Il profilo dei due giocatori per capire come continueranno a giocare nel resto del Campionato

Gonzalo o Paulo? Il Pipita di Buenos Aires o la Joya di Cordoba? Chi tra loro segnerà più gol?

Le aste di fantacalcio di inizio campionato hanno dato per favorito Paulo, statisticamente pagato di più di Gonzalo. Oggi, invece, i dati parlano chiaro, in campionato: sinora sei gol realizzati da Higuain e uno da Dybala.

È già tanto per capire come andrà? O col tempo Dybala invertirà la tendenza?

Ecco un tentativo di anticipare i fatti, con alcuni brevi aspetti dei loro profili, cominciando con le cose più evidenti ed escludendo l’immediato passato, da cannonieri nelle rispettive squadre.

Higuain e Dybala, per caratteristiche sono molto diversi tra loro e, per questo, insieme, formano una coppia d'attacco da sogno, molto ben assortita. Ma hanno almeno un paio cose in comune di quelle importanti, una è l’Argentina. Che nel mondo del calcio vuol dire sacrificio, impegno e costanza, assicurati a prescindere. E poi entrambi sono figli d’arte, col padre calciatore. Queste informazioni ci fanno capire meglio di chi parliamo, ma sono più utili nelle descrizioni a posteriori di un personaggio, che ad aiutarci a capire chi di loro farà più gol quest’anno.

Higuain_Dybala

Scavando nel loro passato tra gli aneddoti e le notizie tipiche di tanti giocatori dell'America del Sud, invece, c’è qualche frase e qualche concetto che ci può illuminare.

Quando era nelle giovanili Gonzalo Higuain (che è nato a Brest, perché suo padre giocava lì, ma sin da piccolo è cresciuto nella capitale argentina), il suo allenatore diceva di lui che “aveva la porta tra un sopracciglio e l'altro e sapeva sempre come e dove tirare”. I suoi compagni di squadra lo descrivono come uno molto competitivo che voleva “scommettere” (o per meglio intendere, sfidare) sempre con tutti su ogni cosa, anche in piccoli duelli, come chi fosse il più veloce in un breve tratto di strada. E quando entravano in un bar in cui c’era una rivista o un giornale di calcio, lui cercava sempre le liste dei capocannonieri e faceva i conti di quanto doveva fare per superarli. Competitività sana e irriducibile.

Quando era nelle giovanili Paulo Dybala, gli esperti a caccia di talenti, dicevano che lui colpiva la palla in maniera diversa da tutti gli altri, era quello che nelle partite difficili: “Palla a lui, che la risolve lui!”. Era sempre il più piccolo di statura, ma nonostante questo, il più bravo, quello che faceva più gol. Sempre educato e rispettoso con tutti, sbagliò solo una partita, giocando male, fallendo ogni cosa. Fu sostituito, e lui scorrettamente scappò negli spogliatoi… non lo disse a nessuno, ma era il primo anniversario della morte di suo padre e lui quella notte lo sognò non riuscendo più a dormire. La figura del padre è fondamentale nella sua vita e nella sua carriera di calciatore. Ma come descrivere la forza di Paulo? Il tiro è sempre stato molto potente. Nessuna differenza tra destro e sinistro, tecnica eccellente, ritmo, velocità, dribbling, visione di gioco, ...  c’è un’altra frase su di lui, detta da un suo compagno di squadra nelle giovanili, che ci fa capire molto: “Ad un certo punto il suo gioco è cambiato. Ha incominciato ad allontanarsi dalla porta, a scendere anche sino a centrocampo e ad essere determinante nel far segnare gli altri”.

Dunque, sembrerebbe che si sia arrivati alla risposta riguardo i gol (se mai fosse giusto il confronto tra un ventottenne all'apice delle sue capacità e un ventiduenne che sta ancora crescendo e che ha ancora margini per diventare..). Ma non esattamente. Servirebbero ancora tanti numeri e parole per dare un’idea esaustiva dei due giocatori, che possiamo tranquillamente accostare ai giocatori più forti in assoluto di questi ultimi anni, come Messi e Cristiano Ronaldo. Magari i due juventini pèrdono il confronto con loro, ma possiamo accostarli.

Di Higuain possiamo solo aggiungere che in ogni partita è lì, come un leone, non si nasconde, per far vincere la sua squadra attraverso i suoi gol.

Di Dybala è necessario dire qualcos'altro, per far intendere veramente il suo potenziale, che deriva proprio da quell'evoluzione descritta dal suo ex compagno di squadra. Emerge la sua dote più grande: l’andare a portare qualità lì dove serve. È stata l'arma segreta di Allegri per risollevare la Juventus dai momenti di crisi dell’anno scorso. Per questa sua qualità, Paulo, con il suo preziosissimo istinto naturale, involontariamente mette a nudo i punti deboli della sua squadra, perché va a giocare proprio lì dove serve di più. Facendolo meglio dei suoi compagni. È per questo che in campo emerge la sua leadership, non dagli spogliatoi, direttamente in campo. Lo ha fatto anche nell'ultima partita di campionato a Empoli. Risultato bloccato, la Juve non riesce a segnare. Dybala si sgancia dalla zona in cui quest’anno ha giocato di più, leggermente a destra nella trequarti d’attacco, si inserisce in area da dove sino a quel momento gli avversari erano abituati a marcare Higuain, in un'azione che sublima in un attimo tante delle sue qualità straordinarie: Alex Sandro passa la palla in area in orizzontale, Paulo tra tanti avversari non sparacchia a prima vista, genericamente verso la porta, come tanti avrebbero fatto, perchè lo Skorupski di quel giorno avrebbe potuto parare... Lui, invece, con un solo tocco controlla la palla a seguire avanzando verso la porta, spostandola dove gli avversari non possono arrivare. Carica una bomba sotto la traversa, a due metri di distanza e quindi impossibile da parare per il portiere dell’Empoli. Scelta difficile in un momento critico della partita, sembra ragionata, ma sono passate solo poche frazioni di secondo dal primo controllo. Gol! È così che si segna!

Dybala nella Juve di quest'anno, con il Pipita in campo, quindi, va a giocare dove serve, dando maggiori garanzie di rendimento, che di gol. E se Higuain è in campo, è facile che la Joya vada a posizionarsi sulla trequarti a destra per confezionare assist per il Pipita: il massimo per Allegri, non esattamente il massimo per i fantallenatori della Joya. Solo quando in caso di appannamento dell'ex Napoli, come a Empoli, o in caso di turn-over, quindi con Mandžukić in campo, Dybala potrà tornare ad essere più vicino alla zona gol, dove servirà di più.

Si, la partita con l’Empoli è proprio un ottimo esempio per la domanda su chi segnerà di più, perché dopo la prodezza di Dybala, Higuain ha fatto due gol: la nostra risposta.

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