Ad imperitura memoria, Steven

di Lorenzo Casciscia

Mercenari, scommettitori, uomini copertina, bad boys.

Oppure simboli.

Per ogni Del Piero e per ogni Scholes, per ogni Maldini e per ogni Gerrard, la domanda è sempre la stessa: “Saranno loro gli ultimi“?

Quando il rispetto vale più dei titoli in bacheca, quando la lealtà conta di più del parco macchine che hai in garage, quando in un momento così puoi racchiudere 17 anni di bellissimo calcio giocato. Una casa con 45 mila posti a sedere, parquet verde brillante, vista aperta sul cielo e muri di folla che abbracciano quasi fino a toccarti.

Solo un inglese, coriaceo e testardo poteva uscire “indenne” da uno spettacolo del genere. Abbandonare il calcio che conta in questo modo, con la tua bimba più piccola che si copre le orecchie tanto è il frastuono che la circonda, dev’essere un’esperienza unica e indimenticabile. Unico come sei stato tu. Indimenticabile come sarai tu per tutti noi. Un uomo che lascia, con un futuro gia scritto. Imperitura memoria nei cuori dei tuoi tifosi, nelle menti dei tuoi avversari e negli occhi di tutti gli amanti di questo sport che pensano che di gente così ne servirebbe davvero molta, molta di più.

“He’ll pass the ball 40 yards
He’s big and he’s fuckin’ hard,
Steve Gerrard, Gerrard”

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy