Hellas Verona, Juric: “Non so chi far giocare. Benassi è out, Gunter è in dubbio”

Il tecnico gialloblù ha presentato il debutto stagionale in casa contro la Roma.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

È stato Ivan Juric l’allenatore con l’onere e l’onore di inaugurare la Serie A 2020-2021 dando vita alla prima conferenza stampa stagionale. Alla vigilia del match casalingo contro la Roma infatti, il tecnico dell’Hellas Verona ha incontrato i giornalisti per parlare di mercato ed emergenza nella rosa a disposizione.

LE DICHIARAZIONI DI JURIC

Sulla formazione: “È una situazione difficile. Domani saremo in emergenza, non so chi far giocare. Sono preoccupato per domani, per l’Udinese, per il Parma, perché chi è arrivato è lontano dall’avere una forma accettabile. Abbiamo solo quattro o cinque giocatori con una forma accettabile”.

Sul mercato: “Sapevamo che avremmo dovuto prendere tanti giocatori e che non sarebbe stato facile. Noi come società siamo visti diversamente rispetto all’anno scorso, e questo porta difficoltà. Ieri è arrivato Barak, oggi penso che Favilli sarà all’allenamento, ma bisogna lavorare, non puoi buttarli dentro così. Poi ci vuole tempo, anche chi è arrivato a inizio ritiro fisicamente è molto sotto”.

Sulla cessione di Amrabat: “È tutto strano. Stiamo cercando di mettere giocatori al posto di chi è partito: quando li vendi a grande squadre significa che sono giocatori top. Non è semplice sostituirli, bisogna alzare il livello di chi c’è. Per completare la rosa ce ne vogliono quattro o cinque forti. Finora abbiamo lavorato bene, ma il problema è che non avevamo alternative in casa. Adesso abbiamo preso giocatori che pensiamo possano sostituire i titolari che abbiamo perso, e abbiamo preso giocatori che potrebbero essere alternative in futuro. Bisogna metterne altri quattro o cinque”.

Sulla condizione dei nuovi arrivati: “Abbiamo grande difficoltà dietro, in mezzo e davanti (ride, ndr). Sono arrivati giocatori giusti per noi, ma soprattutto in difesa hanno bisogno di tanto lavoro. Magnani è fuori, Cetin è presente ma è molto indietro. Tamèze magari riesce a fare un tempo, Benassi non può giocare perché ha un problema al polpaccio. Gunter se riesce a fare un tempo è tanto. È una situazione di grande emergenza, ma rimango fiducioso che siano i giocatori giusti. È come se si giocasse tra un mese, per la situazione”.

Sulla scorsa stagione: “Io la cancellerei, perché è rimasto poco di quella base. Sono arrivati giocatori diversi, con caratteristiche diverse. Bisogna ripartire con le nostre idee e andare su quello. È finita, ci siamo divertiti, però basta: pensiamo al nuovo anno”.

Sui rinforzi necessari: “Sulle fasce siamo a posto. L’attacco è completamente scoperto, sono andati via in tanti. In mezzo siamo abbastanza a posto, ma dietro sono preoccupato, perché Dawidowicz ad esempio non riesce a riprendere bene e non mi dà tempo di far crescere i nuovi”.

Su Benassi: “Ha avuto un infortunio alla fine dello scorso anno, ma secondo il nostro medico ha bisogno di un inserimento soft”.

Su Dimarco: “Penso sia stato importante che abbia fatto sei mesi con noi. Sa esattamente cosa deve fare, per me sta crescendo bene”.

Su Empereur: “Penso sia tra quelli che sono cresciuti di più. Domani giocherà, e poi vediamo”.

Sulla Roma: “Sono una squadra a posto. Io non ho un altro da mettere al posto di Gunter, e se va oltre un certo minutaggio rischia l’infortunio. La Roma gioca più o meno come lo scorso anno, e dietro hanno preso Kumbulla, che è quello che gli mancava. Si parla di Dzeko o Milik, ma non cambia molto”.

Su Pessina: “È fattibile il suo ritorno, ma il problema è che è infortunato. Ci vuole tempo, ma siamo molto attaccati a lui, a livello umano e come calciatore. Ha il nostro spirito, e vogliamo che torni. E anche lui vuole tornare a tutti i costi”.

Sulla cessione di Verre: “Non so cosa mi abbia spinto a lasciare andare Verre. Francamente non so che risponderti. Devi ragionare anche sui costi, fai valutazioni di questo tipo. E non decido solo io. Abbiamo deciso insieme di non tenerlo”.

Su Salcedo: “È come Pessina: stava crescendo, ma non è nostro. Gli altri fanno inevitabilmente il prezzo, però mi piacerebbe averlo”.

Su Zaccagni: “Ha fatto una settimana, ma è un ragazzo che ha bisogno di tanto lavoro. Quando trova continuità, diventa importante. Può giocare per uno spezzone di gara, ma non è in condizione per fare tutti i novanta minuti”.

Sui giovani: “Tra i Primavera nessuno può stare con noi. Devono ancora crescere molto”.

Sugli infortuni: “Ogni infortunio è diverso. Durante il post-Covid abbiamo massacrato i giocatori, specialmente noi. Ma gli infortuni di adesso sono diversi. Dawidowicz non riesce a recuperare bene, ha avuto un infortunio stranissimo. Gunter solitamente ha bisogno di più tempo. Magnani ha cambiato modo di lavorare, e per Lazovic è un infortunio che si è procurato in Nazionale”.

Ancora sul mercato: “Le mie richieste devono essere soddisfatte, sennò è la fine. Se fai un mercato in uscita di un certo tipo, devi fare anche un mercato in entrata all’altezza. I giocatori li sceglie D’Amico in base alle caratteristiche, poi ovviamente dobbiamo essere tutti d’accordo. Dall’inizio sapevamo dove dovevamo migliorare. Sennò rimani come prima, con giocatori che sanno quello che devono fare, ma senza miglioramenti”.

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