Trequartista mon amour, storie di ordinaria follia
Nicolò Premoli
Chi trova un trequartista non sempre trova un tesoro
“Lascia perdere i mediani, prendi i trequartisti” (frase tipo dell’amico "che ne sa" alla prima asta della tua vita) “Se prende 5 è già un successo” (fantacalcista casuale che inveisce contro il proprio trequartista)
Birra che rischia di traboccare dal bicchiere, smartphone in pericolo e titoli poco ortodossi assortiti. Sì, è quello che succederà proprio nel momento in cui deciderete di godervi l'anticipo del sabato. Proprio quella partita in cui il vostro trequartista farà, per usare il gergo calcistico da bar, cagare. Passeranno in secondo piano i trionfi collezionati dal vostro pupillo, tutti i +3 portati a casa al novantesimo (più recupero). Resterà solo quel passaggio sbagliato o quella verticalizzazione finita in tribuna in un'anonima giornata di campionato di un pomeriggio come tanti.
Jorquera: dio del trequartismo incompreso
Perché un trequartista è come una ragazza pronta a conquistare un uomo: tacco alto, vestito attillato e un portamento che stende. Tutti la ammirano, tutti farebbero carte false per uscirci anche solo una volta. Lei però è lì che non si concede: e quando, proprio nel momento più inaspettato, si lascia andare, vi manda direttamente in paradiso. Il trequartista è un po’ così: magari pascola per settanta minuti nel campo, non si concede come la ragazza di cui sopra, poi però piazza l’assist al bacio per l’attaccante che può solo segnare: l'estasi del +1. Chi trova un trequartista trova un complesso. Sì, perchè spesso dietro al talento si nascondono storie che spaziano dal drammatico al tragicomico. Eccone alcune a memoria di fantacalcista. DICA: sì, tecnicamente sarebbe più una seconda punta ma non scendiamo troppo nel dettaglio. Il rumeno arrivò a Catania promettendo spettacolo. Pompato come si deve dalla stampa nella prima giornata di campionato strappò un lusinghiero 7 in pagella che pareva potesse aprire orizzonti di gloria. Lo avevo in rosa come tanti altri e quel voto mi regalò qualche istante di godimento. Godimento che sparì nelle giornate successive: Dica finì infatti a fare la muffa in tribuna. C'è chi racconta di qualche atteggiamento fuori dal campo poco professionistico, chi vocifera di attenzioni alla compagna di Zenga...fatto sta che quel giocatore arrivato dall'Est in pompa magna sparì nel nulla.
Nicolae Dica: desaparecido catanese
TORJE: uno dei tanti nuovi Messi sparsi per il mondo. Forse uno di loro abita nel vostro condominio a vostra insaputa. Romeno come Dica, Torje approdò all'Udinese, squadra che o lancia novelli Sanchez o pesca bidoni clamorosi da seminare nelle tante squadre satellite sparse in Europa. Tutta la galassia fantacalcistica si aspettava miracoli dal folletto romeno ma un po' Guidolin, un po' perchè con Messi condivideva solo l'altezza, suscitò soltanto ira e rabbia dei suoi possessori. La sua stagione italiana fu tutt'altro che memorabile: oggi è in Turchia, al Konyaspor. GASBARRONI: facciamo un piccolo salto indietro nel tempo, torniamo ad inizio terzo millennio. Nella primavera della Juve si mette in mostra un esterno sinistro piuttosto rapido e tecnico: Andrea Gasbarroni. Spedito in prestito prima a Varese poi a Palermo Andrea riesce a mettersi in mostra spingendo i siciliani alla promozione in Serie A dove medita vendetta nei confronti di quella vecchia signora che non aveva creduto lui fino in fondo. Nell'estate del 2004 sono in tanti a puntarlo nell'asta di inizio stagione, certi della sua definitiva esplosione. Che naturalmente non arriva. Gasbarroni non è certo stato un bidone viste le ottime stagioni a Parma ma, di certo, la sua prima stagione in A fece piangere lacrime amare a chi aveva scommesso su di lui.
Gasbarroni, scommessona (persa) della stagione 2004/2005
BIRSA: il 10 sloveno arriva a Genoa nel 2011. Basterebbe soltanto la sua squadra di destinazione per non spendere cifre folli per lui ma in tanti ci credono e decidono di puntare forte su quel trequartista che all'Auxerre non aveva affatto demeritato, anzi. Nonostante le capacità tecniche e la sua duttilità collezionerà soltanto nove presenze con la maglia del Grifone: emblematico il suo esordio contro l'Atalanta dove il folletto sloveno portò a casa subito un bel -1. Altro che assist...uno dei pacchi della stagione 2011/2012. BARRIENTOS: una storia a lieto fine, almeno per lui. Barrientos è il rappresentante per eccellenza di quei giocatori contro i quali la sfortuna si accanisce senza soluzione di continuità, giocatori dal talento cristallino ma dal ginocchio di vetro. Il Catania lo acquista nel 2009 spendendo una cifra davvero importante se si considera che Pablo aveva subito un pesante infortunio. A luglio arriva un nuovo intervento al ginocchio che lo costringe ad un nuovo stop. Dopo due anni di interventi, un prestito all'Estudiantes ed un paio di comparse in Coppa Italia, Barrientos finalmente fa il suo esordio in Serie A nel 2011: la stessa stagione di Birsa e Torje. Stessa stagione, due destini diversi: se Torje e Birsa non troveranno la loro strada, l'argentino - lasciatosi alle spalle il tourbillon di infortuni - strapperà molti sorrisi ai suoi possessori incantando lo stesso Lo Monaco che tanto aveva creduto in lui. Perché portare a casa un trequartista è un atto di fede, una scelta che avrà delle conseguenze imprevedibili per la squadra che l'ha comprato in Serie A ma soprattutto per il vostro campionato, la vostra fantasquadra. Trequartista è sinonimo di un equilibrio instabile tra il 5 in pagella ed il votone: quell’emozione che ha due volti, due possibili evoluzioni tra loro del tutto opposte. Che fanno la differenza tra una birra rovesciata sul tavolo del bar o la gioia nel leggere e rileggere il commento al voto sul pagellone del lunedì.