L’estinzione del segno X – In Italia non si pareggia più.

In questa stagione si è assistito sempre a meno pareggi, confermando il dislivello che c’è tra le 20 squadre di serie A. Analizziamo un po’ i numeri a disposizione e cosa si cela dietro

di Graso

“L’evoluzione delle specie è dovuta alla lotta per la vita (o selezione naturale), per mezzo della quale solo i più adatti sopravvivono” questa la definizione data da Darwin nel libro “l’origine della specie” del 1859, ipotizzando la teoria dell’evoluzione Darwinista. Il Darwinismo però lo si può ricavare anche in alcuni aspetti sociali (come il darwinismo sociale) oppure nel calcio (col darwinismo tattico). Ritornando alla tesi dell’evoluzione i più adatti sopravvivono, mentre chi non è adatto è destinato ad estinguersi. In questo caso non si tratta di un’estinzione intesa col concetto Darwiniano, bensì di un evento (in senso statistico) che si sta verificando sempre meno nel campionato di serie A per via delle differenze tecnico-tattiche sempre più evidenti tra le 20 squadre partecipanti.

L’estinzione del segno X dalla Serie A

Secondo la statistica probabilistica, in un incontro di calcio, l’esito finale può essere la vittoria di una delle due squadre oppure il pareggio; quindi in un caso su tre (33,33% di probabilità) è possibile che un incontro si chiuda in parità. La statistica probabilistica però non può sapere quali sono i reali valori espressi sul campo dalle due squadre, per questo motivo si rivela uno strumento fallace nel poter indicare l’esito effettivo di una partita.

Nelle 29 giornate di campionato finora disputate solo il 19,65% delle partite si sono concluse con un pareggio, addirittura nella 28esima giornata non c’è stato alcun pareggio. Un dato in controtendenza sia con gli altri campionati esteri che con le edizioni precedenti della Serie A.

Stagione 2016-17 2015-16 2014-15 2013-14
% pareggi 19,65% 25% 31,57% 29,22%
differenza +5,35% +11,92% +9,57%

Dato riguardante la Serie A

Paese ITA ENG GER SPA FRA
% pareggi 19,65% 22,61 % 23,11 % 25,44 % 25,75 %

Confronto coi principali campionati esteri

Quali possono essere le cause?

Ma cosa si cela dietro a questa quota così bassa di pareggi? In questo campionato lo squilibrio tra le varie squadre ha sin dai primi mesi spezzato la classifica in vari tronconi tra loro separati: designando 7/8 squadre in lotta per i primi posti in classifica; 4 squadre in lotta per non retrocedere e relegando le restanti 8/9 nel limbo di metà classifica con la zona retrocessione a distanza di sicurezza, ma senza l’ambizione di poter lottare per un obiettivo stagionale come una qualificazione europea. Inoltre l’attitudine offensiva di molte squadre e molti tecnici che hanno regalato partite sì spettacolari; ad esempio Chievo Empoli di due domeniche fa, negli anni passati sarebbe stato uno 0-0 con vista salvezza, invece abbiamo assistito ad un roboante 4-0 per i padroni di casa. Questi fattori hanno fatto diminuire sensibilmente il numero di pareggi durante il campionato.

Quali sono gli effetti sulle varie squadre?

Un campionato diviso in 3 mini-campionati, con le prime sei in classifica che hanno totalizzato ben 368 punti in 29 giornate (mai così tanti dalla stagione 2005-06, allora furono 359). Mentre la somma dei punti delle tre squadre in zona retrocessione è pari a 41 punti, valore più basso nell’era dei 3 punti a vittoria (lo scorso anno erano 70), con l’Empoli virtualmente salvo che ha 4 punti in meno del Frosinone 2015-16, allora terz’ultima. Ma questa forbice si sta sempre più aprendo, col venire meno degli stimoli delle varie squadre. Infatti nelle ultime 5 giornate (50 match disputati) i pareggi sono stati solo 9 (18%, in media nemmeno 2 a giornata). Quasi tutte le squadre di testa hanno più punti rispetto lo scorso anno, mentre le squadre nelle retrovie hanno molti meno punti rispetto lo scorso anno.

Infatti in questo campionato la capolista Juve ha pareggiato solo una volta e alla 27esima giornata (interrompendo una striscia di 38 gare di campionato senza pareggio). La squadra con più pareggi è il Torino con 10 (in media meno di uno ogni 3 partite; lo scorso anno dopo 29 partite c’erano il Verona con 13 e il Sassuolo con 11 pareggi). In coda sono 17 i pareggi messi insieme dalle 3 squadre in zona retrocessione, troppo pochi per rilanciare una lotta salvezza che non c’è mai stata veramente in questa stagione.

Fermo restando che il livello del nostro campionato non avrebbe un incredibile miglioramento a livello di competitività con un campionato a 18 squadre, bensì rendendo più competitiva la serie B (riportandola a 20 squadre con 2 promozioni ed uno spareggio tra terza di B e terz’ultima di A).

Quali sono gli effetti sul fantacalcio

Molte squadre hanno mollato il colpo e anche giocatori con un buon rendimento potrebbero avere un calo in questo finale di stagione (visto che non ci saranno né mondiali né europei); così d’altro canto molti giocatori che hanno deluso potrebbero chiudere bene la stagione. Facendo intendere che se il campionato ormai ha dei valori cristallizzati il fantacalcio può regalare ancora delle sorprese. Le uniche garanzie vengono dai giocatori delle squadre che ancora sono in lotta per i primi posti. Nelle squadre di media classifica qualche attaccante potrebbe regalarvi qualche marcatura multipla sulla singola giornata, meno affidabili le difese in partite da fine campionato dove i giocatori potrebbero scendere in campo con pochi stimoli. Nonostante il campionato sia abbondantemente chiuso le leghe private potrebbero regalare ancora sorprese. In bocca al lupo per questa volata di campionato.

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