The Day After: 22a giornata

Tra gioie e dolori, lacrime e sfottò: il lunedì del fantacalcista

di Nicolò Premoli, @NicoloPremoli

Correva l’anno 2014, era il 13 aprile. Al “Ferraris” andava in scena Sampdoria-Inter, un rotondo 4-0 in favore dei nerazzurri con l’ex Icardi a segno per ben due volte. Nel post partita per i blucerchiati fu intervistato Eder, espulso già al diciannovesimo del primo tempo. All’epoca divampava la polemica tra Maxi Lopez e Icardi, accusato da Eder di non essere ancora un uomo. Sarebbe stata la prima stagione da doppia cifra per il brasiliano, oggi finito all’Inter. Dove c’è proprio quell’Icardi. Al fantacalcista del gossip importa poco: quello che conta è vedere segnare i propri attaccanti. Eder all’Inter non è certo utile come era solo una settimana prima con la Samp, si sente puzza di Podolski lontano un chilometro. Ma il fantacalcista resta fedele ai suoi pupilli. Non dimentica nemmeno i gol segnati da Denis, magari proprio quando l’avversario lo aveva in campo. Quell’attaccante che tornerà in Argentina e sarà sostituito da un altro must del mercato invernale: Borriello.

Il Faraone, la sfinge…e la mummia

Dopo che il Palermo, con Tedesco in panchina, era riuscito nella mirabolante impresa di strappare un punto al Carpi e Denis aveva bagnato il suo addio con un gol ed un rigore sbagliato, era venuto il momento per la Roma di scacciare spettri di crisi e malumori vari. La partita con il Frosinone è andata come ci si poteva aspettare: vittoria dei giallorossi, polemiche per un arbitraggio a sfavore dei ciociari. Nessuno però si sarebbe aspettato un esordio così folgorante per El Sharaawy: un gol di tacco al volo di zlataniana memoria, su assist di Zukanovic appena sbarcato da Genova. Tutti i fantacalcisti – o quasi – avrebbero invece sperato in un apporto più importante dell’altro egiziano e soprattutto di Dzeko che ogni settimana ci abitua a nuovi standard di desolazione sotto-porta. Vero che con Spalletti la punta centrale è forse meno prolifica rispetto ad altre soluzioni tattiche, vero anche che se non segni in casa contro una piccola al Fantacalcio vali come un difensore. Scarso.

Due squilli di Morata, risponde Insigne

Tagliare un attaccante non è mai facile. Soprattutto a gennaio quando dal mercato non arrivano più nomi pesanti e gli svincolati sono validi per il sesto slot. Morata è forse uno tra gli attaccanti più deludenti della stagione, lo è stato fino al sesto minuto di Chievo-Juventus quando lo spagnolo è andato – finalmente – a segno. Per ripetersi quando mancavano cinque giri di lancetta al finale di primo tempo ed evitare di essere tagliato senza troppi complimenti. Un po’ come Muriel che rompe un digiuno con il +3 decisamente troppo lungo: il colombiano non segnava da fine ottobre. Nel duello a distanza con i bianconeri, sulla sponda Napoli, è invece Insigne a tracciare la rotta giusta: prima con l’assist per il solito Pipita e poi con una punizione che supera la traversa e sfiora il palo alla destra di Skorupski. Se Insigne esalta il San Paolo Badu e Thereau illuminano la Dacia Arena. Non per qualche combinazione particolare o per i bonus ma per l’abbozzo di rissa scoppiato tra i due. Badu prova a stoppare la veemenza di un Thereau già ammonito in precedenza: che il centrocampista ghanese abbia schierato il numero 77 bianconero?

Zarate a secco, Ranocchia a vuoto, Inter a picco

Non è mai facile cambiare in corsa una difesa, non è per nulla semplice rinnovare la retroguardia in corsa. A fare le spese di un rinnovamento piuttosto radicale è stata la Sampdoria dove all’esordio c’era Andrea Ranocchia, uno di quei difensori che ancora devono decidere cosa diventare da grandi. Il secondo gol del Bologna è un regalo confezionato con cura da Ranocchia, di quelli di Natale fuori stagione. Per un gol regalato a Bologna sono invece tanti quelli mancati a Genoa dove sono i portieri a portare a casa la palma di migliori in campo. A Torino è invece Gollini ad essere decisivo nel blindare il terzo zero a zero del pomeriggio. Si passa così alla sera, al Derby della Madonnina. Da cui sempre si aspettano miracoli, triplette e risultati clamorosi. Clamorosi come il colpo di testa di Eder a porta sguarnita in avvio o il rigore sbagliato da Icardi. Che centra un palo di fantozziana memoria prima della debacle nerazzurra che concede il fianco anche al +3 di Niang. Un finale di quelli che non ti aspetti, un punteggio che affossa Mancini ed i suoi schieramenti offensivi…almeno fino alla prossima giornata. Che arriverà molto, molto presto: ebbene sì, c’è il turno infrasettimanale.

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