Milan, Pioli: “La squadra ha qualità. Piątek è efficace, Paquetà è una mezzala completa”

Milan, Pioli: “La squadra ha qualità. Piątek è efficace, Paquetà è una mezzala completa”

Il neo-tecnico rossonero si presenta ai media.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

Dopo l’ufficialità e le prime ipotesi tattiche, Stefano Pioli incontra i giornalisti assieme ai massimi dirigenti rossoneri per raccontare le sue prime impressioni sul Milan e i motivi che lo hanno spinto ad accettare l’incarico di allenatore della Prima Squadra, sostituendo l’esonerato Marco Giampaolo.

LE DICHIARAZIONI DI GAZIDIS

“Per prima cosa voglio ringraziare Giampaolo e lo staff di riferimento. È un bravissimo allenatore e sono convinto avrà una grande carriera. Questa decisione non è stata presa a cuor leggero. Abbiamo messo al primo posto il club, ma capiamo la frustrazione dei nostri tifosi. Stiamo intraprendendo un viaggio che non sarà facile. Alla fine affrontiamo una realtà che non possiamo ignorare. Abbiamo ereditato un club che abbiamo dovuto salvare dalla bancarotta. Abbiamo rischiato la retrocessione in Serie D, ma stiamo lavorando per riportare in alto il Milan. Faremo altri errori, ma voglio assicurarvi che siamo determinati.

Vogliamo investire in uno stadio con lo scopo di dare delle fondamenta solide per investire sui giocatori. Sono qui i miei colleghi per fare questo annuncio. Anche loro sanno che la strada è difficile, ma troveremo il modo di farcela. Abbiamo migliorato la squadra con investimenti estivi e siamo uno dei migliori sei investitori al mondo. Sono sicuro che i tifosi capiranno la qualità di questi acquisti. Al momento quattro punti ci separano dalle posizioni di vertice. Abbiamo preso un allenatore che può far crescere i nostri giocatori. Sono contento di accogliere Pioli nel nostro club”.

LE DICHIARAZIONI DI PIOLI

Sulla scelta: “Mi preparo a questa avventura con grande entusiasmo. Sono stato chiamato da un grande club. Il Milan è una buona squadra e i giocatori hanno grandi potenzialità. Ho grande rispetto per i tifosi, che hanno il diritto di critica: questo è uno stimolo ulteriore per me. Dovrò cominciare a lavorare in tutte le direzioni, sia sulla testa che sulle idee tattiche. Saranno 10 giorni importanti prima della partita contro il Lecce”.

Sul da farsi nell’immediato: “Giampaolo è un ottimo allenatore, ma ha idee diverse da me. Devo far arrivare il prima possibile queste idee ai giocatori. Partiamo da un buon livello. So che si tratta di un gruppo professionale, composto da ragazzi di valore. So che Giampaolo ha lavorato bene, ma vorrei far giocare alla squadra un calcio positivo. Sono ragazzi giovani e se sono al Milan è perché hanno le qualità per giocare a San Siro. In questi giorni mi concentrerò guardando il Lecce. Ci mancheranno tanti giocatori in questi 10 giorni, ma li userò per conoscere bene tutti. Non ci vuole timore o ansia. Dobbiamo indirizzare la nostra emozione in senso positivo per cercare di vincere la prima gara”.

Su #PioliOut e sul cuore nerazzurro: “Non ho social, ma ognuno è libero di esprimere la propria opinione. Preferisco le persone che ti guardano negli occhi. Per la seconda domanda penso che il passato è passato. Ora sono un uomo maturo, pelato e con la barba. Ho voglia di fare bene. I giudizi devono essere espressi sul lavoro, non su quello che ero da bambino”.

Sulle prospettive future: “Siamo il Milan e lotteremo per raggiungere i risultati migliori. Abbiamo un passato glorioso, ma le difficoltà ci sono e vanno affrontate, tenendo duro nei momenti difficili e lavorando con intensità. Dobbiamo diventare una squadra unita il prima possibile”.

Sul proprio ruolo: “Io mi adatto ai giocatori, mi sento un insegnante. Migliorarli singolarmente significa insegnare. La squadra ha qualità e bisogna farle esplodere. Ci sono le strutture e l’ambiente. Dobbiamo far di tutto per conquistare i tifosi”.

Sugli obiettivi: “Ho visto tutte le partite, anche se sono stato contattato dalla società lunedì sera. Mi interessa però capire subito i giocatori. Lavoro dalla mattina alla sera e sono esigente con i giocatori, non sopporto la superficialità e la poca ambizione. Dobbiamo dare il massimo per ottenere ottimi risultati. Subentro a 31 partite dalla fine, per cui c’è spazio per fare bene: il tempo può essere nostro alleato. Quarto posto nel mirino? La nostra ambizione è quella di lottare per la Champions. Credo ci sia un mix di qualità tecniche e fisiche per poter mettere in pratica un calcio propositivo. Dobbiamo lottare contro squadre forti, la Serie A nelle prime 4-5 posizioni ha squadre con organici importanti. Dobbiamo essere consapevoli delle difficoltà che dobbiamo superare, per competere con tutti”.

Sui giocatori: “Da fuori è difficile interpretare, ma so quello che voglio fare io. Penso che la mia interpretazione sia adatta a questi giocatori. I passati riscontri delle altre esperienze sono stati positivi: quando un giocatore si sente bene, è pronto a dare tutto in campo. Voglio conoscere i miei giocatori a fondo”.

Tra Piatek e Paquetà: “Piatek è un giocatore efficace dentro l’area. Spesso l’attaccante è condizionato dal lavoro della squadra: più giocatori ci saranno dentro l’area, più occasioni arriveranno. Lui ha le capacità per fare gol, ma ci devono essere altri giocatori pericolosi in fase offensiva. Paquetà è una mezzala completa, e a me piace spostare le posizioni dei giocatori durante la gara: a volte potrà giocare più esterno, altre volte in mezzo al campo. Abbiamo tanti centrocampisti che sulla carta hanno qualità”.

Tra Leao e Suso: “Leao ha un potenziale di altissimo livello. In questo momento non posso dire altro. Tutti devono dare il massimo ogni giorno. Dovrò schierare la formazione migliore per garantirci la vittoria. Suso ha qualità e bisogna metterlo in condizione di affrontare l’uno contro uno”.

Sul 4-3-3: “I numeri interessano a voi, a me interessano i concetti. Abbiamo determinate caratteristiche che intendo sfruttare”.

Sul proprio slogan: “Vincere, bisogna vincere”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy