Kamil Glik: storia della colonna granata

Nascita e ascesa del difensore del Torino, craque fantacalcistico della passata stagione

di Redazione Fantamagazine

E’ il lontano 7 Luglio 2010 quando il ventiduenne Kamil Jacek Glik viene proposto al Palermo dai dirigenti del Piast Gliwice, squadra polacca della città di Gliwice militante in prima divisione.

Gli inizi a Palermo con Delio Rossi

Inizia così la sua avventura in Italia tra le fila del Palermo allenato da Delio Rossi, che quell’anno gioca i Play-Off di Europa League e per il quale esordisce proprio nella partita contro il Maribor. La vittoria d’andata e la successiva qualificazione però non bastano a convincere Rossi a puntare su di lui anche in campionato, tanto che Kamil collezionerà solamente 3 presenze in Europa League in tutto il girone d’andata.

L’incontro con Giampiero Ventura. Prima a Bari…

All’apertura del mercato invernale è il Bari a farsi avanti per il polacco ed il 4 Gennaio 2011 passa ufficialmente tra le fila dei galletti in prestito fino al termine della stagione. E’ qui che avverrà uno degli incontri più importanti per la sua carriera: è proprio lui, Giampiero Ventura, a volerlo fortemente nel suo Bari.

Stagione 2010/2011 – Intervento di Glik su Del Piero durante Bari-Juventus
Con la maglia biancorossa finalmente riesce ad esordire in Serie A guadagnandosi i galloni del titolare ma le sue buone prestazioni non sono sufficienti per permettere alla squadra di cambiare registro e, a seguito di un’accesa contestazione da parte dei tifosi, Ventura decide di rassegnare le proprie dimissioni. Gli succede Bortolo Mutti che lo confermerà titolare nella linea difensiva a 4 senza però riuscire a dare alla squadra la scossa necessaria ad evitare la matematica retrocessione che giunge inesorabile a quattro giornate dal termine del campionato.

… e poi a Torino, dove arriva la consacrazione

Glik, a scadenza del prestito semestrale, torna quindi tra le fila del Palermo pur non rientrando per nulla nei piani rosanero. Messo fuori rosa senza neppure essere convocato per il ritiro estivo, viene chiamato nuovamente da Giampiero Ventura al Torino in Serie B: è il 12 Luglio 2011 e l’avventura granata ha inizio.

Stagione 2011/2012: il Torino ottiene la promozione e torna in Serie A dopo 3 anni di assenza
La stagione è esaltante e culminerà con il ritorno della squadra in Serie A dopo 3 anni di assenza. Per lui le statistiche segneranno 23 presenze impreziosite dai primi 2 gol italiani in carriera. L’anno dopo viene rinnovata la compartecipazione del cartellino col Palermo per poi, a fine anno, essere risolta in favore del Torino e Glik assume un ruolo sempre più centrale nello scacchiere di Ventura: il ragazzo sta crescendo di prestazione in prestazione ed entra di diritto nel cuore dei tifosi granata grazie alla sua caparbietà e solidità difensiva, nonostante a volte ecceda in trance agonistica. Nei primi due Derby della sua carriera, infatti, riesce nell’impresa di farsi espellere sia all’andata che al ritorno consolidandosi icona del guerriero granata capace di sacrificio e, se necessario, ruvidezza. Chissà se Willie Peyote dedicandogli la canzone diventata inno “Glik Glik Glik” sapeva che sarebbe diventato uno dei difensori più appetibili calcisticamente e, soprattutto, fantacalcisticamente.

Un top player in difesa al Fantacalcio

Sì perché nel giro di 3 anni si è guadagnato la fascia di capitano diventando l’unico straniero ad indossarla nella storia granata ma, soprattutto, quest’anno si è dimostrato una certezza per rendimento (6,33 la media secondo Gazzetta) ed un infallibile cecchino sottoporta (fantamedia di 6,86): ha eguagliato il record di gol in serie A del connazionale Zbigniew Kazimierz Boniek (7 gol nella stagione 1985/1986 con la maglia della Roma) e si è pericolosamente avvicinato al record di centri per un difensore attualmente detenuto da Marco Materazzi (10 gol nella stagione 2006/2007 con l’Inter) facendo le fortune dei propri fantapossessori.

L'esultanza dopo aver messo a segno la settima rete stagionale contro l'Atalanta
L’esultanza dopo aver messo a segno la settima rete stagionale contro l’Atalanta
Purtroppo non è riuscito a raggiungere l’ex interista ma, se vogliamo considerare che Materazzi quell’anno realizzò anche 4 rigori e Gonzalo Rodriguez –parimerito con lui nella classifica marcatori- ne ha trasformato uno, si può tranquillamente ritenere detentore del record: i suoi 7 gol, nessuno dei quali su penalty, sono storia calcistica e fantacalcistica. Difficile che dopo questa straordinaria annata possa essere acquistato all’asta a poco ma è innegabile che ormai sia un Top del reparto arretrato. Qualora si confermasse su questi livelli, ogni singolo credito su di lui sarebbe speso ottimamente.  

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