Lazio, Inzaghi: “Radu ha la febbre. Sicuramente giocheremo con i nostri 2 attaccanti”

Il tecnico biancoceleste interviene in conferenza stampa alla vigilia del big match contro l’Inter.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

Il quinto posto in classifica sta stretto alla Lazio, che domani sera a San Siro proverà a fermare la corsa scudetto dell’Inter. In vista della delicata trasferta, Simone Inzaghi incontra i giornalisti per fornire alcune indicazioni in chiave tattica, consapevole che la sua squadra sta pian piano ingranando la marcia per dire la sua in questa stagione.

LE DICHIARAZIONI DI INZAGHI

Sulla partita: “Domani sarà una partita impegnativa contro una squadra forte. Ne abbiamo giocate tante di queste partite. Voglio coraggio e personalità, perché troveremo un ambiente carico con uno stadio pieno che cercherà di incitare dall’inizio alla fine. Abbiamo analizzato e studiato l’Inter, dobbiamo essere lucidi. Dobbiamo essere una squadra umile. Dopo la sconfitta in Romania ero sereno, perché la squadra aveva creato tanto. Le sconfitte che abbiamo subito sono state immeritate e, se prese nel modo giusto, ci aiuteranno a crescere. Abbiamo deciso di fare delle uscite differenti contro il Parma. Abbiamo fatto cinque partite dove, a livello di numeri, abbiamo messo sotto gli avversari. Poi le partite a volte vengono indirizzate dagli episodi. Abbiamo preso 6 o 7 pali dall’inizio. Se il tiro di Caicedo fosse entrato, parleremo di altro. Probabilmente domenica il tiro di Immobile è andato sul palo ed è entrato perché l’abbiamo voluto. È un’Inter diversa da quella di Spalletti, c’è un altro modulo, altri concetti. La squadra è cresciuta, sono stati fatti investimenti. Ho visto le prime tre gare di campionato, con Cagliari e Udinese ha fatto molto bene. Secondo me potrà giocarsela fino alla fine con Juve e Napoli per lo scudetto. Noi dovremo fare una gara di personalità: giochiamo contro una squadra organizzata, serve coraggio, lo ripeto”.

Su cosa manca alla Lazio per il salto definitivo: “Forse il rimanere sempre umili e concentrati. Il campionato si è livellato verso l’alto. Ogni partita bisognerà affrontarla con il massimo della concentrazione”.

Su Conte: “C’è grandissima stima. Ha dimostrato, ovunque è stato, di fare bene. Ha fatto la gavetta partendo dal basso. Ha una grandissima squadra, ci ha messo poco a insegnare i suoi concetti. Ci siamo incontrati spesso fuori dal campo: giocando con lo stesso modulo, è una persona con cui si parla volentieri di calcio”.

Sul turnover: “Ho l’obbligo di impiegare tutti i calciatori a disposizione. Stamattina abbiamo fatto un allenamento che ci è servito, tutti sanno cosa dobbiamo fare. Poi abbiamo 7 partite in 21 giorni, sono tutti titolari aggiunti. Dovrò vedere i dati e fare la formazione migliore. L’Inter ha avuto un giorno in più rispetto a noi, è avvantaggiata in questo. Abbiamo tante gare, giocando l’Europa League non abbiamo i recuperi che hanno le altre squadre”.

Tra centrocampo e attacco: “Ci sono riflessioni da fare. Sicuramente giocheremo con i nostri due attaccanti. Vedremo i quinti come staranno. Non avrò Radu, aveva 38.5 di febbre, mentre gli altri sono convocati. Dovrò vedere le condizioni perché domenica abbiamo finito con qualche crampo e risentimento. Tra stasera e domani sceglierò, sapendo che qualcosa potrò cambiare”.

Su Immobile: “Ciro con me si era già scusato alla fine della partita. Ieri si è scusato davanti ai compagni e alla società. Sull’episodio di domenica si deve ragionare per la squadra e non per gli aspetti personali. In questo siamo cresciuti molti: Immobile in 10 minuti aveva già capito di aver sbagliato a fine gara e senza che nessuno gli dicesse nulla ha chiesto scusa. Non c’è nessun caso, è tutto risolto”.

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