Napoli, il ricordo di Sarri: ”Grande esperienza, ma non potevo fare di più. Su De Laurentiis…”

Napoli, il ricordo di Sarri: ”Grande esperienza, ma non potevo fare di più. Su De Laurentiis…”

Maurizio Sarri ripercorre alcuni momenti inerenti l’esperienza napoletana, parlando anche del rapporto con il presidente De Laurentiis

di Claudio Cutuli, @cutuli4

Il ”Sarri-ball” è ormai approdato con veemenza sui giornali di tutto il Regno Unito, incantando gli addetti ai lavori d’oltremanica grazie anche ai risultati ottenuti. Il tecnico ex Napoli Maurizio Sarri, in una lunga intervista rilasciata al quotidiano ”La Gazzetta Dello Sport”, ha parlato anche dell’attuale Serie A e dell’eredità lasciata al suo successore Carlo Ancelotti.

CHELSEA, LE PAROLE DI SARRI 

Sul rapporto con De Laurentiis: ”Non ho nulla da dire. Posso solo ringraziarlo. Mi ha dato la più grande soddisfazione personale della mia vita affidandomi il Napoli, la squadra del mio cuore e delle mie origini. E’ stata una magnifica avventura che non può essere cancellata da un congedo un po’ così”.

Sull’eredità lasciata al Napoli: ”Quella più visibile è numerica: presi un Napoli che aveva chiuso il campionato con 64 punti e ho lasciato una squadra che di punti ne ha fatti 91. Più di questo non si poteva fare. L’altra eredità è personale: il rapporto con la città e la sua gente era splendido, non mi staccherò mai dal Napoli. Hanno paragonato il mio Napoli a quello di Vinicio, una delle prime squadre a viaggiare nel futuro. Mi onora questo paragone”.

Sulla gestione del gruppo ed il turnover: ”Spesso nell’analisi del calcio si spacciano per vere statistiche fasulle e poco attendibili. In molti mi hanno criticato per aver utilizzato poco le riserve, ma cito un esempio: tra l’undicesimo ed il dodicesimo calciatore utilizzato qui al Chelsea ci sono appena 100′ di differenza. Abbiamo trovato la nostra dimensione e va bene così”.

Sulla Juventus: ”Questa Juventus ha una proprità di nome Champions League. Alla fine, potrebbe rivelarsi un piccolo vantaggio per la concorrenza”.

Sugli insulti territoriali: ”Penso di essere stato il primo allenatore a chiedere all’arbitro di intervenire davanti ad uno stadio che offendeva i napoletani. C’è ancora tanto da fare, ma apprezzo la campagna volta a fermare questo scempio”.

 

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