“The American Dream”: Copa America Centenario 2016 #10

“The American Dream”: Copa America Centenario 2016 #10

Grande spettacolo finalmente sui campi americani della Copa con un super Messico ed una sorprendente Venezuela che eliminano l’Uruguay di un furastico Suarez

di Riccardo Cerrone, @riki171980

Messico-Giamaica 2-0: Chicharito e Peralta, El Tricolor vola ai quarti. Nell’altro match Rondon, del Venezuela, segna il gol decisivo ed elimina la Celeste dalla Copa

COPA AMERICA CENTENARIO: LE PARTITE GIOCATE

MESSICO – GIAMAICA 2-0

Al Rose Bowl di Pasadena il Messico batte 2-0 la Giamaica e si qualifica ai quarti di finale della Copa America: del Chicharito e di Peralta i goal partita. Seconda vittoria nel Gruppo C per il Messico, che regola la Giamaica in quella che rappresentava una rivincita della finale di Gold Cup, e si qualifica ai quarti di finale della Copa America. Per la Nazionale di Osorio è l’undicesima vittoria di fila, il 21° risultato positivo consecutivo.

URUGUAY – VENEZUELA 0-1

L’Uruguay perde di misura contro il Venezuela e viene eliminato dalla Copa America. Vinotinto che accedono invece ai quarti di finale. La rabbia di Suarez si abbatte contro Tabarez. Il Venezuela supera 1-0 a Filadelfia l’Uruguay e, in virtù del successo del Messico sulla Giamaica, conquista la qualificazione matematica ai quarti di finale della Copa America (l’ultima volta accadde nel 2006). Clamorosamente eliminata nella fase a gironi invece la Celeste, come non le accadeva dal 1997. Per il Venezuela è festa, l’Uruguay invece viene eliminato dopo appena 2 gare. Poca cosa i tentativi dell’Uruguay con Cavani in confronto alla tenacia ed alla concretezza del Venezuela che grazie al gol di Rondon porta a casa una qualificazione memorabile. Siparietto in casa “celeste”: Tabarez fa scaldare Suarez, non ancora recuperato, ma poi non lo schiera, scatenando la furia dell’attaccante del Barcellona, che prima dà un pugno alla panchina, poi getta a terra la sua pettorina visibilmente contrariato.

COPA AMERICA CENTENARIO: GLI “ITALIANI” IN CAMPO

Artefici del passaggio del turno del Venezuela sicuramente “El General” Rincon e J.Martinez, entrambi in campo per 90 minuti nella vittoria contro l’Uruguay. Scalda ancora la panchina l’altro genoano Laxalt che non è mai entrato in campo in questa Copa America Centenario. Ruota sempre in orbita Napoli il centrocampista H. Herrera che ha giocato nel Messico una partita di grande intensità ed ha servito l’assist vincente per il 2-0 di Peralta.

COPA AMERICA CENTENARIO: OGGI PARLIAMO DI…

Cuauhtémoc Blanco! I nati prima degli anni80 sapranno certamente di chi stiamo parlando. Un calciatore assolutamente imprevedibile, divenuto famoso per i suoi numeri, soprattutto i dribbling fantasiosi utili per liberarsi della marcatura degli avversari. Blanco ha indossato la maglia numero 10 del Messico, dopo aver girovagato per il mondo intero e club anche di un certo blasone. Per le squadre di club ha militato anche negli USA, con i Chicago Fire, i cui tifosi gli affibbiarono il soprannome “The King”, proprio in onore di Re Cuauhtémoc. Ma è senza dubbio l’avventura con la nazionale Tricolor che ha fatto entrare “El tiburon blanco” nel novero dei calciatori destinati a rimanere immortali: la carriera nel Messico è iniziata nel 1995, ed è stata coronata dalla partecipazione a tre mondiali, nel 1998, nel 2002 e nel 2010. A quello del 2006 non partecipò a causa dei rapporti non idilliaci con il tecnico La Volpe, uno dei motivi che portò all’esonero dell’allenatore messicano. Proprio nella prima competizione iridata disputata, Francia 98, lasciò stupito il mondo intero segnando un gol contro la Corea del Sud smarcandosi tra due giocatori con la sua famosa finta, la Cuauhtemina: una particolare mossa che consiste nell’alzare il pallone tra le due gambe e saltare in avanti, eludendo gli interventi avversari. L’anno scorso alla leggenda messicana è stata concessa un‘ultima partita con la Selección per rendere omaggio alla sua straordinaria carriera, nonostante non facesse più parte del giro dai mondiali del 2010. Al numero 10, secondo cannoniere di sempre del Tri dopo Borghetti, sono stati concessi una quarantina di minuti del primo tempo più un tributo da brividi durante l’intervallo che ha commosso un gremito Azteca.

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