Serie A, si riparte o no? La Figc vuole provarci

Serie A, si riparte o no? La Figc vuole provarci

Per diversi club di A sarebbe un errore ricominciare, ma al momento la posizione della Figc prevede la ripresa

di Carlo Cecino, @CarloCecino

Per il momento si continua a navigare a vista, con la Serie A che sta riflettendo se nelle prossime settimane ci saranno le condizioni necessarie per poter riprendere a giocare oppure fermare definitivamente la stagione 2019-2020. Come scritto su La Gazzetta dello Sport, sarà la situazione sanitaria del Paese a dettare i prossimi passi.
Per tutti i club del campionato italiano, la settimana giusta per decidere potrebbe perciò essere quella a cavallo del periodo di Pasqua. Nel frattempo reggono tutte le ipotesi, tranne quella ottimistica di riprendere le danze a inizio maggio. Anche Lotito – dice La Gazzetta – ha deciso di fare un passo indietro e rimandare la data di ripresa degli allenamenti dei biancocelesti. De Laurentiis è l’ultimo a non mollare su questo fronte, e a tal proposito è scoppiata una polemica con Marotta, l’a.d. dell’Inter.

LA UEFA E GRAVINA

La Uefa ha fatto sapere che è possibile riavviare la stagione anche a giugno e utilizzare tutto il mese successivo per la conclusione dei tornei, dando la priorità ai campionati nazionali rispetto alle coppe. Ma all’esame della Serie A, terminare la stagione a fine luglio appare come una proposta di difficile realizzazione e per molti club andare oltre il 30 giugno sarebbe un errore, stando alla Rosea. Ma Gabriele Gravina, presidente della Figc, su Radio Marte ha esposto un’altra posizione sull’argomento: “Fin quando avrò la possibilità, conserverò la speranza di far finire i campionati. Farò qualsiasi tentativo, anche sfruttando luglio e agosto. Non assegnare uno scudetto sarebbe una sconfitta mia e del valore della competizione” le sue parole.

Ad ogni modo, il pensiero comune che filtra dai club è quello del pessimismo riguardo la possibile ripresa della stagione. Le società che inoltre stanno ragionando su come attutire il contraccolpo economico derivante dalla sospensione della Serie A, che permetterebbe un taglio agli stipendi più pesanti dei calciatori; così è scritto sulle colonne de La Gazzetta dello Sport. Ma è ancora presto per sapere quali vie saranno adottate e se poi a risarcire le mancate entrate saranno i club stessi o il Governo.

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