Torino, Longo: “Ansaldi è rientrato, ma va gestito. Ancora out Zaza e Baselli”

Torino, Longo: “Ansaldi è rientrato, ma va gestito. Ancora out Zaza e Baselli”

Il neo-tecnico granata ha incontrato la stampa alla vigilia del match casalingo contro la Sampdoria.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby
Moreno Longo

Dopo le ultime travagliate settimane, il Torino ha deciso di ripartire sotto la guida di Moreno Longo. Pur essendo molto emozionato per il nuovo importante incarico, il neo-tecnico granata è apparso desideroso di rimettere in carreggiata la sua nuova squadra, a iniziare proprio dall’appuntamento di domani contro la Sampdoria.

LE DICHIARAZIONI DI LONGO

Sulla partita: “La Sampdoria è una squadra che con Ranieri ha trovato identità, dispone di calciatori di qualità, dà pochi spazi e tiene bene il campo. Dovremo essere bravi a leggere la partita. Dovremo fare la gara, ma anche coprirci bene. Dobbiamo dare la nostra impronta al match. Mi aspetto un Toro che cerchi di fare la partita per il più possibile”.

Sul suo esordio: “Sono stati giorni particolari per me e per tutta la piazza, oltre che per i giocatori. Si è percepito entusiasmo, ma non dobbiamo perdere la lucidità di capire che domani scendiamo in campo e dobbiamo pensare alle cose concrete per offrire una prestazione all’altezza. Grazie ai prezzi popolari, ci saranno più di 18.000 persone. Mi aspetto una stadio caldo, so quanto ci possono dare i tifosi. Noi dovremo ricambiare l’entusiasmo”.

Sulla squadra: “Quattro giorni sono pochi, ma ho sensazioni positive, è una squadra con cui si può lavorare molto bene. Tutti mi hanno dato massima disponibilità, ho visto negli occhi dei ragazzi la voglia di invertire il trend negativo. Ma le parole stanno a zero: i sorrisi fanno bene, ma per mantenerli ci vogliono le prestazioni. Le prime ore sono state convulse, tra trovare l’accordo con il Torino e risolvere con il Frosinone. Al primo allenamento a porte aperte al Filadelfia si è percepito cosa abbiamo intorno a noi: l’emozione mi ha pervaso, ma facendo questo lavoro bisogna abituarsi a mantenere freddezza. Ho i piedi per terra, dedico ogni energia a questo gruppo. Dai giocatori ho ricevuto disponibilità: hanno lavorato con entusiasmo, voglio che prima ci siano uomini e poi calciatori. Sono persone serie e di valori, mi aspetto sempre questo impegno e questa dedizione”.

Sugli infortunati: “Ansaldi è rientrato in gruppo, ha svolto due allenamenti, ma è fermo da un mese: ha una condizione precaria, non ha un minutaggio adeguato e vedremo come gestirlo. Rincon ha risolto il suo problema. Abbiamo fuori Zaza e Baselli, ma stanno progredendo e le sensazioni sono buone: in settimana miglioreranno ulteriormente”.

Sul tempo che ci vorrà per vedere la sua mano: “Non posso dare una risposta precisa, posso dire che spero di fare il più velocemente possibile. Voglio trasmettere mentalità, e dalle risposte avute in settimana i giocatori mi hanno dimostrato che possono essere stimolati. Siamo già nel girone di ritorno, bisogna avere il dono della sintesi per entrare nella testa dei calciatori. E’ meglio non mettere troppi concetti, ma sintetizzare al massimo, poi ai dettagli ci penseremo”.

Tra Belotti e Sirigu: “Non li scopro io. Sono due giocatori di grandissima importanza, non solo per il Toro ma anche per la Nazionale. Vanno messi nelle condizioni di potersi esprimere. Sirigu ha un modo di interpretare tutto suo, è un ragazzo di grande personalità e vive il campo con grandissima passione. Belotti poteva sembrare disorientato, ma è la normalità per un periodo durante il quale c’era poca fiducia: ogni momento difficile passa, lui sa gestirli e saprà uscirne benissimo”.

Sul modulo: “E’ una squadra costruita con la difesa a 3, per passare a 4 ci vuole tempo. Vedremo oggi e domani come distribuire il resto della squadra. De Silvestri e Aina sono gli unici esterni, Ansaldi è convocabile ma ha poco minutaggio. Sceglieremo il modulo migliore”.

Su Berenguer: “Ha lavorato molto bene, come tutti i suoi compagni. E’ un giocatore duttile: nei ruoli offensivi può fare il trequartista, sotto una seconda punta, può anche fare la mezzala con strappi non indifferenti. Mi offre la possibilità di impiegarlo in diverse posizioni. Ho visto tante volte il Toro, lo conosco molto bene e la sua duttilità sarà un’arma per poter cambiare assetto”.

Su Verdi: “Pochissimi sanno calciare con due piedi. Partendo dall’esterno, può essere la soluzione migliore. Cercherò di conoscerli tutti, ma lui deve lavorare sull’atteggiamento e sul riaccendere quella fiammellla interna che gli faccia dimostrare il suo valore. Senza ferocia è difficile raggiungere gli obiettivi: questo è l’atteggiamento che deve essere la base, poi si può aggiungere altro”.

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