Perisic, che succede? Con l’Inter delude, in Nazionale sorprende

Perisic, che succede? Con l’Inter delude, in Nazionale sorprende

Ivan Perisic sembra essere ricaduto in uno dei suoi periodi bui, eppure quando veste la maglia della Croazia si trasforma e torna ad essere il Terribile.

di Patrizia Monaco
Perisic Inter 2018

Non serve avere chissà quale memoria per ricordare quanto l’Inter dello scorso anno dipendesse esclusivamente da due uomini: Perisic e Icardi. Il loro atteggiamento in campo riusciva a influenzare l’intera squadra ed anche le marcature portavano esclusivamente il loro nome. Con la qualificazione in Champions League, i nerazzurri hanno accolto nella propria rosa un buon numero di innesti che hanno così rinforzato il reparto offensivo e se il capitano Icardi continua a segnare con la solita regolarità, il croato sembra essere ricaduto in uno dei suoi classici periodi bui.

Chiunque abbia avuto almeno una volta Perisic al fantacalcio, sa quanto l’esterno neroazzurro alterni settimane di bonus a raffica, a mesi di insufficienze e brutte prestazioni. Che poi, in realtà, sono talmente alte le aspettative su di lui che basta una giornata storta per vederlo penalizzato dai pagellisti. Con lui sottotono, però, l’Inter continua a collezionare risultati utili e questo evita gli allarmismi che invece, in questo periodo, impazzavano nell’ambiente milanese.

IVAN PERISIC AL FANTACALCIO, IL CONFRONTO CON LO SCORSO ANNO

Però il fantacalcio è un’altra cosa e Perisic è stato anche quest’anno uno dei nomi che più hanno infiammato le aste estive. Chi lo ha acquistato una seconda volta sapeva bene a cosa sarebbe andato incontro, per tutti gli altri diciamo che ci vuole pazienza e che non bisogna cedere alla tentazione di scambiare il centrocampista croato. Quello che fa discutere in questi giorni è il rendimento che invece ha Perisic quando veste la maglia della Nazionale: lì sì che torna ad essere il campione che tutti conosciamo. Cosa gli succede, allora? Il modulo è lo stesso utilizzato da Spalletti, ovvero il 4-2-3-1, eppure il confronto con lo scorso anno parla chiaro: dopo dodici giornate, il Terribile aveva già messo a segno 4 gol e 5 assist, mentre adesso parliamo di 2 gol e 2 assist, con “soli” 57 tocchi in area (72 dodici mesi fa).

Che si tratti, dunque, di mancanza di stimoli? di minor senso di appartenenza? di stanchezza psicologica, dovuta all’aggiunta dell’impegno europeo nel calendario dell’Inter? Al momento non esiste una risposta certa a tali quesiti: non rimane dunque che attendere che questo periodo passi e il buon Ivan torni a regalarci tiri dalla distanza, assist al bacio e voti in pagella da vero top di centrocampo.

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