Islanda, Halldorsson protagonista: e Messi s’inchina…

Islanda, Halldorsson protagonista: e Messi s’inchina…

L’Islanda ferma l’Argentina in una partita storica per la squadra norrena ed il merito è anche di un super Halldorsson che para un rigore a Messi e salva il risultato su Pavon.

di Giovanni Sichel, @SichelGiovanni

Mosca, Russia: sono le 17:24 e allo stadio dove solitamente gioca lo Spartak Mosca, l’Otkrytie Arena, Lionel Andrés Messi, simbolo della storia del calcio contemporaneo, sta sistemando sul dischetto il pallone. Pochi istanti prima il giovane terzino islandese Magnusson – che forse qualcuno ricorderà per la breve parentesi al Cesena in prestito dalla Juventus nella stagione 2014-15 – ha steso in area Meza che cercava di raggiungere un lancio proprio della Pulga. Cosa passi per la testa di uno dei calciatori più forti della storia non potremo saperlo mai, da sempre “la camiseta albiceleste” pesa sulle spalle del numero 10, ma la tensione è evidente anche su quel viso spesso inespressivo. Prende la rincorsa, sente il fischio e calcia con il suo magico sinistro. Il tempo per un attimo sembra quasi fermarsi per poi esplodere insieme al fragore dei tifosi. Ad esultare però non sono i tifosi argentini, bensì quelli islandesi: Halldorsson ha parato il rigore, con un balzo felino. Inaspettatamente, ma tant’è…

HALLDORSSON, LA CARRIERA

Hannes Halldorson è nato a Reykjavik il 27 aprile 1984, ma non è nato calciatore. Prima di darsi al professionismo, infatti, era un regista di spot pubblicitari e video musicali per la “Saga Film” a tempo pieno, una casa di produzione islandese. Dopo gli inizi in Islanda (prevalentemente tra  Stjarnan e  KR Reykjavík, squadra con il quale ha centrato il ”double” in patria) ed un lungo girovagare, ha raggiunto l’apice della sua carriera nei club lo raggiunge nel 2015 firmando per il N.E.C in Eredivise ma, a causa di alcuni infortuni piuttosto gravi, la sua in Olanda è rimasta una parentesi breve e poco fruttuosa. Oggi gioca al Randers,  club della A danese che ha condotto alla salvezza poco prima di dedicarsi al Mondiale russo. A portarlo alla ribalta, però, è stata principalmente la nazionale islandese nell’Europeo del 2016: grazie anche le sue prestazioni precise e puntuali, con i compagni ha raggiunto lo storico risultato dei quarti di finale, eliminando addirittura agli ottavi l’Inghilterra ed arrendendosi soltanto al cospetto dei padroni di casa della Francia. E chissà che quello non fosse soltanto un’avvisaglia dell’inizio di una splendida favola, destinata a durare e riempire le pagine anche di questa, bollente, estate.

HALLDORSSON, LE STATISTICHE

In pochi avrebbero creduto possibile una qualificazione anche ai Mondiali, eppure sono riusciti a riconfermarsi. Arrivato ai mondiali con 49 presenze e 53 gol subiti in nazionale, alla sua 50esima gli è toccato affrontare Messi nella gara che ha inaugurato il girone D. Nessuno si aspettava tale prestazione da lui – e dai suoi compagni – contro una delle principali contendenti al titolo, eppure l’Islanda ha dimostrato che proprio in queste partite sa dare il meglio di sé. E su tutti lui: il portiere 34enne. La parata più bella della partita però non è  stata solo quella su Messi: venti minuti più tardi, su un tiro-cross di Pavon dalla sinistra, è volato dritto verso il palo opposto, smanacciando il pericolo. La sua velocità di reazione risulta essere davvero incredibile nonostante i 193 centimetri di altezza. 

HALLDORSSON AL MAGIC MONDIALE

Quale sarà il suo percorso in questo mondiale? Difficile a dirsi, il pareggio mette l’Islanda in un’ottima posizione nel girone, ma la strada è ancora lunga. Al Magic Mondiale partiva da una quotazione di che, dopo ieri, no può che lievitare e convincere parecchi allenatori a puntare sulle sue qualità (e su quelle della difesa islandese) per assicurarsi un portiere low-cost ed affidabile almeno nella fase a gironi. Così la rosea, in edicola stamani, ha commentato la sua grande gara contro l’Argentina, che gli è valso anche un 8 in pagella:

”Nelle lunghe notti dell’inverno islandese, racconterà ad amici e nipoti la storia del rigore parato ad un calciatore che ha scritto la storia”.

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