Sampdoria, Quagliarella ed una rinascita inattesa

Ripercorriamo le tappe che hanno segnato il rilancio dell’attaccante doriano.

di Fabio Cancemi

Fabio Quagliarella calca ormai i campi della Serie A dalla lontana stagione 2005/2006. Da quel momento ne è passata di acqua sotto i ponti e l’attaccante, natio di Castellammare di Stabia, ha dato vita ad una carriera colma di soddisfazioni personali ma anche di momenti bui. Sulla bocca di tutti con la fama di “uomo dai gol impossibili” riesce anche ad ottenere la convocazione in Nazionale nel 2007 , rimanendo nel giro azzurro per circa 4 anni . Attaccante estroso e dotato di un buon fiuto per il gol, si piazza come miglior marcatore italiano ancora in attività con 131 gol in 413 presenze. Dopo un periodo particolarmente difficile della sua vita è tornato a fare quel che meglio gli riesce e, sotto la guida di Giampaolo, risulta un fattore determinante per Sampdoria e fantallenatori.

QUAGLIARELLA, TRA INCOMPRENSIONI E GOL

Quagliarella cresce calcisticamente nel Torino ed esordisce in Serie A proprio con i granata. Da lì in poi diverse squadre sul suo cammino: Ascoli, una prima esperienza alla Samp, Udinese, Napoli, Juventus, Torino e ancora Sampdoria. Dopo aver dato saggio delle sue qualità in blucerchiato e ad Udine, arriva il Napoli che lo acquista nell’estate 2009 e gli concede così di coronare il sogno di giocare per la squadra della sua città. Un po’ a sorpresa, dopo appena una stagione l’attaccante lascia i partenopei per ragioni che, si scoprirà solo più avanti, nulla avevano a che fare con il calcio. La Juventus decide, quindi, di puntare su di lui: nei quattro anni trascorsi in bianconero, gioca però con scarsa continuità e decide di cambiare casacca e (ri)approdare al Torino. Al primo campionato in granata ha un rendimento apprezzabile, con 13 reti messe a segno, ma l’anno dopo qualcosa va per il verso storto:  il ragazzo risulta abulico, deconcentrato, viene aspramente criticato da stampa e tifosi fino a che, in seguito alla mancata esultanza per un gol contro il Napoli, il rapporto con la curva granata si incrina irrimediabilmente. A gennaio Quagliarella cambia nuovamente aria trasferendosi alla Sampdoria ma il leitmotiv non muta e, per quanto il ragazzo sia una costante in Serie A e continui a collezionare presenze, sembra avviarsi sul viale del tramonto.

SAMPDORIA, QUAGLIARELLA E LA SECONDA GIOVINEZZA

Il calcio però, come spesso accade, ci regala delle storie bellissime e Quagliarella va incontro ad una rinascita inaspettata, una seconda giovinezza che lo ha portato negli ultimi due anni a fare tutto quel che non aveva fatto in 11 stagioni di Serie A. La vicenda “stalking”, che gli stava rovinando la vita e che condizionava pesantemente il suo rendimento, giunge ad una soluzione. L’attaccante, dopo aver risolto i problemi che lo attanagliavano anche fisicamente, è un uomo nuovo e, a 34 anni suonati, tocca addirittura il record personale di gol segnati: 18 marcature e tanti buoni voti in cascina. Numeri pazzeschi per un calciatore che in molti davano per ”spacciato”. Anche la stagione in corso sembra promettere bene: sono già 4 gol e 4 assist in 11 partite.

SAMPDORIA, QUAGLIARELLA AL FANTACALCIO

Il suo rendimento sta rispettando le aspettative? L’attaccante doriano in queste prima giornate ha fatto molto bene, nonostante in molti si aspettassero un calo evidente rispetto allo scorso anno. Con 4 gol, la rispettabile cifra di 4 assist forniti ai compagni, una MV di 6,54 ed una FM di 7,72, si conferma una garanzia come secondo slot in leghe ad 8 partecipanti. Quagliarella è un elemento cardine nel gioco di Giampaolo, è il rigorista della squadra, assicura titolarità, bei voti ed un discreto bottino di bonus. Quale può essere la sua gestione al fantacalcio? E’ un giocatore piuttosto affidabile e, ad eccezione di match particolarmente proibitivi, è sempre schierabilissimo. Il consiglio quindi, è di includerlo nel vostro undici titolare quasi sempre, anche nelle gare fuori casa meno impegnative. Magari non ripeterà la stagione fantascientifica dello scorso anno, ma le premesse inducono a pensare in maniera ottimistica.

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