Perché errare è umano, comprare il portiere sbagliato diabolico
«Non comprare i portieri delle squadre di Zeman» (mantra di ogni fantacalcista sobrio) «Offro 10 per Colombi» (Sabatini all’asta del settembre 2014)
Quella dei portieri è una scelta che può fare la differenza. La differenza tra il trascorrere pomeriggi a fissare lo 0-0 sullo schermo confidando che non si schiodi fino al termine dei collegamenti di diretta gol o il riposare sui due guanciali della (quasi) certa imbattibilità casalinga. Chiamare un portiere è un po' come chiedere di uscire ad una ragazza: ci si pensa, ci si ripensa e poi spesso si fa la scelta sbagliata. Lo sanno bene i fantacalcisti che ogni anno si trovano di fronte a dilemmi agghiaccianti come il sempre verde «Svenarsi o non svenarsi per Buffon?” passando per «Ma com’è la difesa di quella neo-promossa?» e chiudendo con «E adesso con chi faccio l’incrocio?».
Ma Sabatini fa il fanta?
Chissà se anche Walter Sabatini, DS della Roma, gioca al Fantacalcio. Quel che è certo però è che il suo rapporto con gli estremi difensori non è dei migliori. Magari si è trovato ad acquistare gli stessi portieri che ha portato alla Roma negli ultimi anni. Un po' come se all'asta di settembre si puntasse tutto sul terzetto di una squadra guidata da Zeman, proprio come la Roma della stagione 2012/13 o come il Cagliari dell'anno scorso. Una scelta che nessun fantacalcista sobrio farebbe nemmeno sotto la minaccia di una serata con Mexes. Il rapporto di Sabatini con i portieri, insomma, è un po' come quello di Parente con Stam: destinato a finire male.
Dall'Olanda al Paraguay: a caccia dell'insicurezza
2011/12: la prima stagione di Sabatini come DS della Roma. Finisce l'era Doni e tra i pali servono nuovi innesti: arriva il riscatto di Curci ma soprattutto l'olandese Stekelenburg dall'Ajax. Il primo anno con la maglia giallorossa non è nemmeno così malvagio ma è nella stagione successiva che al timone della squadra arriva Zeman. Stek resta a Roma pensando di rilanciarsi e riconquistare la Nazionale. Più che fare il portiere però l'olandese terrà la contabilità dei gol subiti. Il numero uno ex Ajax non è affatto scarso, tutt’altro. Ma quando la tua difesa gioca a metà campo anche la sicurezza più granitica viene meno. Così come la pazienza: a gennaio Stek fa le valigie e torna in Inghilterra affidando la porta al dirimpettaio Goicoechea che già aveva rosicchiato qualche presenza da titolare. Dell’uruguaiano tutti serbano pochi ricordi, ben impressi nella mente. Per prima cosa detiene il record insieme a Papasthatopoulos di storpiature al nome, in seconda battuta tutti ricordano quella dannata uscita alta contro il Cagliari. Un cross come se ne vedono tanti che sarebbe entrato in porta solo se una tromba d’aria fosse passata di lì proprio in quell’istante. Buttare il pallone in porta quando ormai lo si è arpionato è passabile di denuncia già sui campi parrocchiali. Figurarsi in Serie A. Finisce mestamente così l'avventura di Goicoechea a Roma: mentre lui saluta la titolarità, Zeman saluta la panchina.Morgan salvaci tu!
Dopo aver sbattuto più volte la testa Sabatini pare essere rinsavito tanto che nel 2013 pensa bene di puntare sull'esperienza di Morgan De Sanctis che, salvo qualche errore ogni tanto, riesce a dare sicurezza alla difesa. Pare. Perché l’ultima scelta di Sabatini è caduta ancora una volta su un portiere dal cognome impossibile. Roba che il correttore automatico potrebbe tradurlo in Pomini tanto è complesso. Il polacco Sczezsny arriva alla Roma in prestito secco: segno che forse Sabatini sta iniziando ad imparare dai suoi errori o che il DS giallorosso non gioca più con le riconferme. In ogni caso l'ex Arsenal sembra promettere davvero bene. Se si chiude un occhio su qualche papera assortita sparsa qua e là nella sua carriera. E sul fatto che, appena sceso dall’aereo, stesse per salire su un’automobile sbagliata. Se sbaglia a salire su una macchina figurarsi ad uscire su un calcio d’angolo: Sabatini ha comunque già puntato 20 crediti, certe tradizioni vanno rispettate.© RIPRODUZIONE RISERVATA