Roma: Di Francesco è ufficialmente il nuovo allenatore. Cosa aspettarci per il Fantacalcio
Roma: Di Francesco è ufficialmente il nuovo allenatore. Cosa aspettarci per il Fantacalcio
E' arrivata anche l'attesa ufficialità: Eusebio di Francesco succede a Spalletti sulla panchina della Roma. Saprà ripeterne le gesta soprattutto fantacalcistiche?
Eusebio Di Francesco è ufficialmente il nuovo allenatore della AS Roma. L'ex Sassuolo ha siglato un contratto di 2 anni. Verificare la sua tenuta di fronte ad un salto così grande sarà sicuramente uno dei temi più interessanti della stagione 2017-18. Ecco il comunicato della AS Roma:
L’AS Roma è lieta di annunciare che Eusebio Di Francesco è il nuovo responsabile tecnico del Club. L’allenatore 47enne ha firmato un contratto che lo legherà alla società giallorossa fino al 2019.
“Quando ci siamo riuniti per valutare il candidato ideale alla panchina della Roma, eravamo in cerca di qualcuno che potesse tirare fuori il meglio dai nostri calciatori. E anche aiutare a valorizzare i talenti del nostro settore giovanile”, le parole del presidente Jim Pallotta. “ll nostro nuovo direttore sportivo Monchi ha scelto Eusebio di Francesco e, con lui, il suo stile di gioco. Riteniamo che sia la decisione giusta per la Roma”.
“Sono molto felice di essere tornato a Roma, ad allenare una squadra che ha sempre rappresentato molto per me”, ha dichiarato il nuovo allenatore della Roma dopo la firma. “Ringrazio il Presidente Pallotta e i dirigenti per questa opportunità. Metterò tutto il mio impegno per far sì che questa squadra ottenga i risultati che merita”.
UNA PESANTE EREDITA'
Di Francesco arriva in una squadra che da anni ha avviato un processo di crescita che oggi l'ha portata ad essere una delle maggiori potenze del calcio italiano con tanti campioni in rosa. Gli 87 punti con cui ha chiuso Spalletti sono sicuramente un lascito importante, ma al tempo stesso una grande responsabilità per un tecnico giovane che dovrà cercare di mantenere uno standard di risultati davvero altissimo. Ma soprattutto per Di Francesco sarà difficilissimo mantenere i livelli fantacalcistici che aveva raggiunto la Roma di Spalletti. Dzeko capocannoniere, Salah secondo uomo assist del Campionato, Nainggolan centrocampista top, Szczesny miglior portiere del campionato per fantamedia tra i titolari. Di fatto, assieme al Napoli di Sarri, la Roma di Spalletti era la squadra migliore del campionato per i fantagiocatori. Con Di Francesco sarà possibile ripetersi a certi livelli?
LO ZEMANIANO CON LA TESTA SULLE SPALLE
Sicuramente quello di Di Francesco è comunque un calcio offensivo. Lui che deve il suo nome di battesimo al grande campione portoghese, ha evidentemente subito molte influenze del suo calcio dagli anni trascorsi sotto la guida di Zeman proprio a Roma. Si porta il 4-3-3 nel cuore e ne fa il suo schema di riferimento. Terzini che giocano praticamente come ali e centrocampisti che hanno il compito di inserirsi in continuazione. Ma nonostante questo paradossalmente ha costruito le sue fortune soprattutto sulla tenuta difensiva. La stagione della sua consacrazione infatti, quella che oggi gli ha permesso di sedere sulla panchina giallorossa, è quella 2015-2016 chiaramente, quando con il suo Sassuolo chiude al sesto posto e si qualifica per l'Europa League. Un risultato straordinario che arriva in particolare grazie alla difesa, che alla fine si rivelerà essere la quarta migliore di tutta la serie A con soli 40 gol subiti, uno in meno di quella Roma di Garcia/Spalletti ad esempio.
Quest'anno però qualcosa non ha funzionato. L'impatto con l'Europa per una squadra che non ci era mai stata nella sua storia, i tanti infortuni in particolare di inizio stagione e poi il dover trasmettere motivazioni ai propri giocatori quando, già prima di Natale, era chiaro che non si sarebbe potuta ripetere la stagione precedente e che la salvezza sarebbe arrivata comunque col minimo sforzo. In questo quadro generale difficile dividere le responsabilità tra società, allenatore e giocatori. Di sicuro la Roma lo ha scagionato se ha deciso di puntarci forte affidandogli la seconda panchina più importante d'Italia in questo momento storico. Lui parte con il vantaggio di conoscere già bene l'ambiente, a Roma ha giocato 4 anni, dal 1997 al 2001, con 168 presenze, 14 gol e uno scudetto vinto. E poi dal 2005 al 2006 è anche tornato per fare un anno il Team Manager, mentre studiava per diventare allenatore e tornare magari proprio su quella panchina. Sogno che ora si è finalmente avverato.
DA SASSUOLO A ROMA
La vera curiosità ora è capire come i giocatori giallorossi si inseriranno negli schemi collaudati di Di Francesco. In queste settimane si rincorrono le voci su possibili neroverdi che il tecnico potrebbe portarsi nella Capitale, ma in realtà la capacità di lavorare con le forze già a disposizione a Roma sarà una delle chiavi per il suo successo. Chi lo seguirà quasi certamente è Pellegrini, di proprietà del club giallorosso e pronto a tornare a casa, lui che è stato probabilmente il giocatore che quest'anno, assieme al Politano dei primi mesi, è cresciuto di più sotto la guida di Di Francesco. Nel centrocampo con De Rossi e Strootman (freschi di rinnovo) e con Nainggolan, che non lascerà la Capitale, sarà difficile ritagliarsi uno spazio da titolare, ma la Roma l'anno prossimo giocherà sicuramente su tre fronti e Di Francesco non è certo uno che ha paura di dare il giusto spazio ai giovani quando dimostrano di meritarlo. Pellegrini è forse il miglior centrocampista italiano di prospettiva, sicuramente avrà modo di dimostrarlo anche a Roma, in attesa di capire se anche Paredes rimarrà a Trigoria. Di tutti gli altri nomi che sono usciti in questi giorni accostati alla Roma, da Acerbi a Berardi passando per Defrel e Adjapong, al momento nessuno crediamo vestirà davvero giallorosso la prossima stagione. In attacco Dzeko è un numero 9 abbastanza atipico, forte fisicamente e con grande fiuto del gol, ma predisposto per natura a giocare con la squadra. La sensazione è che possa adattarsi bene anche al gioco offensivo di Di Francesco. Sugli esterni la Roma deve prima sciogliere la matassa Salah, al momento dato per partente, mentre sulla fascia sinistra Perotti sembra potersi adattare bene alle caratteristiche del nuovo allenatore. Occhio anche ai terzini che Di Francesco fa spingere molto.
Emerson Palmieri purtroppo rientrerà solo verso Novembre a causa della rottura del legamento crociato nell'ultima di campionato, mentre sulla destra Bruno Peres ha deluso moltissimo quest'anno e quindi, se verrà confermato, dovrà dimostrare di poter meritare quella fascia che altrimenti potrebbe essere affidata a Florenzi. Già, Florenzi, l'uomo che più di ogni altro è mancato alla squadra giallorossa lo scorso anno e che non appena a disposizione (anche lui è atteso verso Ottobre, anche se il doppio infortunio suggerisce prudenza) Di Francesco dovrà decidere dove piazzare: terzino di spinta, nei tre di centrocampo o esterno offensivo? L'importante intanto sarebbe riaverlo in campo, siamo certi che si rivelerebbe un vero jolly, probabilmente ancora listato difensore. In conclusione quello che ci sentiamo di dirvi ad oggi è che il lavoro di Di Francesco a Roma sicuramente sarà un lavoro difficile, e c'è sempre una componente di rischio nel puntare sui giocatori di una squadra che cambia allenatore, però la Roma parte da una base molto forte, quindi se avrete la sensazione che alcuni grandi giocatori, in particolare i portatori di bonus, siano un po' snobbati in sede d'asta, non esitate a credere in loro.