Il Mondiale 2026 è entrato nel vivo e le stelle stanno già brillando, portando le squadre favorite a confermare, più o meno, lo status di candidate alla vittoria: Messi con la sua tripletta all’Algeria, Haaland scatenato con la Norvegia, Mbappé e Olise a trascinare la Francia. Nonostante ciò, qualche piccola eccezione a livello di squadre che hanno deluso le aspettative c’è stata, come nel caso della Spagna fermata da Capo Verde, ma i bookmakers restano convinti che la squadra di De La Fuente resti tra le più accreditate per alzare la coppa a metà luglio. Ad ogni modo, se si vuole essere tranquilli nel puntare sugli iberici, è consigliabile prendere in considerazione uno dei bonus benvenuto scommesse disponibili in questa pagina di Gazzetta Scommesse. Ora però, vogliamo lasciare libero sfogo all’immaginazione e provare a chiederci: se il Mondiale avesse il format della Serie A, con crediti illimitati all’asta, chi scegliereste per costruire la squadra del fantacalcio più forte di tutti? Proviamo a rispondere in questo approfondimento, analizzando la miglior squadra possibile reparto per reparto.

Mike Maignan Milan

Portieri: Martínez titolare, Maignan seconda scelta

Tra i pali la scelta è quasi obbligata: Emiliano "Dibu" Martínez (Argentina) è il portiere più temuto di questo Mondiale. Para-rigori di rango mondiale, leader della difesa argentina e con la mentalità da tornei corti già dimostrata in Qatar 2022. Il numero 1 ideale per qualsiasi fantallenatore. Come secondo, il milanista Mike Maignan (Francia) è una garanzia di solidità: riflessi straordinari, ottima gestione con i piedi e una difesa che concede poco. Un tandem da paura per chiunque voglia blindare la porta.

Difensori: spinta, gol e qualità su tutte le fasce

In difesa, il primo nome da mettere a bilancio è Theo Hernández (Francia): il terzino sinistro ex Milan, oggi in forza ai sauditi dell’Al Hilal, gioca con enorme libertà offensiva in nazionale, attacca costantemente la profondità e garantisce bonus su bonus tra gol e assist. Una buona alternativa potrebbe essere Nuno Mendes (Portogallo), freccia del PSG, altro terzino mancino da prima fascia del torneo, con dinamismo e qualità tecnica di primissimo livello. A destra sarebbe un ideale ballottaggio tra Denzel Dumfries (Olanda), ex Inter ormai promesso al Real Madrid, incursore instancabile, e Achraf Hakimi (Marocco), altro laterale che spinge tantissimo ed è spesso presente nell’ultimo quarto di campo. Tra i centrali Gabriel Magalhães (Brasile) e Rúben Dias (Portogallo) sono solidi e possono garantire dei bonus sulle palle inattive. Come quinta difensiva da usare come jolly, Maxim De Cuyper (Belgio) è il terzino low-cost più interessante: spinge, crossa e può sorprendere.

Centrocampisti: Valverde il top, Olise la sorpresa

A centrocampo il nome più caldo del Mondiale è Federico Valverde (Uruguay): box-to-box di lusso, ha già messo in mostra tutto il suo repertorio nella prima partita. Un tuttocampista che in un fantacalcio a crediti illimitati va preso senza pensarci. Michael Olise (Francia) è la sorpresa del torneo: trequartista di qualità assoluta, garantisce bonus con regolarità e in una Francia dominante può fare numeri fantasmagorici. Rúben Neves (Portogallo) chiude il centrocampo con qualità di palleggio e una presenza costante nei momenti decisivi (si veda il gol al Congo). Come riserva di lusso, Granit Xhaka (Svizzera), centrocampista leader degli elvetici, che all’occasione sa regalare anche dei bonus.

Attaccanti: Mbappé, Kane e Vinicius, il tridente dei sogni

Il reparto offensivo è il più facile da costruire, perché i nomi sono tantissimi. Alcuni hanno deluso alle prime giornate, come Cristiano Ronaldo (Portogallo) o David (Canada) che, dopo essere stato un flop all’ultimo fantacalcio, sta confermando il brutto stato di forma anche al Mondiale.

Guardando ai top invece, Kylian Mbappé (Francia) è il primo della lista: capocannoniere dell’ultimo Mondiale, devastante negli spazi aperti, con una nazionale che lo mette nelle condizioni migliori per segnare. Harry Kane (Inghilterra) è il centravanti più completo del torneo: bomber d’area, rigorista infallibile e con tanti compagni di squadra che possono metterlo nelle condizioni di far gol. C’è poi il funambolico Vinícius Jr. (Brasile) che completa il tridente dei sogni: velocità bruciante, dribbling imprendibile e un Brasile inserito in un girone alla portata che lo vedrà brillare. Fuori categoria Lionel Messi (Argentina): la classe del pluripallone d’oro, nonostante l’età (compirà 39 anni il 24 giugno), non tramonta mai come dimostra la tripletta realizzata all’esordio contro l’Algeria: un lusso inarrivabile anche in questo Mondiale.

L’allenatore: Ancelotti o Deschamps?

Se dovessimo scegliere anche l’allenatore ideale di questa squadra, la scelta cadrebbe sul nostro Carlo Ancelotti, attuale CT del Brasile. La capacità di gestire campioni di Carletto, motivare un gruppo di altissimo livello e trovare le soluzioni giuste nei momenti delicati lo rende il profilo ideale per puntare lontano nel torneo. In alternativa, Didier Deschamps (Francia) è il tecnico che meglio di chiunque altro sa come si vince un Mondiale: già campione nel 1998 da giocatore e nel 2018 da CT, guida una Francia che dopo la finale persa ai rigori contro l'Argentina a Qatar 2022 ha una voglia di rivalsa che si sente in ogni partita. Due filosofie diverse - il pragmatismo di Ancelotti contro la solidità organizzativa di Deschamps - per un duello che potrebbe decidersi proprio nelle fasi finali del torneo.

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