Inter, rebus Joao Mario: suggestione o semplice gregario?

Inter, rebus Joao Mario: suggestione o semplice gregario?

Debutto inaspettato per il trequartista portoghese, che a fine gara si è detto entusiasta della prestazione fornita all’Olimpico contro la Lazio

di Claudio Cutuli, @cutuli4

Un ritorno di fiamma, un qualcosa che nessuno aveva pronosticato: alla lettura delle formazioni ufficiali di Lazio-Inter molti tifosi nerazzurri sono rimasti sbigottiti per l’inaspettata presenza in campo dal 1′ di Joao Mario. Il calciatore, che nella seconda parte della stagione 2017/2018 venne spedito in prestito al West Ham in Premier League, non aveva fin qui totalizzato neanche un minuto in competizioni ufficiali. A fine gara il tecnico Spalletti, incalzato dalle domande dei giornalisti, ha elogiato pubblicamente il trequartista, dichiarando: «Tutti sono scandalizzati della scelta che ho fatto. E’ colpa mia che non gliel’ho data prima la maglia da titolare. La meritava per la sua professionalità in allenamento. Ha fatto un’ora di partita al livello che doveva fare, ci ha dato una mano per fare quel possessotipo di possesso palla».

INTER, JOAO MARIO: LA PRESTAZIONE ALL’OLIMPICO 

Spalletti non ha mai nascosto, in cuor suo, di voler tentare il recupero dell’ex Campione d’Europa 2016 ad inizio stagione. Ma, almeno fino a ieri, non c’era stata nessuna avvisaglia che potesse anticipare la sorpresa. Contro la Lazio, complice l’assenza forzata di Nainggolan ed il bisogno di schierare un centrocampista che coniugasse quantità e qualità, Joao Mario è stato preferito al più esperto Borja Valero. E come si è disimpegnato nei 90′? Con una partita sufficiente, senza particolari squilli ma con la giusta convinzione. Il centrocampista ha recuperato diversi palloni in mezzo al campo, nota positiva, ma anche sbagliato un paio di appoggi offensivi, nota negativa. In un momento in cui la squadra era in fiducia, visti i recenti risultati, Spalletti ha deciso di concedergli un po’ di spazio, per recuperarlo mentalmente e farlo sentire parte integrante del progetto. Ed a fine partita ha parlato così il numero 15 nerazzurro: «Sono cresciuto tanto, anche perché cresci nei momenti difficili. Ci provo a fare bene, a diventare un’altra persona e un altro giocatore. Ci sto diventando. Il mio ruolo preferito? Trequartista è dove posso fare meglio, ma posso giocare anche da interno».

INTER, JOAO MARIO AL FANTACALCIO

La titolarità di Joao Mario potrebbe aver fatto sorgere alcuni interrogativi nei fantallenatori. Il titolarissimo sulla trequarti è (e resta) Nainggolan, mentre l’opzione Lautaro a ridosso di Icardi è stata adoperata principalmente in caso di rimonta di un risultato sfavorevole. L’impressione è che Joao Mario possa continuare a giocare alcuni spezzoni di partita, subentrando prevalentemente dalla panchina, ed avanzare (seppur di poco) nelle rotazioni del mister. A rafforzare questa tesi c’è un dato tattico molto interessante: ieri l’Inter ha abbandonato il classico 4-2-3-1, schierandosi con un 4-3-3 inedito ma sicuramente più equilibrato e meno ”fantasioso”. Nella mediana a tre, Brozovic ha svolto (bene) le funzioni di regista davanti alla difesa, mentre il portoghese si è posizionato in una posizione ibrida tra mezzala e trequartista ”difensivo”, insieme al dirimpettaio Vecino. La scelta ha pagato, ma al fantacalcio nei fatti cosa cambia? Ci troviamo di fronte ad un calciatore che, nonostante la buona condizione fisica, difficilmente si imporrà come titolare della squadra.Le sue caratteristiche tecniche, inoltre, ci spingono a non consigliarlo in sede d’asta, perchè per indole bada più al sodo che a cercare il bonus con cattiveria. In definitiva, è lecito considerarlo un semplice settimo slot che possa far rifiatare Vecino in talune occasioni e che, nelle trasferte più impegnative, possa essere saltuariamente preferito per una maggiore copertura.

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