Fiorentina, Iachini: “Valutiamo chi sta meglio e chi sta peggio”

Fiorentina, Iachini: “Valutiamo chi sta meglio e chi sta peggio”

Il tecnico ha rilasciato importanti dichiarazioni alla vigilia della prima partita casalinga post-Covid contro il Brescia.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

Viste le norme di distanziamento sociale imposte dalla pandemia di Coronavirus, Beppe Iachini ha scelto ViolaChannel TV per presentare la partita casalinga contro il Brescia e inaugurare così la 27a giornata di Serie A. Difatti, il tecnico della Fiorentina ha da poco parlato della condizione fisica e mentale della propria squadra in vista della ripresa.

LE PAROLE DI IACHINI

Sulla ripresa: “La squadra si è allenata bene, ma affrontiamo un inizio dopo tre mesi dallo stop del campionato, ragion per cui le risposte a degli interrogativi e alle eventuali chiavi di lettura delle situazioni andranno cercate dopo la gara per comprendere a che punto siamo. Questo perché non abbiamo potuto fare delle amichevoli per poter verificare sul campo quanto fatto finora durante gli allenamenti. I ragazzi però hanno dato grande disponibilità e stanno lavorando bene. È chiaro che dobbiamo affrontare queste ultime partite in maniera giusta, cercando di dare continuità ai nostri risultati e alla crescita che la squadra aveva già fatto intravedere nella parte iniziale del nostro lavoro insieme”.

Sul calendario: “Gli interrogativi riguardano proprio la situazione mai capitata prima, lo stare fermi per tre mesi e mezzo in casa senza poter fare grande attività sportiva e iniziare ora di nuovo un’attività a livello professionistico. In tal senso, dei dubbi possono esserci, anche in virtù delle tre partite a settimana che ci saranno con un tasso di umidità alto e un caldo importante, che inevitabilmente andranno a incidere sull’aspetto fisico e sulla tenuta d’intensità della partita. Ci auguriamo quindi di non dover poi gestire determinate situazioni individuali, evitando infortuni. Affronteremo tutto questo volta per volta, però iniziamo e vediamo quello che strada facendo riusciremo a fare, compatibilmente con i risultati e con la crescita della nostra classifica”.

Sulla partita: “Quella con il Brescia, l’ho detto ai ragazzi, è una partita da affrontare con grande attenzione e grande concentrazione, perché è una squadra con dei valori, ben organizzata, che sa quello che deve fare. Ha messo in difficoltà tante formazioni, anche se non è riuscita tante volte a portare a casa il risultato. Ci dobbiamo aspettare una gara complicata e difficile, dettata anche da tutto questo tempo in cui non si è potuto lavorare insieme con continuità. I valori si possono anche ribaltare, lo dice pure la Coppa Italia con la Juve e l’Inter che erano candidate alla vittoria essendo anche alte in classifica in campionato e invece poi il trofeo è andato al Napoli che, prima della sosta, aveva dimostrato nei propri numeri di avere dei ritardi rispetto alle altre due squadre. E questo la dice lunga su quello che è l’inizio e sull’attenzione e sull’organizzazione che dobbiamo mettere in ogni partita per tutti i 90-95 minuti”.

Sui nuovi schemi tattici: “Abbiamo preparato delle nuove situazioni di gioco, ma sempre compatibilmente con le caratteristiche dei nostri ragazzi. Valutiamo di volta in volta chi sta meglio e chi sta un pochino peggio per qualche acciacco dovuto alla ripresa, ma nello stesso tempo dovremmo essere tutti pronti a saper fare più cose perché giocando ogni tre giorni ci sarà bisogno di tutti, contando anche i diffidati e gli infortuni che ci portiamo dietro che ci costringeranno ogni volta a calcolare il dettaglio e il particolare e ad evitare di creare fastidiosi problemi a livello fisico stressando alcuni giocatori e impedendo ad altri di darci una mano. È quindi una situazione da leggere diversamente da un campionato normale, perché in 35 giorni dovremmo fare 12 partite quando nella normalità le avremmo affrontate in tre mesi, per cui ogni volta andrà valutato il singolo calciatore per quello che è il suo momento di condizione”.

Sulle porte chiuse: “Un’altra bella incognita è il non avere i tifosi e pubblico perché sono il nostro dodicesimo uomo in campo. Il calcio è dei tifosi, loro sono il nostro fattore forza perché ci danno sempre una mano, sia in casa che fuori casa. Con le porte chiuse ci vorrà ancora più attenzione perché ci possono essere momenti in cui la pausa può essere deleteria e compromettere una gara. Ci vorranno piccole accortezze in più rispetto a quando giochi con l’adrenalina del pubblico, che ci è comunque vicino e noi dovremmo essere bravi a sfruttare questa vicinanza e queste energie mentali positive. Allo stesso modo, anche il Presidente ci è sempre vicino, io lo sento spesso al telefono, c’è un ottimo rapporto, come con Pradè e Joe Barone, ci si confronta spesso e manda sempre saluti alla squadra a cui prodiga sempre affetto. Speriamo dunque in queste 12 partite di andare a prenderci nel finale di campionato qualche altra soddisfazione”.

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