Genoa, l’analisi post-Roma: Piatek torna a ruggire, Lazovic convince. E su Sandro…

Analizziamo insieme alcuni dei temi tattici che hanno caratterizzato l’amare sconfitta per 3-2 contro la Roma all’Olimpico

di Claudio Cutuli, @cutuli4

In una gara spettacolare e giocata a viso aperto dalle due squadre, il Genoa ha palesato i soliti problemi difensivi (33 gol subiti in 16 partite), incappando nell’ottava sconfitta e rimanendo a +5 dalla zona calda. Saranno fondamentali le prossime tre gare in ottica salvezza per Criscito e compagni: sulla carta difficoltà media, ma necessità di punti elevata per non correre rischi.

GENOA, I RISCONTRI TATTICI: ASSE LAZOVIC-PIATEK LA NOVITA’

Contro la Roma, Prandelli ha potuto impostare una gara diversa dalle altre, iniziando a far trasparire tutti i suoi dogmi: difesa alta, pressing alto ma ragionato, sviluppo del gioco verticale che coinvolge in maniera importante gli esterni. L’aggiustamento tattico più evidente è sicuramente quello relativo alla posizione degli esterni di centrocampo, decisamente più alti delle gare precedenti, ed in particolare della gestione Juric. Entrambi molto coinvolti nelle trame di gioco ed entrambi posizionati quasi sulla linea dei due attaccanti in fase offensiva. In particolare, dalla parte di Lazović sono arrivate le maggiori occasioni da gol, anche se tanto lui quanto Romulo non sono stati particolarmente precisi nel cross o nell’ultimo passaggio.

Buone notizie anche per tutti i possessori di Piatek: il polacco non ha avuto enormi palle gol, ma le buone occasioni non sono mancate. Prandelli nella costruzione del gioco sembra contare molto sulle palle in profondità alle spalle della difesa e sulla sua capacità di attaccare lo spazio, ma lui deve sicuramente imparare a rientrare più velocemente dalla trappola del fuorigioco. Interessante, soprattutto,  l’asse Lazović-Piatek, che già nell’amichevole settimanale con l’Imperia avevamo visto essere molto vivo. Prandelli tende a costruire la squadra ed il gioco sulle caratteristiche dei migliori giocatori a sua disposizione: Lazović (quando messo nelle condizioni di dimostrarlo) e Piatek sono sicuramente tra questi.

GENOA, LE NOTE POSITIVE POST-ROMA

HILJEMARK – Tra i migliori in campo. Sfruttato nell’inedita posizione di incursore, ha potuto finalmente mettere in mostra la sua principale dote: la corsa. Ottimo supporto al duo offensivo, soprattutto nel primo tempo quando ha accompagnato anche diverse ripartenze veloci. Pericoloso in un paio di occasioni, ha giocato finalmente una partita di qualità oltre che di quantità.

LAZOVIC – Esterno su cui Prandelli sembra fare un discreto affidamento in entrambe le fasi di gioco. Lui ha ripagato con una prestazione da terzino veterano una settimana fa contro la SPAL e con un’ottima prova anche oggi, soprattutto in proiezione offensiva. Peccato per la poca lucidità nell’ultimo passaggio, dato che sul fondo – sfruttando doti atletiche ed un ottimo dribbling – ci arriva veramente molto spesso.

GENOA, LE NOTE NEGATIVE POST-ROMA

SANDRO – Ennesima prestazione incolore per lui, che forse fino a questo momento è la delusione maggiore tra gli acquisti estivi. Poco mediano e poco regista, è una via di mezzo tendenzialmente lenta e con poche idee: un lontano parente del giocatore ammirato appena un anno fa al Benevento che sfornava anche discreti bonus.

ZUKANOVIC – Abbastanza prevedibile che il difensore non riuscisse a tenere il passo di Ünder. Di fatto l’assenza di Criscito è coincisa con la possibilità, da ex, di giocare dal 1′ per il bosniaco. Occasione mal sfruttata, molto difficile che venga riproposto.

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