Milan, Higuain non segna più: ecco le motivazioni del digiuno dell’attaccante

L’argentino non segna dallo scorso 28 ottobre quando a San Siro contribuì a battere la Sampdoria per 3-2, mettendo a referto una rete

di Ciro Brancone, @_Cb_official_

Del digiuno di Gonzalo Higuain ne abbiamo parlato in lungo e in largo nelle ultime settimane: l’argentino non segna più e palesa del nervosismo che, insieme ai problemi alla schiena che gli hanno dato molto fastidio ultimamente, non gli permette di rendere al meglio con la maglia del Milan. Dietro a tutto ciò, però, potrebbe esserci dell’altro, qualcosa da contestualizzare per bene all’interno dello scacchiere tattico disegnato da Gattuso.

COM’ERA LA FASE OFFENSIVA DEL MILAN PRIMA DELL’AVVENTO DEL 4-4-2?

Gli infortuni di Biglia e Bonaventura a centrocampo hanno costretto Gattuso a rivedere più di qualcosa riguardo l’undici titolare proposto di domenica in domenica. Dal 4-3-3 che tanto aveva convinto sul piano del gioco e del palleggio si è dovuti passare, a causa di alternative non all’altezza in mezzo al campo, al 4-4-2, proprio in uno dei momenti in cui i rossoneri stavano trovando continuità anche sul piano dei risultati. Col vecchio modo di stare in campo la fase offensiva era interpretata diversamente, sicuramente in modo più avvolgente: gli esterni offensivi giocavano leggermente più alti di quanto visto nelle ultime uscite, rientrando bene verso l’interno o permettendo ai terzini di sovrapporsi sulla fascia e mettere invitanti palloni in mezzo. Un ruolo chiave lo ricoprivano anche le due mezzali, che spesso e volentieri si inserivano in area di rigore andando a supportare proprio Higuain, che da solo al centro dell’attacco aveva più libertà di movimento e soprattutto era assistito meglio dai suoi compagni. La posizione dell’argentino rimaneva circoscritta tra i difensori centrali avversari e il giocare così vicino alla porta lo favoriva notevolmente.

NUOVO MODULO: MENO VERTICALIZZAZIONI ED ESTERNI OFFENSIVI PIÙ BASSI

Il passaggio al 4-4-2 ha avuto il suo peso sul rendimento negativo del Pipita: a risentirne è stata anche la qualità del gioco perché se Kessié e Bakayoko sono una coppia niente male in fase di interdizione, lo stesso non lo si può dire per quella offensiva. Sono diminuite le verticalizzazioni e anche il palleggio della squadra ne ha risentito: nelle ultime uscite il Milan ha tenuto meno il pallone rispetto alle prime gare stagionali proprio per via delle caratteristiche tecnico-tattiche dei suoi centrocampisti. A influenzare il calo della qualità del gioco espresso ci ha pensato anche la posizione più bassa degli esterni offensivi, che per non sbilanciare la squadra hanno dovuto arretrare il proprio baricentro anche per dare una mano a centrocampo: la fase offensiva ne ha risentito molto, giocando più lontani dalla porta hanno perso parte della loro pericolosità. E spesso, come accaduto contro il Bologna, si sono trovati a ricevere palla prima della trequarti avversaria e a fronteggiare le due linee avversarie di centrocampo e difesa.

LA COPPIA HIGUAIN-CUTRONE È BEN ASSORTITA?

Nonostante i numeri più che discreti, a livello tecnico la coppia formata da Higuain e Cutrone tende un po’ a “pestarsi” i piedi: per caratteristiche tecniche non sono due attaccanti complementari tra loro, in quanto entrambi prime punte, e spesso tendono a compiere lo stesso movimento. Insomma, con uno di loro una seconda punta più mobile potrebbe essere ben più efficace. Questa convivenza tra i due, tra l’altro, non ha fatto benissimo all’argentino, che diverse volte è stato costretto ad abbandonare la propria posizione in attacco per andare a prendere il pallone qualche metro più indietro. E di conseguenza l’azione stessa ne ha risentito in termini di pericolosità.

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