Fiorentina, Iachini: “Chiesa ora sta bene. Il tridente dall’inizio? Poi non avrei altre possibilità”

Fiorentina, Iachini: “Chiesa ora sta bene. Il tridente dall’inizio? Poi non avrei altre possibilità”

Il tecnico viola presenta alla stampa la trasferta a Udine.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

Il pareggio non privo di polemiche arbitrali agguantato contro il Milan non ferma la Fiorentina e Beppe Iachini, che vogliono proseguire sulla scia dei risultati utili anche in casa dell’Udinese, malgrado il mancato sostegno dei propri tifosi: il match alla Dacia Arena si svolgerà infatti a porte chiuse per far fronte all’emergenza Coronavirus.

LE PAROLE DI IACHINI

Sulla gara a porte chiuse: “Mi è capitato sia da giocatore che da allenatore ed è tutta la settimana che ne parlo con i ragazzi. Sicuramente sarà una partita diversa, perché non ci saranno tutte quelle situazioni ambientali che fanno parte del clima della partita. La squadra dovrà essere ancora più concentrata e attenta. Solo con tanta attenzione e lavoro riusciremo a uscire bene da questa partita, che sembrerà quasi un allenamento. Ma in una situazione di precauzione generale, è giusto che venga prima la salute di tutto il resto”.

Su Chiesa: “Quando sono arrivato, chiunque, chi per un motivo, chi per un altro, doveva essere recuperato. Dovevamo coniugare prestazioni, risultati e mentalità. Dovevamo dare certezze ai ragazzi, dando loro margini di crescita. I nostri attaccanti, che devono dettare i tempi di una partita, devono ancora crescere, e questo è motivo di lavoro per noi. Stiamo crescendo nella fase di non possesso, mentre sulla fase di possesso dobbiamo ancora migliorare. I nostri attaccanti devono capire come muoversi, devono dettare loro i tempi di gioco. Io devo capire come gestirli, da Chiesa a Ghezzal. Nella mia testa intanto, c’è stata per Federico l’idea di un diverso impiego per alcuni giocatori. In tante occasioni abbiamo cambiato schieramento, ma tutto passa dalla condizione di tutti gli effettivi. Federico ora ha recuperato e sta bene, per cui ci stiamo concentrando su altri recuperi come Castrovilli e Duncan. Loro stanno recuperando e ritrovando la brillantezza. In questo processo valutiamo tutto”.

Sul tridente dal primo minuto: “Parliamo sempre di tre punte, ma perché non facciamo la stessa domanda a Sarri, Inzaghi e Conte? Nel calcio entrano in ballo altre valutazioni di natura tattica, a volte è importante anche tenersi qualche freccia nella faretra perché, partendo da subito con questo schieramento, poi si rischia di non avere altre possibilità. Nella scorsa partita lo stavo facendo, ma poi ho dovuto cambiare idea tre volte in cinque minuti”.

Sulla partita: “Ci aspetta una gara molto difficile, contro una squadra che si conosce bene. Gotti sta facendo un ottimo lavoro, ha una squadra ostica e fisica, difficile da bucare e brava nell’attaccare gli spazi. A centrocampo hanno qualità, sugli esterni sono veloci e sono anche pericolosi sui calci piazzati. È una gara ostica dal punto di vista tattico. Ci siamo preparati, ma servirà grande concentrazione. Si affronteranno due squadre fisiche e di buona qualità. Se mi preoccupa la fisicità dell’Udinese? Non mi preoccupa nessuno, io penso solo alla mia squadra. Mi limito ad analizzare le caratteristiche dell’avversario se mi viene chiesto. La velocità di esecuzione e smarcamento sarà quella che ci darà modo di muoverci”.

Sulla condizione della squadra: “Stiamo crescendo, stiamo facendo un bel percorso, ma abbiamo ancora qualche ragazzo che sta recuperando. Guardiamo avanti con fiducia. In campo voglio una squadra organizzata, capace di migliorare le linee di passaggio”.

Sull’inserimento di Agudelo: “Kevin è un ragazzo giovane e stiamo lavorando per farlo crescere. Allo stesso tempo stiamo cercando di capire dove farlo lavorare. Deve migliorare nelle letture tattiche. Ci lavoriamo con calma e lo facciamo crescere. Lo abbiamo preso anche per un discorso di prospettiva”.

Sulla continua convocazione di Dalle Mura: “Lascia intravedere buone qualità. Ha le caratteristiche per andare a migliorare, specie nella tattica individuale. Tutti possono migliorare sotto questo aspetto. Deve migliorare anche la presa di posizione e la lettura delle situazioni di gioco. Ci stiamo lavorando sia noi che Bigica. Sono certo che avrà una crescita costante”.

Sull’assenza di Ribery e il conseguente rallentamento nel passaggio al 4-3-3: “La faresti questa domanda a Sarri, Inzaghi e Conte? Ti rispondo io… Ribery io non l’ho mai avuto. Da parte mia c’è sempre la predisposizione a creare qualcosa di diverso, ma sta nella miglior condizione degli effettivi poterlo andare a fare”.

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