Mastour: quando il talento deve crescere

Mastour: quando il talento deve crescere

Conosciamo il giovane italo-marocchino attraverso le parole di un esperto.

di Niccolò Villani, @WillyBlueEyes

Hachim Mastour è certamente uno degli “oggetti misteriosi” del prossimo campionato di Serie A; il giovane, di origini marocchine ma nato a Reggio Emilia nel 1998, ha mostrato un talento eccezionale con le giovanili ed è stato acquistato dal Milan a soli 14 anni per 850.000 euro.
Spesso è molto difficile dare giudizi su giocatori così giovani, con ampi margini di miglioramento e che, quindi, devono ancora affrontare un importante sviluppo a livello fisico, tecnico e tattico. Fantacalcisticamente parlando, poi, il compito diventa ancora più arduo se il giovane in questione ha sempre militato nelle giovanili senza riuscire a misurarsi in partite ufficiali con la prima squadra, e quindi è difficile inquadrarlo senza avere metri di paragone.
Appunto perché Mastour è ancora giovanissimo e perché ha sempre giocato con le giovanili, abbiamo deciso di contattare Davide Cocchi, dirigente del settore giovanile della Reggiana. Davide, oltre ad essere un esperto di giovanili, ha avuto anche la possibilità di seguire da vicino Mastour quando militava nella città emiliana, senza però perderlo di vista anche dopo il suo trasferimento a Milano.

Caro Davide, di Mastour se ne parla come un ragazzo dal grandissimo talento tecnico, e su internet si possono ammirare alcune sue giocate veramente interessanti. Quali sono, secondo te, i suoi punti di forza e i suoi punti deboli?

“Hachim penso sia il tipico giocatore che nasce ogni 20 anni. Ha il famoso “piede prensile”, che utilizza come le mani. Penso che possa palleggiare anche con una nocciolina. I suoi punti di forza sono certamente il controllo palla, che non perde mai. Gli manca secondo me ancora la giocata di prima, tende a fare quel tocco in più che lo penalizza, perché ha subito l’avversario addosso per la fase di interdizione”.

Da quando è andato via dalla Reggiana per approdare al Milan, quali progressi ha fatto secondo te?

“Dal punto di vista fisico è cresciuto molto, in altezza per via della giovane età, muscolarmente perché rispetto alla Reggiana il Milan ha potenzialità maggiori al momento, potendo contare su una struttura importante come quella di Milan Lab, che prepara singolarmente l’atleta sotto tutti i punti di vista. A livello tecnico sicuramente ha preso sempre più coscienza delle proprie potenzialità, osando qualcosa di meno dal punto di vista della spettacolarità ma vedo che è diventato più concreto in fase di ultimo passaggio e conclusione verso la porta”.

Trequartista o seconda punta?

“Penso che un giocatore così sia difficile da inquadrare in un modulo di gioco con compiti standard. Dalla trequarti in su deve essere libero di esprimere tutto il suo talento, sia partendo dal centro che partendo da destra o sinistra. Sarebbe comunque perfetto da esterno in un 4-3-3 oppure a rifornire una prima punta realizzatrice in un 4-4-1-1. Importante affidargli pochi compiti difensivi al momento, la tendenza è ancora quella di attaccare l’avversario ma non difendere. Su questo deve ancora migliorare”.

Nelle ultime due stagioni appena 10 presenze in Primavera e nessuna in prima squadra per un ragazzo che è considerato un talento. Caso che assomiglia molto a quello del norvegese Odegaard del Real Madrid (con cui condivide anche l’età). Il nuovo tecnico Mihajlovic non sembra convinto del talento del marocchino. Cosa è accaduto secondo te?

“Mihajlovic ha parlato espressamente di volere una squadra con 11 giocatori che interpretano entrambe le fasi del gioco. Come detto nella domanda precedente, Hachim per ora deve migliorare la fase difensiva (come è del resto normale per i giocatori del suo talento). Per questo è probabile che venga dirottato in Primavera, dove può crescere senza ulteriori pressioni sotto la guida di mister Brocchi. Ricordiamoci che in Italia tutti i talenti come Hachim sono penalizzati dalla mancanza della squadre B, che all’estero fanno la differenza nella crescita dei ragazzi. Il campionato Primavera, ormai, ha un format tale per cui sta diventando la tomba del talento, e non più la rampa di lancio per i nostri giovani. Per questo credo che un giocatore come Hachim, in un contesto come quello olandese, mi viene in mente Ajax, sarebbe già nelle rotazioni della prima squadra senza problemi. Speriamo che con la prossima riforma dei campionati giovanili (retrocessioni e promozioni nel nuovo campionato under 21 che andrà a prendere il posto della primavera), possano venir fuori altri giocatori come Hachim, subito pronti per le nostre prime squadre”.

Dovesse restare in Serie A, magari lontano da Milano, in una squadra che gli garantisca minuti importanti, lo consiglieresti o lo consideri ancora acerbo?

“Penso debba ancora maturare per esprimersi con continuità nella nostra serie A. Come dicevo prima, tocca ancora la palla una volta di troppo, cosa che gli farebbe prendere parecchi “calci”. Essendo un giocatore “totale”, penso possa produrre sia gol che assist, anche se indubbiamente per spettacolarità, saranno di più gli assist, magari “no look” come piacciono a lui. Lo avrei visto bene lo scorso anno in un contesto come quello di Empoli o Torino, sotto la mano esperta di due grandi allenatori come Sarri o Ventura. Ora giusto rimanga al Milan, sotto la cura di Brocchi, per crescere con calma e serenità”.

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