Mantra, dove il tridente non sempre è l’arma migliore.

Mantra, dove il tridente non sempre è l’arma migliore.

Analisi per capire al meglio i moduli del Mantra e decidere in anticipo quale adottare.

di Stefano Civini

3-4-3 o 4-3-3 per sfruttare il modificatore? Spesso col classico fantacalcio ci si ritrova con questo dubbio. E col Mantra? Beh, sicuramente i ballottaggi interni alle vostre rose aumenteranno, ma molto difficilmente vi imbatterete nel dubbio tra i due moduli sopra citati. Perché? Il motivo è semplice, col Mantra nella maggior parte dei casi gli schieramenti migliori sono altri .

Partiamo dal caro e vecchio 4-4-2, tanto demodè col fantacalcio normale, ma molto efficace nel nostro caso. Questo modulo permette di schierare due punte centrali (Icardi, Toni, Tevez, Higuain, tanto per citare i primi quattro della classifica marcatori, sono Pc), e due ali (denominate W). Queste ultime sono preziosissime, in quanto sono molto spesso dei veri e propri attaccanti, schierabili però sulla linea dei centrocampisti. Qualche esempio? Iago Falque, Callejon, Mertens, Candreva, Felipe Anderson, Vazquez, Salah, sono tutti giocatori che nelle rispettive squadre agiscono da attaccanti, ma che nel Mantra si possono schierare a centrocampo, in quanto ali. Così facendo, ci ritroveremmo quattro giocatori offensivi nell’undici titolare, cosa possibile nel mantra solo col 4-4-2.

A dir la verità nell’ultima stagione è stato introdotto un nuovo modulo, il 4-2-2-2, che si diversifica dallo schieramento precedentemente esaminato per tre punti. I due davanti non possono essere due punte centrali, ma una Pc e un attaccante (A, Gabbiadini e Berardi ad esempio). Ciò riduce leggermente la forza del reparto offensivo della formazione. Inoltre nei due da schierare tra le linee di centrocampo e di attacco non posso mettere due ali, ma solo una, accompagnata da un trequartista (T, Menez, Hamsik e Saponara per fare degli esempi). In realtà questa differenza non va molto a penalizzare se si riesce a prendere il T giusto. Infine, i due giocatori da schierare a centrocampo, devono essere due Mediani (M, come Pirlo e Ekdal), ovvero gente che nelle rispettive squadre solitamente prediligono la fase difensiva o di impostazione rispetto a quella offensiva, con qualche piccola e rara eccezione come ad esempio possono essere il cagliaritano e Nainggolan. Nel 4-4-2 invece i due da schierare a centrocampo insieme alle ali possono essere un mediano e un centrocampista centrale (Cc, Pogba e Vidal per fare due nomi), ossia giocatori spesso molto presenti nelle fasi offensive e portatori di bonus. Quest ultimo punto rappresenta forse il maggior handicap per il 4-2-2-2.

Un’alternativa molto valida al 4-4-2 è il 4-3-1-2. Anche in questo caso i due davanti possono essere due punte centrali, con alle loro spalle un trequartista e dietro di lui un solo mediano ad accompagnare due centrocampisti centrali. Facendo le mosse giuste all’asta iniziale e creando una rosa adatta, vi assicuro che questo modulo può darvi molte soddisfazioni.

E il più blasonato (fuori dal Mantra) 4-3-3? A centrocampo la composizione dei tre è la stessa di quella vista col 4-3-1-2, ovvero due Cc e un mediano. E allora perché dovrebbe dare più soddisfazioni giocare con due punte piuttosto che schierare un tridente? Perché le due punte possono garantirvi parecchi bonus pesanti, in una lega a 8 si riesce spesso a creare delle ottime coppie d’attacco. Il tridente invece prevede l’utilizzo di una sola punta con due attaccanti ai suoi lati. E riuscire a trovarsi in rosa due ottimi A non è per nulla facile. Come detto sopra, i due migliori quest anno sono stati Gabbiadini e Berardi, se si esclude Menez che essendo anche T acquisisce ulteriore valore se schierato ad esempio dietro a due punte. Altre A sono Thereau ed Eder, ma stiamo già parlando di gente che ha raggiunto a malapena la doppia cifra. Capita spesso che col tridente si riescano a portare a casa meno reti che con una buona coppia di punte aiutate da un trequartista o da due ali. Per questo motivo il 4-3-3 nella maggior parte dei casi risulta essere meno efficiente del 4-3-1-2 e del 4-4-2.

I moduli esaminati fino ad ora prevedono tutti la difesa a quattro, con un difensore destro, uno sinistro e due centrali. Con il 3-4-3 e il 3-5-2 invece si utilizzano tre difensori centrali (Dc) nel reparto arretrato. Nonostante ciò, questi moduli risultano i più penalizzanti. Il motivo va ricercato nella linea dei centrocampisti. In entrambi questi moduli gli esterni non possono essere delle ali, anzi, sono quasi sempre dei difensori, schierabili anche a centrocampo. I centrocampisti destri o sinistri puri sono rarissimi. Nella stagione appena terminata c’erano solo Lulic, Izco, Hetemaj, Schelotto e Asamoah. Ne consegue che nella maggior parte dei casi chi usa la difesa a tre si trova poi a dover schierare altri due difensori a centrocampo. Ecco spiegato perché il modulo principale del fantacalcio classico diventa un pericoloso boomerang col Mantra.

Quest’analisi è stata possibile grazie agli anni di esperienza col Mantra e ai numerosi confronti fatti con altri utenti del forum Guppo Esperti che usano lo stesso metodo. Rappresenta perciò una media di quello che succede nelle nostre leghe. L’eccezione può sempre capitare, ci sarà sicuramente qualcuno che ha vinto il proprio fantacalcio giocando sempre e solo col 3-4-3. Ma quello dipende molto dall’aver azzeccato le scommesse giuste ad inizio stagione, o comunque da altri fattori molto legati alla fortuna.

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