Coronavirus, fughe in tutta Europa: ecco i casi registrati in Serie A e non solo

Tante le rotture dei vincoli della quarantena tra i professionisti, a partire dalla Juventus fino ad arrivare in Francia.

di Mauro Maccioni

Ordine restrittivo e obbligo di quarantena per i professionisti, a maggior ragione se sono stati in contatto con giocatori positivi al virus. Questa è la linea scelta, e corretta, per affrontare la diffusione del COVID-19. Esistono, però, delle eccezioni. Sono infatti stati registrati dei casi di “fuga” dalla quarantena, spesso con la complicità delle società, che hanno fatto storcere il naso a più di qualche persona.

FOCOLARE JUVENTUS 

La Juventus è una delle società maggiormente sotto lente d’osservazione. Rugani, infatti, è stato il primo contagiato tra i professionisti, seguito a ruota da Matuidi. La società si è tutelata, imponendo l’obbligo di rimanere n casa per 14 giorni. Ieri, però, è esplosa la notizia della fuga di Higuain in Argentina. Si è pensato inizialmente ad una possibile rottura con la linea della società che, in seguito, ha dichiarato di essere stata avvisata per tempo e di aver concesso l’autorizzazione al bomber argentino. Higuain ha fatto il tampone ed è risultato negativo al virus e, pertanto, ha chiesto alla Juventus di poter tornare in Argentina, dove vivono fidanzata, figlia e mamma malata. Essendo residente all’estero, a Higuain è stato riconosciuto un giustificato motivo per abbandonare l’Italia. Stesso destino e stesse ragioni per Khedira e Pjanic, entrambi negativi al tampone e fuggiti dal Bel Paese. Il primo è andato a Lussemburgo, dove vivono i genitori, mentre il secondo ha raggiunto la Germania. A questi si aggiunge CR7, da tempo a Madeira con la famiglia.

FUGA DA TUTTA EUROPA

Oltre ai già noti Ibrahimovic, tornato in Svezia, e Leao, in Portogallo, nelle ultime ore sono aumentati i fuggitivi “europei”. Sono stati denunciati per aver violato l’obbligo di autoisolamento Jovic del Real Madrid e Ninkovic dell’Ascoli. Entrambi erano tornati in Serbia, e del primo è filtrata la notizia di una fuga per festeggiare il compleanno della ragazza. Entrambi hanno chiarito via social – attaccando anche i media che hanno esagerato con le notizie – e il primo si è scusato di aver messo in pericolo qualcuno. Spostandoci verso la Francia troviamo parecchi casi, quasi tutti concentrati in un unico punto: Parigi.

ADDIO FRANCIA

Parigi, come detto, è uno dei centri con maggiori fughe da parte dei calciatori. Se ne sono andati, infatti Neymar – con il suo staff specialistico- e Thiago Silva, entrambi diretti verso il Brasile. Hanno fatto discutere, poi, le dichiarazioni della moglie del difensore, la quale ha affermato che  “In Francia non c’è più cibo nei supermercati e in Brasile abbiamo la piscina”. Anche Bakker, terzino del PSG, ha abbandonato la Francia per tornare in Olanda. Non ci si può dimenticare di Cavani, ieri intercettato all’aeroporto di Montevideo con guanti e mascherina, da dove è ripartito per raggiungere Salto, la sua città. Tra le altre squadre francesi ritroviamo un solo caso isolato, quello di Mendes del Lione, anche se inizialmente si pensava a una fuga di tutto il blocco brasiliano del club.

Ci sono stati parecchi casi di ritorno al proprio paese ed è possibile che ce ne saranno altri. Tutti hanno ricevuto l’autorizzazione ad andarsene in seguito alla negatività del tampone e alla quasi certezza di non manifestazione del virus. Certo è che, comunque, queste notizie abbiano infastidito molto le persone “normali”, vittime di forti restrizioni, e ci si chiede se, forse, non sarebbe stato più prudente completare l’autoisolamento chiusi in casa.

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