I grandi numeri 7 della storia. Ali, un ruolo divino.

Da Garrincha, fino ai giorni nostri, tutti i più grandi interpreti del ruolo. Ma sono utili al Fantacalcio?

di Fabio Di Lenardo

Pochi ruoli del calcio hanno da sempre catturato l’immaginario collettivo come i grandi numeri 7. Le ali, un ruolo divino. Talentuosi, imprendibili, romantici, bizzosi, spesso vittime del loro stesso genio; vite rovinate da eccessi e vizi, come moderni Icaro abbagliati dal sole del successo.

In principio, Julinho

In principio fu Julinho. La prima grande ala destra del calcio brasiliano, visto anche in Italia per tre stagioni alla Fiorentina con cui vinse uno storico scudetto nella stagione d’esordio 1955-56. Il “Clarke Gable” paulista incantò la piazza viola con 22 reti in 89 presenze, ma soprattutto con gli innumerevoli dribbling e i cross “a pelo d’erba”, pezzo forte del suo immenso repertorio.

Garrincha, il più grande della storia

Julinho fu l’apripista per quello che probabilmente è stato il più grande numero 7 della storia, Manoel Francisco Dos Santos, più comunemente noto al pubblico come Garrincha. Una malformazione ad una gamba rese la sua finta immarcabile, più amato in patria persino del grande Pelè, un leggiadro passerotto (in portoghese Garrincha) che fu grande protagonista nella conquista dei primi due mondiali della Selecao, giunti dopo il lutto nazionale del Maracanazo nel 1950 e l’anonimo torneo svizzero del 1954. Fondamentale il suo apporto nella vittoria del 1962 in terra cilena. Il Brasile campione in carica si presentò al via privo della sua stella Pelè, ma venne trascinato dal piccolo e imprendibile Garrincha. Alegria do povo…allegria del popolo, questo era Garrincha per i brasiliani. Morì a 49 anni, povero ed alcoolizzato, dimenticato da troppi, ricordato per sempre.

George Best…The Best

george-best-011 Estro e piedi brasiliani, luogo di nascita e stile di vita british…fin troppo british. Il Quinto Beatle, per alcuni il miglior giocatore di sempre, George Best…The Best. Nasce a Belfast Irlanda del Nord, talento precocissimo scovato dal Manchester United  esordisce in Premier a soli 17 anni. A 22 vince la Coppa Campioni contro il Benfica e diventa Pallone d’Oro. E’ il 1968, il mondo è ai suoi piedi…The Best. Diventa una star, donne e alcool sono il pane quotidiano, ma in campo rimane una furia. Al Manchester United resterà fino al 1973, segnando 137 gol in 361 partite, da li in poi l’inesorabile e inevitabile declino figlio di una vita dissoluta, tante squadre di basso profilo soprattutto negli USA. Il 25 novembre 2005, si spegne a Londra all’età di 59 anni, dopo un trapianto di fegato e il dissacrante e sprezzante atteggiamento tenuto anche dopo l’intervento, giornata al pub e ricovero immediato. “Ho speso molti soldi per alcool, donne e macchine veloci. Il resto l’ho sperperato” …The Best.

Meroni, Causio, Conti. I grandi numeri 7 del nostro calcio.

1027full-bruno-conti Anche il nostro calcio ha subito il fascino dei grandi numeri 7 e ha prodotto giocatori in grado di reggere il confronto coi migliori di sempre. Dal delizioso e sfortunato Gigi Meroni a Franco Causio detto “Il Barone” che fece le fortune della Juve e della Nazionale targata Bearzot, nella seconda metà degli anni ’70. Prese parte a due mondiali, quello del 1978 in Argentina che l’Italia chiuse quarta e quello vittorioso del 1982, dove cedette il ruolo di titolare a quello che viene considerato il miglior italiano di sempre in questo ruolo, stiamo ovviamente parlando di Bruno Conti. Meno talentuoso dei sopracitati campioni, ma dotato di un grandissimo tiro che unito alla corsa indomabile ne hanno fatto l’idolo e il simbolo dei tifosi italiani e soprattutto del popolo romanista. Fu un cardine fondamentale della super squadra in grado di vincere lo scudetto nella stagione 1982-83 e di arrivare un passo dalla conquista della Coppa Campioni del 1984, in cui la Roma perse ai rigori contro il Liverpool nello stadio amico. Chiuse la carriera in giallorosso con 41 gol in 372 presenze e l’inserimento da parte di Pelè tra i più grandi giocatori di sempre.

Beckam, Figo e Cristiano Ronaldo. I migliori ai giorni nostri

cristiano-ronaldo Dai big del passato arriviamo ai giorni nostri. Obbligatorio citare David Beckam e Luis Figo. Maggior corsa, forza fisica e precisione nei cross l’inglese. Fantasia, talento e dribbling il portoghese. Pur diversi sono loro i due migliori numeri 7 del recente passato, senza dimenticare i vari Overmars, Waddle, Edenilson ed i nostri Attilio Lombardo e Roberto Donadoni, ali pure che ormai stanno scomparendo in questo calcio sempre più muscolare. Se escludiamo infatti l’ottimo Robben, il ruolo si è via via modificato perdendo sicuramente un po’ di poesia, ma guadagnando in completezza e atletismo. C’è un giocatore che più di ogni altro ha segnato questo cambiamento e stiamo parlando di CR7 Cristiano Ronaldo. Non è la classica ala tutto estro e dribbling, ma oltre alle indubbie doti tecniche, può annoverare un repertorio talmente ampio e completo da poterlo far giostrare indifferentemente su entrambe le fasce e come centravanti. Un mix di potenza e tecnica che ha pochi eguali nella storia di questo sport.

Quanto sono utili al Fantacalcio?

Andando ad analizzare l’appettibilità fantacalcistica – marziano Ronaldo a parte la magia che sprigionano questi giocatori è spesso inversamente proporzionale alla loro effettiva utilità. Spettacolari e calcisticamente imprescindibili, tendono ad essere anche fumosi e poco avvezzi alla concretezza in termini di bonus pesanti. A fronte di ottime medie voto e produzione di assist, l’apporto di gol non è dei più elevati, quindi se listati attaccanti fate molta attenzione a farvi trasportare dall’innamoramento calcistico nei loro confronti. Il rischio è pagarli come i top di ruolo, quando in realtà vanno considerati come 2° o ancor meglio 3° slot di lusso. Evidente il fascino che può suscitare un tridente con Gervinho, Eder e Lavezzi, ma l’estetica nel nostro gioco non è tutto, molto meglio affidarsi ad un meno avvenente ma più pragmatico ed efficace trio di prime punte come Lucarelli, Gilardino e Immobile…la vostra squadra perderà appeal, ma di certo avrà più possibilità di portarvi alla vittoria. Discorso diametralmente opposto se invece questi giocatori vengono listati come centrocampisti, in questo caso è giusto e utile alla vostra causa fare importanti investimenti per aggiudicarveli. Esempi lampanti vengono da Candreva, Felipe Anderson, Salah e Iago Falque nella stagione appena conclusa. Autentici primi slot che risultano decisivi e spostano gli equilibri di un fanta torneo.

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