#Fantasocial: Asta del Fantacalcio, cronaca di ordinaria follia

Ecco l’esilerante racconto di come un gruppo storico di amici ha vissuto l’asta del fantacalcio, tra aspre lotte, clamorosi tradimenti e chiamate raccapriccianti.

di Daniele Cravino

Spumeggiante come il miglior Prosecco in circolazione e più temuta di un attacco di dissenteria in coda alle poste: l’asta del fantacalcio, immancabile appuntamento per tantissimi appassionati sparsi per tutto lo Stivale. Anche quest’anno, come da pluridecennale tradizione, i soliti noti (io ed altri sette moschettieri) ci siamo riuniti per combatterci, senza esclusione di colpi, gli idoli della nuova Serie A. Ne sono uscite sei lunghissime ore pregne di sudore, lacrime, risa ed innumerevoli momenti di assoluta follia. Allacciate le cinture, si parte…

LA MARCIA DI AVVICINAMENTO ALL’ASTA

Le due settimane che precedono il fatidico giorno del giudizio sono tipicamente un crescendo di aspettative, tensione ed  impazienza. Il lento countdown verso l’asta è un rituale che si ripete con agghiacciante puntualità: analisi di statistiche, visione attenta di filmati, trattative serratissime sottobanco, strategie segrete per sviare la concorrenza. Ognuno vive questa marcia di avvicinamento a modo suo: Andrea (il fantaignorante) si dichiara assolutamente pronto a vincere il suo primo titolo, forte di una lettura veloce della Gazzetta dello Sport sotto l’ombrellone; Domenico (il plurititolato) si pavoneggia spocchioso, bullandosi del suo invidiabile palmares; Giorgio (il fantaretrocesso) rimane timidamente sottotraccia, convinto di avere imparato finalmente la lezione; gli altri si nascondono nell’ombra, come ninja pronti a colpire senza preavviso. L’obiettivo primario è lo stesso per tutti: evitare l’onta dell’ultimo posto, perchè espone a mesi di sbeffeggiamento ed impietoso sciacallaggio. In poche parole, la retrocessione ti rovina l’estate.

CHE SI APRANO LE DANZE…

Seduti alla solita, lunga tavolata. Sguardi tesi che si incrociano furtivi. Il panico evidente di alcuni si contrappone alla calma apparente di altri. Palpitazioni a mille, magliette pezzatissime, gesti di stizza al minimo imprevisto (la matita che cade a terra). L’atmosfera è quella de “Il buono, il brutto, il cattivo” di Sergio Leone, ma noi abbiamo solo il pirla, l’impreparato ed il fanfarone. Ci si scambiano due battute di circostanza, secondo il consenso generale è meglio chiamare i top players più avanti quando tutti siamo più sciolti. Detto, fatto: si parte col botto…Icardi, Dybala, Higuain, Bacca, Milik!!! La lucidità evapora velocemente, i portafogli si svuotano ed i fantamilioni scorrono a fiumi. Cominciano i primi drammi personali: gente rovinata, sul lastrico dopo un paio di acquisti, derisa senza pietà alcuna dal resto del branco. I commenti si sprecano, le provocazioni sono continue e toccano anche la sfera personale…

HIGUAIN E L’ALZATORE AVVENTATO

West Ham United v Juventus - Pre-Season FriendlyCome in ogni lega che si rispetti, anche noi abbiamo il fantallenatore super tifoso: Davide è interista e totalmente allergico agli juventini. La sua tattica è chiara: alzare Higuain fino alla morte, convinto che saranno poi i soliti noti ad aggiudicarselo a cifre folli. Strategia rischiosa, specialmente quando si investe il 50% del budget per un singolo giocatore. La fantatragedia si materializza in un attimo: Davide si aggiudica Higuain ad una cifra mostruosa, impallidisce, balbetta, perde un rigolo di bavetta che si stampa sul suo tabellone dell’asta. Non sarà più lo stesso, avrà una ciccatrice permanente che neanche il tempo potrà cancellare: gioco crudele questo fantacalcio.

L’IMPREPARATO CHE VUOLE STUPIRE: LO STRANO CASO ADJAPONG

7264861Anche quest’anno è la fantaignoranza a regalarci un momento di assoluta magia. Andrea, considerato da tutti come l’antitesi del fantallenatore vincente, estrae dal cilindro la chiamata più oscena e sconsiderata nella storia della nostra lega. Vi riporto le sue testuali parole, perchè entrano di diritto nella storia:”Chiamo Adjapong in attacco”. Chiiiiiiiiii??? La nostra reazione è veemente: alcuni sono sgomenti e si strappano i capelli, altri ridono sguaiatamente in faccia al malcapitato, altri ancora lasciano il tavolo dell’asta in segno di disapprovazione. Lo shock è ancora peggiore quando scoviamo il nome del giocatore sul listone Gazzetta: non solo è un diciottenne alla prima apparizione in Serie A, ma è anche un difensore. Vittima di reiterati insulti, Andrea si chiude in silenzio a ponderare le prossime mosse: come rimediare ad una tale pagliacciata? Semplice, chiamando gli altri due terzini destri del Sassuolo, Gazzola e Lirola!!! Grazie Andrea, ricorderemo questa scena per sempre.

PADELLI, GOMIS E L’OMBRA SCOMODA DI JOE HART

a.espncdn.comFabio, il nostro indiscusso fantaburocrate, deve completare il reparto portieri dopo essersi assicurato le prestazioni del suo idolo Donnarumma, ma si mostra alquanto tentennante. Gli altri fantallenatori fiutano l’occasione e scatta immediatamente la circonvenzione d’incapace: gli viene consigliato caldamente di fiondarsi sugli estremi difensori del Torino, Padelli e Gomis. Sembra una mera formalità, due acquisti sensati che assicurano rotazione al portierone del Milan. Ma poche ore dopo si configura il dramma: Joe Hart, fresco di bocciatura da parte di Guardiola, sembra ad un passo dalla squadra granata. Morale della favola: un raffreddore a Donnarumma e l’incauto Fabio, ormai sfigurato in volto dalla tensione, potrebbe ritrovarsi a giocare in dieci. Stagione in salita, cominciano le doverose preghiere.

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