Dedicato a chi ama questo pazzo gioco, dedicato a voi
Brutta storia l'essere innamorati. Una faccenda che prima o poi tocca tutti. Chi prima, chi poi: quella scintilla pronta a sconvolgere abitudini e pensieri scatta proprio quando non ce l'aspettiamo. E proprio per questo ci segna nel profondo. Nulla sarà più come prima da quel momento. Potrà finire in gloria o con una ferita indelebile. Durare qualche mese o una vita intera. Per amore del +3.
Inutile negarlo...
...anche tu ti alzi il lunedì mattina con la faccia sfatta. Come tutti del resto, no? No. Tu porti i segni di una serata trascorsa a seguire quel posticipo che poteva risollevare le sorti di una giornata iniziata con il botto ma finita male a colpi di rossi e rigori sbagliati. Una serata passata a sperare, una nottata spesa a cercare i voti della Gazzetta confidando che il giornalista di turno non abbia deciso di prendere di mira proprio il tuo centrocampista, l'ultimo rimasto a disposizione. L'alba che si avvicina, il lavoro o lo studio che incombono. E tu che sei lì a disperarti per un 5,5. Te ne freghi se alle tre di pomeriggio stai ancora sbadigliando, non ti importa nulla dei «ma tu sei pazzo, è solo un gioco» che fioccano dalle labbra di chi proprio non capisce. Di chi proprio non sa cosa vuol dire amore.
Quando arriva sabato?
Erano proprio belli quei tempi in cui il sabato pomeriggio significava libertà. Libertà di uscire con gli amici, libertà di vedere quella morosa che vi faceva girare la testa ogni volta che usciva di casa per salire sulla fiammante canna della vostra bicicletta. Amore o no? Chissà, potete saperlo soltanto voi. Magari a distanza di anni ci pensate ancora, una volta ogni tanto. Una cosa è certa: chi ama il fantacalcio aspetta ogni sabato come se fosse l'ultimo, come un eterno adolescente che tocca il cielo con un dito ad ogni bacio strappato su una panchina. Una settimana spesa a pensare alla prossima, a maledire quei dannati infortuni. A contare i giorni che separano dal weekend. Ad aspettare quel bacio, quel bonus.Per amore del +3
Per amore del «più tre» ne avete combinate tante. Come eterni innamorati. Quante volte avete letto quelle liste dei convocati in cerca del vostro giocatore in dubbio fino all'ultimo istante? Quante volte vi siete ritrovati ad urlare contro il vostro computer perché il vostro beniamino era finito in panchina? Quella tensione che sale ogni volta, quella voglia di lasciare tutto. «Non ce la faccio più ad andare avanti così». Ed invece siete ancora lì a maledire questo o quell'allenatore. Da almeno un paio d'anni.Siete sempre lì, presi dalla stretta di ballottaggi serrati che nemmeno i calciatori in causa saprebbero districare. Non volete saperne di rinunciare a seguire una partita che si preannuncia chiusa e noiosa soltanto perché in campo c'è il vostro portiere. Sognate la porta imbattuta, pregate per portare a casa il modificatore difesa e gufate a più non posso contro l'attaccante avversario. Poco importa se gioca contro la peggior difesa del campionato, secondo il vostro punto di vista segnerà sempre e solo contro di voi.
Quelle dirette al bar tra una birra e un cartellino
Per amore del +3 avete sperato nell'impossibile. Anche nel gol del portiere salito in area al novantasettesimo. Mentre tutti hanno già pronta la paglia da accendere fuori dal locale voi siete ancora seduti a fissare il cronometro che scandisce gli ultimi istanti di speranza. «Guarda che è finita» vi dicono tutti. «Non ancora» pensate voi. E' davvero una brutta storia essere innamorati. Soprattutto quando non si è ricambiati e ogni volta c'è da impazzire per strappare una soddisfazione. Anche un semplice pareggio. C'è da sudare per un intero weekend confidando che sia la volta buona. Certe cose si fanno solo per amore. Per amore del +3.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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