Juventus, è fatta: Guardiola è il prossimo allenatore, Sarri domani alla Continassa!

Juventus, è fatta: Guardiola è il prossimo allenatore, Sarri domani alla Continassa!

La guida ufficiosa al toto-allenatore della Juventus.

di Redazione Fantamagazine

A cura di Fabiola Graziano e Giovanni Sichel

No, non siamo diventati pazzi, anche se sembra che questo sia l’obiettivo del giornalismo sportivo oggi: far impazzire tutti. In questo articolo, molto diverso dai nostri soliti pezzi redazionali, abbiamo deciso di analizzare nel dettaglio la storia che sta dividendo in due il mondo di giornalisti e quello degli utenti di tutta Italia: quella del futuro allenatore della Juventus. Prendete questa, dunque, come la guida ufficiosa al toto-allenatore bianconero. Un po’ lunga, è vero, ma assolutamente inevitabile e ironica.

JUVENTUS, GUARDIOLA E IL MOMBLANISMO

In principio fu Momblano. E Momblano si fece PepSì e venne ad abitare in mezzo a noi.

Non vorremmo mai peccare di blasfemia, ma per spiegare le origini e l’evoluzione del Momblanismo non riusciamo a trovare richiamo migliore dell’incipit del Nuovo Testamento. E lo sappiamo che tale richiamo è alquanto irriverente in un Paese cattolico come lo è l’Italia, ma in fondo non è colpa nostra se con il Momblanismo ci troviamo di fronte a una sorta di religione virtuale, diffusasi tra i tifosi della Juventus che, nell’appassionante telenovela incentrata sul nome del loro prossimo allenatore, hanno scelto di credere esclusivamente agli insegnamenti giornalistici del suo padre fondatore, al secolo Luca Momblano. Difatti, proprio quest’ultimo, che per uno strano gioco del destino condivide il nome proprio con uno dei quattro evangelisti, ha vestito i panni del profeta e ha iniziato a narrare della venuta di Pep Guardiola sulla panchina bianconera a partire dal 30 aprile 2019.

In quel tempo, tanto per mantenere un tono biblico, la Vecchia Signora si era già intascata l’ottavo scudetto consecutivo dopo l’ennesima cocente delusione in Champions League e il buon Luca, dalle colonne di Juventibus, sganciava la bomba relativa ai primi contatti tra il tecnico catalano e il club piemontese. Il suo primo pezzo sulla vicenda si apriva con un invito che oggi suona alquanto appropriato, un “Abbi fede” con cui esortava gli utenti a proseguire nella lettura per scoprire come l’attuale allenatore del Manchester City fosse ormai in sintonia con Andrea Agnelli, che lo indicava come sua prima scelta in caso di divorzio con Massimiliano Allegri.

Appena 15 giorni dopo, il 13 maggio, Momblano anticipava la rottura definitiva tra la Juve e lo stesso Allegri, che di fatto è stata poi ufficializzata con il comunicato del 17 maggio e l’ormai storica conferenza stampa congiunta ad Agnelli del 18, data da cui parte mediaticamente il toto-allenatore per Madama, con le principali testate italiane pronte a dare la qualunque alla guida di Cristiano Ronaldo & Co.

In questo clima di incertezze e incognite sulla prossima stagione, era dunque inevitabile che gli attestati di stima nei confronti di colui che era riuscito a predire il cambio sulla panchina bianconera si moltiplicassero e che l’idea di poter chiamare Mister niente di meno che Guardiola, proprio quel Guardiola, quello dei 27 trofei nazionali e internazionali conquistati alla guida dei migliori top club europei, trovasse terreno fertile nelle menti bianconere che iniziarono a dichiararsi apertamente credenti praticanti del Momblanismo, specialmente dopo la conversione di altre penne illustri e/o personaggi ben in vista nel mondo del giornalismo sportivo italiano.

Tra queste, il primo in ordine di apparizione è stato Federico Gennarelli, noto speaker di Radio Sportiva, che dal suo profilo Twitter ufficiale ha proclamato il 21 maggio come “giornata decisiva” per l’affare Pep, conclusasi con l’accordo tra le due parti per un quadriennale. Questo tweet, unito alla contemporanea comparsa sul sito ufficiale della Juventus di un avviso riguardante la sospensione di ogni tour all’interno di Allianz Stadium e J-Museum prevista per il 14 giugno, ha mandato in visibilio i tifosi juventini, ormai certi che per quella data avrà luogo la presentazione ufficiale di Guardiola. A rincarare la dose ci ha poi pensato addirittura l’AGI, che all’alba del 23 maggio titolava “Guardiola alla Juve per 24 milioni l’anno, il 4 giugno si firma accordo”.

Era fatta, il Momblanismo si era ormai insinuato anche nelle pieghe delle agenzie di stampa, ragion per cui si diede inizio alle prime vere crociate contro i suoi credenti, derisi senza mezzi termini dalla prima smentita ufficiosa da parte del Manchester City che, nelle vesti dell’avvocato Galassi membro del suo CdA, definì ridicolo ogni rumors relativo a un imminente trasferimento di Pep a Torino.

Di fronte a tale affronto, e probabilmente preoccupato dalla perdita di appeal del proprio credo, lo stesso Momblano scese nuovamente in campo il 29 maggio al grido di “E se non può essere Guardiola, il prossimo allenatore della Juventus non può che essere Guardiola”. Un assioma che, in quanto tale, richiedeva un ulteriore atto di fede da parte del popolo bianconero, che tra l’1 e il 6 giugno ha trovato nuova linfa con la diffusione di nuovi e succulenti dettagli sulla venuta di Pep da parte del buon Luca, quali per esempio il noleggio triennale rinnovabile ogni 12 mesi di una Maserati Ghibli presso la sede centrale del gruppo FCA da parte della signora Guardiola, nonché la clausola di uscita contenuta nell’attuale contratto di Pep che può essere esercitata entro il 15 giugno in caso di mancata qualificazione alla prossima Champions, ancora in bilico a causa del continuo tardare della sentenza Uefa sulla violazione del fair play finanziario da parte della società inglese.

Stavolta, il merito di gettare benzina sul fuoco del rinnovato Momblanismo è da attribuirsi a Luigi Guelpa de Il Giornale, che sempre su Twitter e sempre il 6 giugno ha dato per definiti gli accordi tra la dirigenza bianconera e tutto lo staff di Guardiola.

È nuovamente fatta per tutti i credenti di Momblano che, riuniti in preghiera solenne attorno al loro profeta, sono riusciti addirittura a smascherare il City, reo di aver divulgato il 7 giugno un video celebrativo della stagione appena conclusa con tanto di dichiarazioni d’amore dello stesso Pep, registrate però il 19 maggio.

Un tentativo simile di mistificare la realtà è stato poi messo in atto il giorno dopo, quando sul web ha iniziato a circolare un ulteriore video amatoriale girato all’interno di una nota pasticceria milanese, dove il ds juventino Paratici era in compagnia di due baldi giovani. Come in ogni religione che si rispetti infatti, non potevano mancare le apparizioni e in un attimo il popolo bianconero fedele al Momblanismo si è riversato sui social gridando al miracolo in quanto fermamente convinto che i due uomini fossero Buenaventura e Arteta, rispettivamente il preparatore atletico e il vice dello stesso Guardiola. Peccato però che dopo le opportune indagini identificative si è giunti alla conclusione che l’unico profilo analizzabile, perché seduto frontalmente rispetto alla telecamera di ripresa, appartenesse al procuratore Valerio Giuffrida piuttosto che allo stesso Buenaventura.

Eppure, se ci pensate, tutto è partito da una PepSì. Nulla di alcolico.

JUVENTUS, SARRI E L’ALL-IN DELLE GRANDI FIRME

Forse siamo giunti all’apocalisse. Come dicevamo poc’anzi, quando Massimiliano Allegri è stato esonerato, il 17 maggio, si è scatenato il più grande toto-nomi per una panchina di Serie A da quando ha inizio l’era social. A onor del vero, già prima dell’ufficialità dell’esonero qualche nome aveva iniziato a circolare fra quelli che oggi consideriamo i guru del calciomercato e dopo un periodo passato a far nomi – da Simone Inzaghi a Mihajlovic, da Pochettino a Klopp – tutti, o quasi, alla fine, sono arrivati alla medesima conclusione: Maurizio Sarri.

Sembra quasi assurdo che giornalisti come Di Marzio e Pedullà o addirittura redazioni intere come quelle di Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e finanche Tuttosport, siano sicuri del fatto che Maurizio Sarri  sarà il prossimo allenatore bianconero.

La Gazzetta dello Sport, a onor del vero, accosta per la prima volta il nome di Sarri alla Juventus il 10 maggio, quando si ipotizzava una separazione fra Allegri e la Juventus, titolando così: “Guardiola è il sogno, Sarri il nome nuovo. E spunta Pochettino.” Nell’articolo poi queste sono le poche righe dedicate all’allenatore toscano: “In caso di divorzio da Max [Allegri ndr], la Juventus cercherebbe un allenatore che migliori il livello del gioco, visto che la squadra nell’ultima stagione non ha convinto sotto questo aspetto. Per questo non è da escludere Maurizio Sarri ora al Chelsea, lontano dallo stile Juve, ma apprezzato per il lavoro sul campo

In effetti, lo stile di Sarri è ben lontano da quello juventino e non solo dal punto di vista estetico, ma anche da quello che potremmo definire filosofico. Perché se fino al 17 maggio la Juventus è stata la casa del pragmatico e cinico Massimiliano Allegri, dovesse arrivare Sarri si deciderebbe di invertire la rotta. E forse è proprio questo ad affascinare la carta stampata. Ecco infatti cosa scrive la Gazzetta dello Sport il 18 maggio ed il 19 Maggio sulla possibile scelta del tecnico toscano:

Il profeta del bel gioco [Sarri ndr.] sa come valorizzare i suoi orchestrali. E la Juve ha bisogno di una ventata di calcio-spettacolo

… la sua permanenza al Chelsea [di Sarri ndr.] è sul filo e al tecnico toscano non dispiacerebbe certo occupare la casa del vecchio rivale… la Juve è tentata dall’azzardo: sarebbe un cambio filosofico, quasi estetico

Ma come dicevamo,  non è solo la Gazzetta dello Sport a dare per certo Sarri alla Juventus. Il Corriere dello Sport, oltre che sul giornale, si espone direttamente nella persona del suo Direttore, Ivan Zazzaroni, che, con un aplomb non propriamente british, si lancia nella sua crociata social contro quelli che più sopra abbiamo definito i momblanisti. I toni si fanno talmente accesi che lo stesso Zazzaroni decide di lasciar perdere il proprio profilo Twitter fino alla fine della vicenda per i troppi haters con la sola eccezione di due giorni fa in cui, sempre con il suo stile molto colorito, alza la posta confermando che ormai Maurizio Sarri è ad un passo dalla Juventus.

Lo stesso Alessandro Alciato, giornalista Sky che spesso si è occupato di Juventus, si è esposto al ludibrio social twittando prima, il 23 maggio, che le possibilità di vedere Guardiola in bianconero erano pari a zero, per poi dichiarare ai microfoni della trasmissione radiofonica Tutti Convocati di Radio24:Ad oggi penso che sia Sarri il prossimo allenatore della Juve, aspettiamo di capire se si libererà dal Chelsea

Alfredo Pedullà, in pieno stile Zazzaroni, è uno dei primi esperti di mercato a dare la notizia che Sarri potrebbe diventare il prossimo allenatore bianconero ed i social non risparmiano neanche lui. Sicuro che il Chelsea libererà Sarri da un momento all’altro, secondo le sue fonti, Guardiola non è un nome da prendere in considerazione.

Poco dopo si aggiunge anche Gianluca Di Marzio al coro dei “sarriani” ed è fra i primi a parlare di continui contatti fra Ramadani, agente che ha curato l’arrivo di Sarri a Londra, ed il Chelsea per trovare l’accordo che libererebbe Sarri a costo zero come promesso da Marina Granovskaia, braccio destro del presidente Blues, Roman Abramovic.

La bomba però, Di Marzio, se la risparmia per la prima della trasmissione Calciomercato L’Originale su Sky: tra Sarri e la Juve c’è già da tempo un pre-accordo. Al Chelsea è noto il desiderio di Sarri di trasferirsi a Torino, ma i blues chiedono qualche giorno per valutare la possibilità di liberarlo a zero o se chiedere 6 milioni di euro per la rescissione contrattuale.

Eppure, non solo la notizia che in altri contesti e in altri tempi avrebbe generato grande scalpore sui social, ma, nonostante sia ormai passata una settimana, così come Guardiola non è stato liberato dal City, ancora il Chelsea non ha liberato Maurizio Sarri. Possibile quindi che tutti abbiano preso un abbaglio? Possibile che le fonti di tutte le grandi firme, tutte insieme, si siano messe a raccontare storie non vere? Oppure, dietro a questo grande mistero, si nasconde dell’altro?

IN DEFINITIVA: GUARDIOLA O SARRI?

Arrivati a questo punto, sembra evidente che la troppa divergenza di informazioni in mano alle due fazioni porti la firma del club torinese. In casa Juventus la partita per il nuovo allenatore la si sta giocando in maniera esemplare, anche se le ultime indiscrezioni provenienti dalla Continassa vedrebbero Sarri nettamente in vantaggio su Guardiola.

La riservatezza con cui la Juve sta conducendo le trattative post-Allegri è una lezione che il club ha imparato lo scorso anno per la trattativa Cristiano Ronaldo. È proprio questo il casus belli fra “momblanisti” e “stampa autorevole”, il motivo per cui anche il meno informato degli utenti social può decidere di schierarsi apertamente per una parte o per l’altra. L’arrivo di CR7 ha creato un precedente che ha messo in dubbio la parola dei giornalisti di mestiere, dando risalto alle figure degli insider che oggi spopolano. La reazione del mondo delle grandi firme è stata altrettanto rumorosa e forse dannifica per il giornalismo sportivo: accettare la sfida a singolar tenzone lanciata dagli insider.

Adesso, le frange più estreme delle due parti, dimenticandosi che l’obiettivo del giornalista sportivo è raccontare il mondo dello sport prima e meglio degli altri, pretendono che volino le teste degli avversari alla fine. Un’altra sfida che in Italia verrà decisa, nel bene o nel male, dalla Juventus di Andrea Agnelli e dei suoi collaboratori Pavel Nedved e Fabio Paratici, che si dimostrano ancora una volta maestri nella gestione delle informazioni che escono dalla società bianconera.

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