Siamo tutti bravissimi a prendercela con noi stessi o sfottere gli avversari per il pacco acquistato ad inizio anno. Meno bravi a ricordare quanto quel pacco ha fatto in passato o più semplicemente soltanto una stagione fa. Ecco a voi l’apologia del pacco perché un bidone (non) è per sempre…

Profeta di gioie o di sventura?

Ci sono quelle volte in cui ripensi all'asta di inizio anno e nella tua mente rimbombano parole di fuoco, pensieri di astio verso le tue stesse scelte effettuate soltanto qualche mese prima. Mesi prima che sembrano anni, intere stagioni. «Ma perché ho comprato proprio lui?». Anderson Hernanes de Carvalho Viana Lima per tutti Hernanes o il Profeta rientra a pieno titolo tra quei giocatori su cui si punta tanto pieni di aspettative e speranze...e da cui si riceve tanto in termini di malumori vari. Ma è sempre stato così? No, ecco una breve carrellata delle tappe percorse dal Profeta.
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Un giovane Hernanes ai tempi del San Paolo, quando Studio Sport lo accostava a mezza Serie A
Hernanes è un brasiliano e questo lo sanno anche i sassi. Non è sgusciante come il Ronaldo dei tempi andati, non ama danzare perdere tempo sul pallone come Neymar. Gioca come tanti in un piccolo club locale prima di attirare le attenzioni del San Paolo, team decisamente più blasonato che nel 99% dei bar italiani è conosciuto come «la squadra dove giocava Kakà prima che Berlusconi lo comprasse». Il giovane brasiliano ha un piede davvero gentile, anzi due. Basti pensare che in una delle prime uscite con le giovanili segna nella stessa partita due gol su punizione: prima con il destro e poi con il mancino. Non sono cose che si vedono molto spesso tra ragazzi di 16 anni.
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Ci pensa Studio Sport

E' nel 2005, mentre Kakà faceva le gioie dei suoi fantapossessori, che Hernanes fa il suo esordio nel campionato brasiliano. Quel campionato dove il terzino sale in attacco ed il portiere recita ogni volta un rosario prima di scendere in campo. Gioca da esterno sinistro di centrocampo mettendosi in luce con 4 reti. L'anno successivo si fa un po' le ossa nel San Andrè ed esplode (quasi) definitivamente come centrale di centrocampo nella stagione 2008 quando riceve la Bola de Prata, premio riservato agli undici migliori giocatori del campionato brasiliano. Inizia la frenesia delle voci di mercato che ogni estate diventano sempre più assurde. Hernanes inizia ad essere accostato ad ogni squadra europea e Studio Sport dedica servizi "strappa consensi" raccogliendo video su YouTube.
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Hernanes con la casacca bianco-celeste: saranno 11 i gol nella sua prima stagione in A
Milan, Inter, Lazio e forse forse anche il Chievo: la Serie A è incantata dal talento di Hernanes. Siamo nel 2010, anno del desolante Mondiale in Sud Africa ed è la Lazio ad imporsi sulla concorrenza. Gli occhi sono puntati sul Profeta che di certo non delude le aspettative di chi ha puntato forte su di lui all'asta di Settembre: 11 gol e qualche assist qua e là. Hernanes sfata la maledizione dei brasiliani che si perdono in Serie A e fa le gioie dei suoi fantapossessori fino al Gennaio 2014.
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Hernanes in nerazzurro
Eh sì, perché l'Inter dell'indonesiano Thorir decide di aprire il portafogli e di portare a casa il brasiliano. Mazzarri lo schiera prima come esterno d'attacco e poi anche come mediano. L'accresciuta distanza dalla porta non giova ai bonus tanto che in 14 presenze metterà a segno solo 2 gol. Cambia la stagione e dopo qualche mese cambia pure l'allenatore: arriva Mancini e tutti i fantallenatori sono convinti di avere per le mani un potenziale craque per la restante parte di stagione. Arrivano però anche Brozovic, un certo Shaqiri e si risveglia pure Guarin. La concorrenza è spietata tanto che Mancini prova a schierarlo come esterno destro. Inutile dire che quella per Hernanes non è propriamente la posizione preferita: macina 5 e prestazioni incolori che spingono il Mancio a spedirlo in panchina.

Ritorno alla gloria (?)

Inizia quindi l'opera di martellamento dei possessori che maledicono a turno prima Mancini poi l'Inter ed infine Hernanes. Panchine su panchine, ingressi da subentrante che arrivano con il contagocce: c'è tutto per definire il brasiliano un "pacco". Passano i mesi, c'è chi lo taglia e chi invece continua a sperare nel riscatto. Di giornate iniziano a mancarne davvero poche ma ecco che Mancini si risveglia dal torpore e lo inserisce in formazione come trequartista. Il finale di stagione premia chi ha avuto fede nel Profeta, chi nonostante tutto - e forse perché sul mercato libero era rimasto solo Migliaccio - ha conservato in rosa Hernanes. Tornano anche i gol, Shaqiri scompare dai radar. La rivincita di Anderson de Carvalho Viana Lima, il trionfo di chi crede fino all'ultimo secondo ad un proprio giocatore. Pacco sì o pacco no? Ne riparliamo la prossima stagione...sempre se il Profeta non decide di andare altrove.

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