La storia di un mito della nazionale olandese, tra realtà e videogiochi

Non voglio dilungarmi a parlare della vita e della carriera del giocatore, e neanche star qua a parlare delle caratteristiche tecniche oppure a rimpiangere cosa potrebbe essere stato senza i continui infortuni. Quello che voglio fare è scrivere il mio particolarissimo rapporto con un giocatore ammirato poche volte nella realtà e molte volte a rincorrere un pallone virtuale, calciatore che negli occhi di un bambino era più forte dei vari Ronaldo, Del Piero e Zidane.

Marc Overmars, il talento di "FIFA: Road to World Cup '98"

Era il Natale del 1997 ed io sotto l'albero, in maniera del tutto inaspettata, trovai la prima mitica Playstation insieme ad un titolo che avrebbe fatto storia e che ancora oggi conservo gelosamente: "FIFA: Road to World Cup '98".  Non appena ebbi finito con i ringraziamenti mi fiondai a collegare la Playstation, o meglio ad aspettare che me la collegassero, e a provare quello che a tutti gli effetti era il mio primo videogame. A 7 anni la mia cultura calcistica si limitava a qualche nome che militava in serie A e pochi pochissimi nomi internazionali, per cui non appena avviai il gioco la mia prima idea fu quella di giocare nei panni dell'Italia contro il nemico di sempre il Brasile. Conclusa quella partita il cui risultato morirà con me per preservare il mio onore da videogiocatore decisi di non darmi per vinto e di provare con un'altra squadra.
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L'Olanda di Overmars

La grafica di "Fifa 98"
La mia scelta ricadde sugli Orange, nazionale di cui ignoravo completamente formazione e giocatori e per cautelarmi scelsi come avversario il Kenya. Vista la superiorità della mia squadra bastò poco per riuscire ad andare in vantaggio, il tutto si concretizzò con un passaggio filtrante sul quale un giocatore olandese si catapultò bruciando in velocità tutta la difesa keniota, riuscendo incredibilmente ad infilare il portiere con un preciso sinistro nell'angolino basso: inutile dire chi fosse quel giocatore: Marc "Meep Meep" Overmars. Da quel momento divenne la mia punta di diamante, colui che aveva il compito scardinare le difese avversarie e far imbestialire i miei amici nelle sfide pomeridiane quando distruggevano il triangolo a forza di pigiare nella vana speranza di tenere il suo passo. Ogni singola azione olandese doveva concludersi con un suo tiro o se quel giorno mi sentivo particolarmente altruista un assist per un compagno.

Il paragone tra realtà e videogioco: Francia '98...

In men che non si dica l'ala olandese divenne uno dei miei giocatori preferiti seppur non l'avessi mai visto giocare se non in versione pixellata guidata dal sottoscritto. Per vederlo in azione nella realtà dovetti aspettare il Mondiale 1998. Ricordo che riuscì a vedere la partita tra l'Olanda e la Corea del Sud; partita dominata dagli Orange che trovarono il vantaggio con Cocu e poi sul finale del primo tempo ecco che si palesò una scena vista e rivista durante le lunghe ore di gioco: palla lunga per Overmars che saltò un difensore e poi con un preciso destro infilò il portiere coreano. Nella ripresa servì un assist stupendo pennellando dalla sinistra in area per un accorrente van Hooijdonk che segnò il 4 a 0. Una cosa era chiara: Fifa 98 non rendeva assolutamente giustizia al roadrunner olandese che nella realtà era ancora più veloce e dotato di un dribbling ancora più ubriacante.

... ed Euro 2000: la sfida con Paolo Maldini

Il duello tra Overmars e Maldini
Ad Euro 2000 si ripresentò l'occasione per seguirlo assiduamente, dopo un girone passato leggermente in sordina Overmars fu autore di una doppietta nel 6 a 1 tennistico contro la Jugoslavia nei quarti di finale. La semifinale si sarebbe giocata contro la nostra Italia, in quella partita mi colpì tantissimo la sfida Maldini-Overmars nella quale il capitano italiano fu costretto a fermare con il fallo più e più volte l'ala olandese. Era la prima volta che vedevo un Maldini così in difficoltà, certamente tifavo per gli azzurri ma relativamente a quella determinata sfida non poteva tenere per il mio compagno di tante ore videoludiche. La partita finì 0 a 0 e venne decisa ai rigori anche grazie al famosissimo "mo je faccio er cucchiaio" di un giovanissimo Totti. Inutile dire che seppur mi dispiacque per il mio idolo la gioia per il passaggio del turno e della conquista della finale fu infinita, purtroppo la finale andò come tutti sappiamo.

Overmars, per me un mito intramontabile

Son passati oltre dieci anni dal mio primo approccio ad un gioco sul calcio son cambiati moltissimi aspetti, dalla grafica sempre più dettagliata alla giocabilità ormai talmente realistica da diventare stucchevole. Persino i comandi sono cambiati, ma il mio approccio rimane e rimarrà sempre lo stesso. In ogni mia squadra ci sarà sempre un Overmars pronto a bruciare i difensori avversari ed involarsi verso la porta, ma chiaramente nessuno di loro potrà avere lo stesso impatto che ebbe quel giocatore virtuale su di un bambino che per la prima volta si approcciava al mondo dei videogiochi.

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