo può aiutare».
La classifica e il contributo dei subentrati
Gattuso ha invitato il gruppo a non concentrarsi sulla posizione in classifica, preferendo mantenere l'attenzione sul lavoro quotidiano e sul recupero delle energie. «Non dobbiamo vederla. Adesso recuperiamo, hanno tre giorni liberi, giovedì ripartiamo forte. Bisogna mettere benzina, non guardare nulla. C'entriamo poco lì, dobbiamo vivere alla giornata. Anche oggi abbiamo avuto coraggio, abbiamo sofferto, sapevamo che ci avrebbero messo in difficoltà. L'abbiamo accettato, e questa è mentalità. Questi ragionamenti si devono fare nelle ultime 6-7 partite, adesso bisogna mettere fieno in cascina».L'allenatore ha inoltre difeso il contributo dei giocatori entrati a gara in corso, ricordando quanto già fatto nelle precedenti occasioni: «No. Ho fatto i complimenti a tutti già col Cagliari, ci hanno fatto svoltare. Ogni partita è una storia a sé. Oggi era difficile, erano sempre pronti ad andare in ripartenza. Dovevamo essere bravi a giocare di catena. Belahyane ha fatto una grande partita e ha lavorato anche nelle zone centrali. Lang ci ha dato molto fastidio, ha fatto molto bene».
Sulle prestazioni individuali, Gattuso ha parlato anche di Pinamonti e Cancellieri, senza nascondere qualche differenza di rendimento: «Non sono deluso. Pinamonti ha fatto una grande partita soprattutto nel primo tempo e di catena. Si è impegnato, ha corso. Forse Cancellieri poteva fare di più, ma non è abituato a giocare in quella posizione lì. Lui di solito gioca a piede invertito, credo che abbia sofferto quello».
Il passato al Napoli e il ricordo della stagione dello scudetto mancato
In chiusura, Gattuso ha ripercorso alcuni momenti della propria esperienza sulla panchina del Napoli, tornando sulla stagione nella quale la squadra sfiorò un traguardo importante. Il tecnico ha ricordato soprattutto il rammarico per il finale di quel campionato e l'affetto ricevuto dalla tifoseria partenopea.�Il dolore è uguale. La stagione era stata incredibile, abbiamo perso punti col Verona e meritavo di essere cacciato. Quella era stata una giornata particolare, sono successe un po' di cose strane. La partita era importante, ma si è parlato di tutto tranne che di quella. Il presidente era venuto nello spogliatoio, si è parlato di premi... Invece non si è più fatto nulla. Quello è il rammarico più grande. Siamo arrivati scarichi, con la consapevolezza che era fatta. Sarebbe stato successo incredibile, in quel momento lì per noi era come uno scudetto».
Infine, il tecnico ha raccontato l'emozione di tornare a Napoli, ricordando anche le difficoltà legate al periodo della pandemia: «Qui ho lasciato un pezzo di cuore, la gente mi ha sempre dimostrato affetto. Sono stato veramente bene, il rammarico più grande è quello. Ero geloso oggi, quando c'ero io non c'erano i tifosi a causa del Covid. È sempre uno spettacolo tornare qui».
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