#Fantasocial – “Che ansia, ho avuto paura di non fare il fantacalcio”

#Fantasocial – “Che ansia, ho avuto paura di non fare il fantacalcio”

E se quest’anno i vostri compagni di lega decidessero di non fare il fanta voi come la prendereste?

di Nicolò Premoli, @NicoloPremoli

Organizzare l’asta di inizio stagione – lo sanno bene i fantacalcisti di ogni latitudine – è un’impresa titanica. Riuscire a scovare un giorno nel calendario tra ferie, ritorni al lavoro e qualche matrimonio sparso qua e là, richiede sforzi organizzativi secondi solo a quelli profusi per un allunaggio. Il momento dell’asta atteso dalla trentottesima talvolta però rischia di non concretizzarsi. E leghe con una tradizione decennale paiono sciogliersi come Winner Taco al sole.

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Nella lega di Francesco l’età media ha virato decisamente verso i trenta. Le estati delle superiori, quando l’unico problema era la scelta tra venti tipi di cazzeggio diversi, sono soltanto un ricordo. Sostituite ormai da pensieri ben più pressanti come mogli sempre pronte a girare il dito nei pochi giorni di riposo. Antonello solleva il polverone già a metà luglio definendo romanticamente la dolce metà come cacacazzo. Anche Emiliano evidentemente ha qualche grana in più rispetto alle stagioni precedenti: ad un mese esatto dalla data fissata per l’asta il banco rischia di saltare. E c’è chi pensa pure di andare in Canada, proprio nei giorni a cavallo di quel giorno cerchiato in rosso sul calendario.

Francesco però non demorde: da almeno quindici anni fa il fantacalcio. Proprio con Emiliano e Antonello, amici di lunga data e colleghi di 65,5. Inizia allora il pressing che fa leva sull’acquisto di Higuain mentre anche in privato inizia un fitto scambio di messaggi per scongiurare un anno senza fanta. Pare non ci sia davvero nulla da fare: si assiste anche al valzer de «se non lo fa lui allora non lo faccio nemmeno io» orchestrato da Fabio mentre Antonello ribadisce problematiche difficilmente risolvibili con prole e moglie.

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Tutto sembra perduto: Francesco tenta la mossa della disperazione. Se non ci sono dieci partecipanti almeno otto saranno disponibili, con buona pace della tradizione. Emiliano però non ci pensa proprio a partecipare ad un fanta senza due, storici, avversari. Francesco si chiude nel silenzio della rassegnazione: sarà il suo primo anno senza fantacalcio dopo chissà quante stagioni. O forse no. Tutto sembra troppo perfetto, gli impegni altrui paiono quasi architettati al millimetro intorno a quel dannato 19 agosto. Arriva il giorno del pranzo con i compagni di lega: Francesco si siede al tavolo avendo fiutato la sola. E quando un avversario se ne esce con la scritta «Scherzi a parte» la stretta allo stomaco si scioglie in un istante. Il Fanta è salvo: nessuna moglie inviperita, nessun viaggio in Canada potrà impedire lo svolgimento di quell’asta. Un altro anno di fanta, un altro anno a mangiarsi il fegato.

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