Focus on: Mandzukic, potenza croata per la Juventus
Se stai provando a sostituire Carlos Tevez fare gol non basta, due spalle larghe così rientrano tra i requisiti non derogabili e una dose significativa di faccia tosta può aiutare. Mario Mandzukic non difetta di tutto ciò, ma probabilmente è ancora poco. Beppe Marotta lo sa e, quale strategia per costruire un attacco bianconero de-apache-izzato, ha scelto quella di integrare le capacità di più interpreti: il bomber croato dovrà spartire con Dybala, Morata e Zaza l'arduo onere. Tuttavia, da quando Allegri ha confessato di aver esplicitamente richiesto l'acquisto dell'attaccante ex Atletico, l'attenzione tipica del fantallenatore curioso è alla ricerca di ulteriori indizi che giustifichino un esborso importante per Mandzukic, nelle aste che si scateneranno tra qualche settimana. Titolarità: Buono Salute: Buono Bonus: Buono No Malus: Discreto Lega a 8: 2° slot Lega a 10: 1-2° slot
La carriera di Mandzukic
Nel 2010, 185 partite e 80 gol dopo l'esordio nella massima serie croata, Mandzukic si trasferisce dalla Dinamo Zagabria al Wolfsburg. L'esperienza tra Die Wölfe è in crescendo: Steve Mclaren lo vede come attaccante esterno del suo 4231, Magath lo avvicina gradualmente alla porta, pur continuando a sfruttarne il sorprendente dinamismo. In due stagioni Mario mette a segno 20 gol, ma i più attenti già vedono in lui qualità non comuni. Sul palcoscenico internazionale di Euro 2012, Mandzukic, presunta comparsa alle spalle dei più quotati colleghi Eduardo e Jelavic, sale da protagonista. I 3 gol realizzati nel girone non sono sufficienti perché la Croazia acceda alla fase successiva, ma regalano al nostro un primato (condiviso) da capocannoniere del torneo. In quel momento il Bayern Monaco è alla ricerca di un attaccante versatile e completo, da affiancare a nomi del peso di Ribery, Robben, Muller, Gomez (non-ancora-pacco edition), per puntare a una stagione da tutto e subito. La scelta ricade, a sorpresa, sull'emergente attaccante croato. Nel giro di qualche mese, gli scettici dovranno ricredersi, e di brutto: Mario Mandzukic è protagonista, complice un infortunio dell'omonimo Gomez (ok, forse un po' pacco già lo era) di quella che a oggi è probabilmente la sua stagione migliore. Lo strapotere che porta il Bayern di Jupp Heynckes a vincere tutto, è strettamente riconducibile alla solidità impressionante delle prestazioni di Mandzu. In campo è ovunque. Fa tutto, e lo fa bene.Le caratteristiche di Mandzukic
Se Ibrahimovic fosse fatto di umanità e non di leggendaria supremazia infusa, Mandzukic gli somiglierebbe. Tra i due, blasfemia a parte, c'è almeno una categoria, ma entrambi sono in grado tanto di sfidare il diretto marcatore nell'uno contro uno, quanto di occupare l'intero reparto difensivo avversario. Il gioco aereo è più che un punto forte per il croato: metà delle volte in cui esulta, Mandzukic l'ha appena messa dentro di testa. È un finalizzatore, nei migliori periodi di forma efficace come pochi. Si esalta, evidentemente, nei contesti dove l'azione offensiva è collettiva e sostenuta. L'indole non è, eufemisticamente, tra le più miti, ma nella maggior parte dei casi sa incanalarla nella giusta direzione. È difficile ricordare una partita in cui non abbia dato il massimo, estremamente comune scoprirlo partecipe della manovra difensiva della propria squadra.Farà bene in Serie A?
Sì. Verrebbe da rispondere così, perentoriamente. Le caratteristiche del giocatore si prestano bene al contesto italiano, inoltre la squadra per cui giocherà potrebbe, se Max Allegri saprà gestire il ricambio tecnico importante rispetto alla scorsa stagione, evidenziare i pregi del croato. In realtà, non è banale verificare su quale livello si attesterà quello che può essere definito come il terzo atto della carriera del giocatore. Difficilmente potrà ricalcare i contorni delle stagioni al Bayern, se non altro per il clamore inaspettato della prima annata, tuttavia è altrettanto difficile credere che Mandzukic abbia già sparato tutte le proprie cartucce.© RIPRODUZIONE RISERVATA