Stadio Delle Alpi, Torino, 1 aprile 2001. La Juventus padrona di casa vuole portare a casa una preziosa vittoria, indispensabile per non lasciar fuggire la Roma capolista. Di fronte si trova un neopromosso Brescia reduce da un'umiliante sconfitta nel derby con l'Atalanta, e invischiato nelle zone caldissime della classifica. I bianconeri passano in vantaggio alla mezzora del primo tempo con un bolide dalla distanza di Zambrotta, e sembrano in grado di controllare senza troppi patemi la partita. Ma non hanno fatto i conti con due fuoriclasse del nostro calcio, uno agli albori della sua carriera e l'altro quasi ai titoli di coda.
C'era una volta il Brescia...
Sant'Andrea da Brescia e il Divin Codino
Bei ricordi di un passato glorioso
Già, perché quando il presente e, soprattutto, il futuro non sono dei più rosei, viene spontaneo tornare con la mente a quei momenti di gioia, di esaltazione, vissuti negli "anni d'oro". Quelli per il Brescia sono stati degli anni fantastici, con gente come Guardiola e Di Biagio in campo, lo stadio pieno, le trasferte a San Siro. Ricordo ancora perfettamente la vittoria con l'Inter del 2004, a Milano, con le reti di Caracciolo e Del Nero, e una bella nevicata che iniziò proprio nei minuti finali della partita.
Pep Guardiola con la maglia del Brescia[/caption] Ricordi, ricordi, solo quelli restano ora, con la squadra a un passo dalla retrocessione in Lega Pro.
L'inferno a trent'anni di distanza
Tanto è passato dall'ultimo campionato in quella che allora era ancora serie C. Fa parte del gioco, le provinciali salgono e scendono spesso dalle serie minori, si sa. Ma per tutti gli under 40 di Brescia, questa è la prima retrocessione vissuta "sulla pelle". Certo, c'è di peggio nella vita. Ma sportivamente parlando, fa molto male. Di buono c'è che la nuova società sembra salda, dopo i primi turbolenti mesi di questa stagione il rischio di fare la fine del Parma era veramente molto alto, ma fortunatamente sotto quell'aspetto è andata bene alle Rondinelle. Retrocessione dunque, ad oggi non ancora matematica, ma praticamente ci siamo. L'importante è riuscire a risalire subito, anche se potrebbe risultare più complicato di quel che si possa pensare. Per farlo dovranno lavorare sodo società e giocatori, quelli che resteranno e i giovani che verranno promossi in prima squadra. E pensare a ciò che scrisse Carducci nelle sue Odi Barbare: "Lieta del fato Brescia raccolsemi, Brescia la forte, Brescia la ferrea, Brescia leonessa d'Italia beverata nel sangue nemico."
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