A tutto Kulusevski: «Alla Juve per Sarri, non vedo l’ora di duettare con Dybala. Ci tengo a chiudere in bellezza col Parma. Su Conte e l’Inter…»

A tutto Kulusevski: «Alla Juve per Sarri, non vedo l’ora di duettare con Dybala. Ci tengo a chiudere in bellezza col Parma. Su Conte e l’Inter…»

Il centrocampista svedese si racconta a trecentosessanta gradi sulle colonne de La Gazzetta dello Sport.

di Mario Ruggiero, @MarioRuggi

Prossima stagione in bianconero per Dejan Kulusevski, calciatore classe 2000 attualmente in forza al Parma in grado di siglare cinque reti e sette assist in questo attuale campionato. In attesa della risposta del Governo, attesa per domani, sulla ripresa del calcio italiano il calciatore svedese, con origini macedoni, non vede l’ora di ripartire toccando vari argomenti nell’odierna intervista concessa a La Gazzetta dello Sport.

«Non sto nella pelle, non ero mai rimasto tanto tempo senza pallone – afferma il talentuoso calciatore che veste attualmente la maglia gialloblu del Parma – In estate, quando il d.s. Faggiano e mister D’Aversa mi
hanno offerto quest’opportunità, hanno dimostrato grande fiducia e questa per me è stata una stagione straordinaria. Perciò ci tengo a chiuderla in bellezza».

Sugli obiettivi: «Voglio fare la mia parte per questo finale. Non penso ai miei gol, l’importante è vincerle tutte. E voglio sfruttare ogni giorno per imparare. D’Aversa è un martello, mi piace perché non mi dà respiro. Farà una grande carriera. E io devo sbagliare sempre meno».

Sul rapporto col futuro compagno di squadra Cristiano Ronaldo: «Che emozione quel giorno allo Stadium, un’atmosfera unica! E CR7 mi ha detto: “Benvenuto Dejan, come stai?”. Anche Buffon e Chiellini sono stati carini con me. Una gioia immensa per un ragazzo che li aveva visti solo in tv. Sulla gara di campionato? Abbiamo fatto una bella figura, ma io mi ero infortunato nel riscaldamento: avevo tanta adrenalina e non mi ero accorto di essermi stirato».

Sulla futura esperienza in bianconero: «Non vedo l’ora di duettare con Dybala e il suo sinistro magico: in ogni caso ora so giocare in più ruoli e conto di ritagliarmi uno spazio anche a Torino. Sarri? È stato simpatico, mi ha messo a mio agio. Conoscevo il suo Chelsea e il suo tipo di gioco. Anche per questo ho scelto il bianconero».

Sul corteggiamento e il conseguente rifiuto all’Inter: «Con Conte i movimenti sono diversi, come l’assetto tattico. E il mio dubbio era proprio questo».

Sulla svolta personale: «Dopo la sconfitta con il Cagliari. Ero arrabbiato, avevo giocato bene e per la prima volta mi ero sentito tranquillo in campo. Come se fossi in Primavera. Mi sentivo finalmente adeguato alla serie A».

Sulle sensazioni «Al debutto a S. Siro con l’Inter: uno stadio magnifico. Ero sereno in apparenza, ma nell’intervallo ho vomitato per lo stress: un 2-2 indimenticabile».

Sulla partita più bella: «Con il Torino: il mio primo gol, un assist e un rigore procurato: un 3-2 da applausi».

Sulla peggiore, o meglio le peggiori: «Le due con la Spal. L’ultima, però, fu giocata in una situazione surreale, nell’incertezza. Non abbiamo neanche potuto mangiare».

Sul dribbling, suo colpo d’autore: «È una dote innata, come l’istinto di verticalizzare. È spettacolo puro, una libidine».

INTERVISTA INTEGRALE SULLA GAZZETTA ODIERNA 

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