Pjaça o non Pjaça, questo è il dilemma

Pjaça o non Pjaça, questo è il dilemma

L’ala della Juventus è alle prese con un infortunio che lo sta tenendo fuori dai giochi più del previsto.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

Pjaça è un giocatore interessante, molto bravo, che ha tanti margini di miglioramento: si è messo subito a disposizione e credo che sarà una rivelazione”. Si esprimeva così Massimiliano Allegri lo scorso 13 agosto in un’intervista rilasciata per JTv. Dopo un mercato estivo a dir poco stellare, visti gli arrivi di Campioni del calibro di Dani Alves, Gonzalo Higuain e Mehdi Benatia, il tecnico bianconero approfittava delle prime dichiarazioni ufficiali della nuova stagione per soffermarsi sul ‘ragazzino’ croato classe 1995, piuttosto che sui nomi altisonanti giunti alla sua corte. Inevitabile allora che le aspettative sulla giovane promessa bianconera siano cresciute giorno dopo giorno, in virtù anche di quanto mostrato in campo. Tutto procedeva alla grande, con il calciatore che pian piano racimolava minuti negli sgoccioli di gara e imparava ad integrarsi con il resto della squadra. Fino all’infortunio, un’uscita di scena apparsa fin da subito misteriosa e che oggi, parafrasando il celebre quesito shakespeariano, ci spinge ad aprire l’excursus su quanto accaduto con un poetico “Pjaça o non Pjaça, questo è il dilemma”.

PJAÇA: LE NOTE UFFICIALI

In principio fu il pomeriggio del 4 ottobre quando, in occasione delle qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018, la Federazione croata divulgò attraverso il proprio sito un comunicato con cui si ufficializzava l’abbandono del ritiro – tra l’altro iniziato proprio quel pomeriggio – da parte del numero 20 bianconero per via di un infortunio al polpaccio sinistro che, dalle prime indagini mediche svolte presso il St. Catherine Hospital di Zabok, sembrava dovesse necessariamente tradursi nell’infrazione o nella frattura del perone. Poche righe dunque, che bastarono per gettare nel panico l’intero mondo juventino preoccupato di dover perdere il ragazzo per un lasso di tempo pari a una ventina di giorni, nel caso in cui fosse stata confermata l’infrazione, o a sei lunghi mesi qualora si fosse accertata l’esistenza della frattura.

Tuttavia, la paura legittima di veder il parterre attaccanti ridursi a soli tre uomini (a fronte dei cinque presenti in rosa nella scorsa stagione, ndr.) svanì di colpo il pomeriggio seguente quando la stessa Juventus tranquillizzò tutti,pjaca-juventus Massimiliano Allegri in primis, diramando un bollettino medico in cui si escludevano sia infrazioni che fratture ossee e si indicavano “i postumi non stabilizzati di un recente trauma contusivo alla pozione distale del perone sinistro come la causa del malessere di Pjaça. Filtrava quindi un lauto ottimismo, che faceva ben sperare in un recupero del calciatore nel giro di 10-15 giorni.

Nulla di più sbagliato, visto che di fatto da allora il croato ha continuato a fare lavoro differenziato e a figurare nella lista degli infortunati, senza che ci fosse un briciolo di delucidazione in merito. Fino alla conferenza stampa di Mister Max del 25 ottobre. In essa infatti, a domanda diretta, il tecnico bianconero ha fatto intendere come le condizioni di Marko si siano rivelate più gravi del previsto e come la guarigione sia ancora piuttosto lontana: “Domani o dopodomani verrà fatto un ulteriore controllo per vedere a che punto sta la contusione ossea: fino alla sosta sicuramente non ci sarà, una volta fatto il controllo vedremo quando rientrerà visto che verrà fatto un comunicato medico”.

Detto, fatto: l’indomani, qualche ora prima del fischio di Juventus-Sampdoria, la società di C.so Galileo Ferraris ha comunicato che nella mattinata Pjaça era stato “sottoposto ad esami strumentali volti a monitorare l’evoluzione della nota lesione al perone sinistro, a carico del quale era stata evidenziata la presenza di un cospicuo edema, da ‘importante’ focolaio contusivo osseo, associato a sottile linea di infrazione intraspongiosa rilevata da successivi accertamenti”. Ancora indefiniti quindi i tempi di recupero, sui quali – ci tiene a precisare la Juventus – ci si potrà meglio esprimere “nelle prossime 2-3 settimane, in ragione dell’evoluzione clinica e delle risultanze degli ulteriori controlli in programma”. 

Peccato solo che nel post-Sampdoria Mister Max si sia lasciato scappare un inequivocabile “Abbiamo fuori Pjaça per almeno un mese.

PJAÇA: IL PROBABILE RITORNO IN CAMPO

Alla luce di ciò, si potrebbe ipoteticamente ragionare sul rientro del croato qualora il suo recupero dovesse filare liscio senza particolari complicazioni di alcun tipo. In teoria, supponendo che quanto detto da Allegri corrisponda a verità, pjaca-juventusl’ala bianconera dovrebbe saltare gli impegni di Campionato contro Napoli, Chievo, Pescara e Genoa (in programma rispettivamente il 29/10, il 06/11, il 19/11 e il 27/11) e le due gare di ritorno contro Lione e Siviglia nel girone di Champions previste per il 02/11 e il 22/11. Pertanto, lo si dovrebbe rivedere sul terreno di gioco per gli inizi di dicembre, quando la Juventus avrà a che fare con Atalanta e Dinamo Zagabria, prima di buttarsi a capofitto nella calda settimana racchiusa tra il derby con il Torino e lo scontro al vertice con la Roma.

Una bella gatta da pelare dunque per Massimiliano Allegri che, a causa del contemporaneo forfait di Paulo Dybala almeno fino a dopo la sosta per le Nazionali, si vedrà ridotte le scelte in attacco ai soli Higuain e Mandžukić, con Cuadrado e Alex Sandro che in caso di necessità potrebbero supportare il reparto seppur giocando fuori ruolo.

E allora, non ci resta che attendere gli ulteriori sviluppi di questa intricata vicenda. Nel frattempo, calcio e fantacalcio vanno avanti, con la speranza che prima o poi Pjaça ricambi le grandi aspettative di allenatore e fantallenatori con bonus a gogo e permetta di trasformare l’iniziale dilemma shakespeariano nel “Vivi per essere la meraviglia e l’ammirazione del tuo tempo” di medesima origine.

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