“The American Dream”: Copa America Centenario 2016 #21

Ancora i rigori, ancora Cile. Argentina sconfitta e Messi annuncia il suo ritiro.

di Riccardo Cerrone, @riki171980

Il calcio è così, le cabale, le paure, le superstizioni hanno fatto e faranno sempre la storia. Anche questa volta la “maledizione” dell’Argentina si abbatte sullo stadio di East Rutherford di New York come una sentenza, regalando, a distanza di un anno, ancora una volta la Copa America Edizione Centenario al Cile, sempre ai calci di rigore.

COPA AMERICA CENTENARIO: LE PARTITE GIOCATE

ARGENTINA – CILE 0-0 (2-4 dcr) 

I presupposti c’erano tutti per assistere ad una partita di assoluto livello, almeno sotto l’aspetto caratteriale e tecnico, viste le compagini in campo. L’Argentina è scesa in campo concentratissima, pronta ad invertire i pronostici che la storia, e la sorte, gli hanno messo di fronte nelle ultime edizioni della Copa, soprattutto nell’ultima edizione persa proprio ai rigori contro il Cile.
Invece la maledizione prosegue, e Messi con i suoi compagni sono stati costretti ad alzare bandiera bianca di fronte a Raul Bravo ed ai suoi guantoni.

Novanta minuti di assoluto predominio argentino, fatto di occasioni non concretizzate, soprattutto quella capitata al “Pipita” intorno al 30′. Forse questo doveva essere il segno da interpretare dai ragazzi del Tata Martino: Higuain, autore di una Copa America sontuosa, si è trovato a tu per tu con Claudio Bravo, fallendo un’occasione troppo ghiotta per un tiro finito al lato di soli dieci centimetri. Come se non bastasse, qualche minuto dopo il Cile rimane in dieci per l’espulsione da doppio giallo di Marcelo Diaz, ma non è la serata dell’Argentina. Rojo segue il suo avversario negli spogliatoi venti minuti dopo, punito, forse troppo pesantemente, per un intertvento da dietro su Vidal più evidente che reale.
Il Cile si affaccia timidamente al 63° minuto dalle parti di Romero, senza riuscire ad affondare il colpo, mentre l’albiceleste prova e riprova con tutti gli effettivi, senza trovare lo spiraglio giusto per superare Claudio Bravo e la sfortuna che li persegue.

Lotteria dei rigori: sbaglia subito Vidal, e sembra in discesa per Messi e compagni, poi proprio la pulce spara alto. Fatale l’errore di Luca Biglia che si fa ipnotizzare dal capitano cileno.

Una vittoria inaspettata per la Roja che, partita in sordina, vince la seconda Copa America consecutiva. Sull’Argentina si abbatte un uragano di polemiche e pensieri negativi legati all’incredibile impossibilità di vincere un trofeo con una squadra tanto forte, quanto inconcludente. Messi abbassa lo sguardo, e davanti alla telecamera, in lacrime, annuncia il suo ritiro dalla nazionale argentina: “non fa per me… è scritto nel destino”.
Siamo tornati tutti sulla terra, anche la pulce, è solo il Cile a volare in alto, ancora una volta.

COPA AMERICA CENTENARIO: GLI “ITALIANI” IN CAMPO

90 minuti per Luca Biglia, ed il peso del rigore decisivo parato da Claudio Bravo. 70 minuti per il Pipita che ha provato la via del gol in più occasioni, ma non era decisamente la sua serata. Banega ha giocato tutto il match, quasi sino al termine dei supplementari, sostituito al 11′ minuto per far entrare Erik Lamela. Lato Cile il pitbull Medel ha lottato per 120′ risucendo ad arginare le scorribande di Higuain e compagni, alzando per la seconda volta consecutiva la Copa!
Il bilancio

COPA AMERICA CENTENARIO: OGGI PARLIAMO DI…

Leo MessiDura da mandar giù. Una sconfitta amara, dal retrogusto ancor più amaro se consideriamo gli eventi di Luglio 2015 quando, sempre ai rigori, la Pulce non è riuscita a vincere la Copa America Centenario. Tante lacrime, dettate dalla delusione, e dalla consapevolezza di essere “incompleto” come molti gli hanno spesso rimproverato: calciatore più forte nella storia del calcio quando veste la maglia blaugrana del Barcellona, impacciato e spesso discontinuo con la casacca dell’albiceleste.
download (1)Conosciamo benissimo le doti di Messi e quello che è capace di fare con il pallone fra i piedi; è altrettanto vero che con l’Argentina non è mai riuscito a vincere e convincere, tanto da lasciar insinuare nell’opinione pubblica sportiva un complesso di inferiorità con la maglia albiceleste numero 10, indossata dal Maradona. Certamente c’è un’aspetto psicologico che ha pesato su Messi ogni qualvolta è sceso in campo per difendere la sua patria, obbligato a vincere quasi come fosse una sentenza. Non può essere però che lo spettro de “el diez” abbia inibito cosi Lionel tanto da farlo uscire in lacrime mentre annunciava il suo ritiro sotto i riflettori dello stadio di East Rutherford. Il Barca è una cosa, la nazionale argentina un’altra, ma “la pulce” non può esser certamente messa in discussione, neanche da l’ombra di un grande come Maradona, perché Messi è stato e sarà ancora “el magnifico Lionel”

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