Napoli, Gattuso: “So che posso fare bene”

Napoli, Gattuso: “So che posso fare bene”

Il neo-tecnico dei partenopei si è presentato alla stampa.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

Gennaro Gattuso è da poco stato ufficializzato sulla panchina del Napoli, ma per lui è già tempo della prima chiacchierata con i giornalisti per spiegare le ragioni che lo hanno spinto ad accettare questa nuova sfida lanciata da Aurelio De Laurentiis.

LE PAROLE DI GATTUSO

Sulla sua scelta: “È stato facile dire subito di sì al Napoli. Si tratta di una grande squadra con giocatori che mi piacciono moltissimo per la mia idea di calcio. Ho incontrato De Laurentiis domenica scorsa, ho viaggiato in auto per sei ore all’andata e sei ore al ritorno per non farmi beccare dai giornalisti. So in che posto sono venuto, che aria si respira in città, sono uno che ama il mare, vengo da lì. Ma ora mi sono messo in un mare grande e devo stare attento, altrimenti annego (ride, ndr). Chi mi conosce, chi sa la mia storia umana e calcistica, sa che non ho paura di nulla: vado, ho la consapevolezza di avere grande professionalità attorno a me con persone dello staff preparate. Poi è normale, devono arrivare i risultati e spero di riuscire a farli. Per me è motivo d’orgoglio essere qua. Ho rifiutato tante squadre, mentre qui so che posso fare bene lavorando tanto. Non c’è cosa più bella quando mi piace tutto. Ora sta a me”.

Su Ancelotti: “Se ho sentito Ancelotti? Ci siamo sentiti stamattina, volevo chiamarlo già ieri sera, ma sapevo che stava con moglie e familiari. Sono stati due giorni non facilissimi, sapevo che dovevo chiarirmi con lui, spiegare perché ho scelto di prendere il suo posto. Mi ha messo in difficoltà anche il fatto di dover lasciare qualche membro dello staff. Lui è stato un papà, con lui ho fatto più di 400 partite, siamo riusciti a vincere tanto e nei momenti di difficoltà l’ho sempre chiamato e oggi per l’ennesima volta ho avuto la conferma dell’uomo che è. Mi ha chiesto le cose dove può migliorare questa squadra e si è dimostrato un grande uomo. Non fate paragoni tra me e lui perché lui ha vinto tutto nel mondo da allenatore e io sono un allenatore giovane e sicuramente devo ancora dimostrare tanto. Spero di fare il 10% di quello che ha fatto lui nella sua carriera”.

Sugli obiettivi stagionali: “Il Napoli è costruito per andare in Europa, so che è difficile, ma è così. Non alzo asticelle. Questa squadra non può stare fuori dall’Europa. Il momento in campionato non è positivo, ma ci rialzeremo. Come si riparte? Testa bassa, lavorare, pedalare, riuscire a vincere queste due partite prima della sosta. Dobbiamo recuperare. Abbiamo l’obbligo di comandare le partite. So quello che posso dare, ma squadra e società devono aiutarmi e io devo aiutare loro. Si deve viaggiare di pari passo. Si esce da questo momento pensando solo al lavoro”.

Sul contratto: “Mi fate ridere quando parlate di contratti. Chi fa questo mestiere è legato al risultato, poi 6 mesi e opzione è relativo. Domenica il Presidente mi proponeva solo 6 mesi e io sarei venuto uguale perché è una grande opportunità. Questa è una squadra di qualità, non potevo scegliere di meglio per il tipo di gioco che voglio provare a fare, sono giocatori che sembrano fatti col pennello per me”.

Sullo staff: “Manca Valerio Fiori e Magni, qui già ci sono i preparatori dei portieri. Per il resto ci sono tutti, Riccio, Innocenti, Sangermani, Tenderini e io”.

Su Ibrahimovic: “Voglio parlare di chi c’è. In questo momento è troppo facile parlare di Ronaldo, Ibra o Ronaldinho. Parlo di chi c’è adesso”.

Sulla Champions: “Tra quinto e quarto posto cambia tanto a livello economico, ma questa squadra settima crea imbarazzo. Alcune prestazioni non sono state tra le migliori, ma la squadra lo sa e allora sì, quando parlo di Europa parlo di Champions. Lo scorso anno l’ho persa per un punto e questa squadra può arrivarci”.

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