SPAL, Missiroli: ”Al Fantacalcio non mi sono comprato. Di Francesco? Più di un allenatore”

SPAL, Missiroli: ”Al Fantacalcio non mi sono comprato. Di Francesco? Più di un allenatore”

Divertente intervista rilasciata dalla mezzala alla Gazzetta Dello Sport

di Claudio Cutuli, @cutuli4

Con 234 presenze sommate in totale in massima serie, condite da 11 gol, Simone Missiroli è stato per diversi anni uno dei perni del Sassuolo targato Di Francesco. Il ”missile” è uno dei giocatori più adorati in ottica Fantacalcio, essendo da sempre un buon regolarista con sporadici bonus a referto. L’arrivo alla SPAL ne ha innalzato ancora di più l’appetibilità, facendo di lui il centrocampista biancazzurro più ambito dopo l’insuperabile Lazzari.

SPAL, LE PAROLE DI MISSIROLI 

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il centrocampista biancazzurro ha ripercorso in alcuni brevi passaggi il suo rapporto col Sassuolo prima di approdare in terra estense, svelando anche alcuni curiosi particolari.

Sul suo rendimento in campo: ” Cerco di essere sempre ai livelli del 6,5 in pagella. Da quest’anno mi sono messo anch’io a giocare al Fantacalcio, con alcuni conpagni come Schiattarella e Floccari. Se mi sono preso? No, no..”.

Sullo striscione in Inter-Sassuolo del gennaio 2016: ”C’era scritto: oggi rivali, ma quanti 6,5 al Fanta. Erano tifosi interisti, mica del Sassuolo. Durante il riscaldamento un mio compagno mi fece notare questo striscione, lo guardai e sorrisi. Poi la partita la vincemmo nel finale, e la sera stessa chiesi di poter rintracciare i ragazzi. Fortunatamente li ho trovati e ci siamo messi in contatto, regalando loro una maglia a testa. Troppo bello lo striscione”.

Sul rapporto con Di Francesco: ”Un giorno disse che ero il Pogba del Sassuolo, ma io non ne sapevo nulla. Arrivai all’allenamento e tutti mi chiamavano Paul. Dopo un po’ realizzai il tutto. Il mister è stato il mio secondo padre: mi ha insegnato aspetti calcistici e tattici molto preziosi. Il primo anno mi metteva sempre in panchina, così ho iniziato a pensare che quello sbagliato fossi io e che c’era bisogno di cambiare qualcosa. E ho cominciato ad essere diverso e a giocare di più.

Sull’addio al Sassuolo in estate: ”De Zerbi mi disse che non facevo parte dei suoi piani tecnici con molta sincerità e onestà. L’ho apprezzato e sono andato via. Sassuolo mi ha regalato molto e lasciato tantissimi amici con cui mi sento ancora oggi. Però devo ammettere che anche qui alla SPAL nello spogliatoio si respira la stessa aria di festa e professionalità”.

 

 

 

 

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