Il Grande Torino, una squadra diventata troppo presto leggenda

La storia della squadra dei record degli anni ’40, annientata dalla tragedia di Superga

di Redazione Fantamagazine

Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto “in trasferta”. (Indro Montanelli, da Corriere della sera del 7 maggio 1949) 

4 maggio 1949, una data che a qualcuno può non dire veramente niente, ma chi ama il calcio e lo sport in generale la ricorda come uno dei momenti più brutti della storia. E’ la data in cui un’intera squadra, tre giornalisti, tre dirigenti e due tecnici morirono in un catastrofico incidente aereo.

La storia del “Grande Torino”

Ebbene sì, quella che voglio raccontarvi è la storia della squadra che ha battuto ogni record ma che tragicamente ha lasciato anzitempo questo mondo forse perchè, come ha detto qualcuno, era troppo meravigliosa perchè invecchiasse. Sì, perchè in quella fatidica data, alle 17:05, in un giorno di impetuosa pioggia e fitta nebbia, un aereo FIAT G. 212 stava riportando a casa questa fantastica squadra da Lisbona dopo la partita col Benfica, ma passando sopra i cieli di Superga, fuori rotta per mancanza di visibilità, si schiantò inesorabilmente sui muraglioni di sostegno del giardino posto sul retro della basilica della città. L’impatto causò la morte istantanea di tutte le 31 persone a bordo. Persone che erano già, o da quel momento entrarono, nel cuore di tutti gli italiani e che diventarono leggenda. Il giorno dei funerali quasi 1 milione di persone scese in piazza a Torino per dare l’ultimo saluto a quei campioni. In quella maledetta stagione il Torino fu costretto a finire il campionato schierando la squadra giovanile per le ultime partite, e così fecero i diretti avversari. I granata furono proclamati vincitori a tavolino.

Il Torino dei record

Ma a noi piace ricordarli semplicemente come il Torino dei record, vincitori di 5 scudetti (42/43; 45/46; 46/47; 47/48; 48/49), con il record di punteggio in classifica (65 punti nel 47/48), il record per la vittoria casalinga con punteggio più alto (10-0 contro l’Alessandria nel 47/48), la vittoria in trasferta con più alto punteggio (7-0 con la Roma nel 45/46), il record di partite vinte in casa (19 su 20 nel 47/48), il record di punti conquistati in casa (39 su 40 nel 47/48), il record di reti segnate in campionato (125 nel 47/48), il record di giocatori presenti in Nazionale (10 giocatori 11/05/47 Italia-Ungheria 3-2) e 408 reti nei 5 anni dello scudetto (Mazzola 97, Gabetto 86, Loik 62, Ossola 50, Menti 39, Castigliano 35, Grezar 19, Martelli 10, Ballarin 4, Bongiorni 2, Fadini, Maroso, Rigamonti e Schubert 1). Il Grande Torino era considerata la squadra più forte di allora e i brasiliani, vollero addirittura ospitarli in Brasile per testare la migliore squadra italiana. Nel luglio del 1948 i campioni partirono per ilBrasile. Dalle partite disputate, il Grande Torino ottenne i seguenti risultati: pareggio con il Palmeiras 1-1; sconfitta col Corinthians 2-1; vittoria col Portuguesa 4-0. Nessuna squadra al mondo ha mai rappresentato per il calcio tutto ciò che è riuscito al Grande Torino. L’Italia in quegli anni era reduce da una dolorosa guerra perduta e la gioia di veder giocare questa squadra, le sue vittorie internazionali, diedero nuovamente orgoglio a tutti gli italiani. Ricordiamo e lo faremo sempre questa squadra meravigliosa, ma oggi lo facciamo con un pizzico di tristezza in più. Noi, come Indro Montanelli, vogliamo pensarla soltanto “in trasferta”.

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