Fiorentina, Simeone e il problema discontinuità

Fiorentina, Simeone e il problema discontinuità

Analisi tecnica sul bomber della Fiorentina che non trova la continuità di prestazioni in questo inizio di campionato.

di Stefano Martelli, @Ste1983NO

Giovanni Simeone, attaccante e punta titolare della Fiorentina già nella passata stagione ha dimostrato di saper trovare spesso la via del gol, ma alterna ottime prestazioni con prove al di sotto della sufficienza. Il nostro esperto Fiorentina del Forum Gruppo Esperti, ha analizzato la situazione Simeone e il suo rendimento. Vediamo insieme cosa può offrire il “Cholito” al Fantacalcio.

SIMEONE, QUALE SLOT AL FANTACALCIO?

Simeone è sempre considerato un terzo slot, massimo un secondo se si tratta di leghe numerose e con buone possibilità di miglioramento, ma non di più per il momento. C’è un fattore fondamentale che va tenuto in debito conto quando si parla di questo giocatore, che ha contribuito alla scelta di ritenerlo per ora un terzo slot e che nelle ipotetiche proiezioni sul numero di marcature possibili, non è stato tenuto abbastanza in considerazione. La continuità. Molto più importante del numero di gol finali.

SIMEONE NELLA STAGIONI IN ITALIA

Osserviamo il suo rendimento nella passata stagione: inizio pessimo, molto peggiore di quello attuale, con un gol segnato ad agosto in Coppa Italia, quando ancora giocava nel Genoa, e poi un’unica rete nelle prime sei giornate in viola, peraltro abbastanza inutile perché servì sì a sbloccare il punteggio, ma in una partita terminata con un larghissimo 5-0 a Verona e che quindi la Fiorentina avrebbe probabilmente vinto lo stesso. Parte centrale ottima, con sei gol, tre dei quali ad avversarie come Roma, Milan e Inter, e tre assist tra la settima e la ventesima, e poi un lungo black out che corre dalla ventunesima alla ventinovesima giornata, otto partite nelle quali Simeone non solo non ha segnato né messo a referto alcun assist, ma si è anche segnalato per numerosi votacci e contro-prestazioni. Dalla trentesima, invece, il finale con il botto: tre gol di fila a Crotone, Udinese e Roma per toccare l’apice con la nota tripletta al Napoli e chiudere con un pur inutile gol al Milan. Anche un assist in carniere.

Si potrebbe credere che si sia trattato di un fenomeno episodico, legato al calendario, ma così non è: in primis perché buona parte dei gol sono arrivati contro avversarie di livello superiore a quello della Fiorentina dell’anno scorso e in secondo luogo perché, più o meno, l’andamento del suo primo anno italiano al Genoa aveva ricalcato questo stesso schema: due reti nelle prime tredici, poi i fuochi d’artificio con tre doppiette, due delle quali alla Juve e alla stessa Fiorentina, e altri due gol dalla quattordicesima alla ventiduesima e digiuno quasi totale dalla ventitreesima all’ultima giornata, interrotto in parte solo da due gol tra la trentaduesima e la trentasettesima.

IL BILANCIO DELL’ARGENTINO NEL CAMPIONATO ITALIANO

Bilancio di queste due prime stagioni in A dell’argentino? Dodici gol il primo anno, quattordici più uno nel Genoa – senza rigori – nella seconda stagione, la prima alla Fiorentina. Bilancio tutt’altro che disprezzabile per un giovane straniero, non a caso l’anno scorso Simeone finì tra i primi dieci marcatori della Serie A, attestandosi in ottava posizione a soli due gol di distanza da bomber molto più strombazzati come Higuain e Dzeko e con quattro reti di distacco da Mertens, ovvero dal terminale della macchina da gol sarriana.

SIMEONE, QUANTI GOL POTREBBE FARE?

Alla luce di questo miglioramento è la matematica a dirci che è del tutto possibile che Simeone, ragazzo straniero di ventitré anni, anche questo fattore che non è stato tenuto in debita considerazione, possa migliorare ulteriormente questo trend, magari superando quota quindici. Non di molto e non certo a sufficienza da puntare a venti reti. Niente, però, vieta che possa toccare anche questa quota, se parliamo di fredde possibilità matematiche, però il trend è senz’altro quello, perché l’anno scorso giocava in una squadra migliore di quella della precedente stagione, il Genoa che lottava per non retrocedere, e quest’anno gioca in una squadra che sembra avere buone possibilità di fare meglio rispetto alla mediocre Fiorentina rimasta ai margini della zona europea nel passato campionato.

SIMEONE, QUAL’E’ IL SUO “PROBLEMA”?

Il problema è evidentemente è un altro, e si tratta della continuità. Perché un conto, non solo a livello fantacalcistico ma in parte minore anche calcistico, è se Simeone mi fa doppiette e triplette a ripetizione e poi mi rimane a bocca asciutta per lunghi periodi, un altro è se mi segna anche “solo” quindici reti totali ma incidendomi sul tabellino tra un minimo di dodici e un massimo di quindici volte. In senso assoluto, una doppietta e un gol in dieci partite fanno un 7,5+6 e un 7+3 seguiti magari da otto 5/5,5, totale 63,5/67,5 punti; sei gol, uno a gara, in dieci partite fanno altrettanti 7+3 seguiti da quattro 5/5,5: totale 80/82 punti. Proiettate tutto ciò su una stagione che dura il triplo, sempre parlando di un totale sulla quindicina di gol, e pensate se sia meglio la prima o la seconda soluzione.

Dopodiché è chiaro che se esplodesse e facesse tra i venti e i venticinque gol tutti questi discorsi finirebbero in soffitta, ma è altrettanto chiaro che Simeone, almeno per ora, non sia quel tipo di giocatore. A ventitré anni è comunque uno da una quindicina di reti in Serie A, che non è affatto poco, per un giovane che non milita in un top club europeo ma anzi in una squadra di medio-alto livello che peraltro prevede un tipo di attaccante ben diverso dal semplice finalizzatore d’area.

E’ sulla continuità che Simeone deve migliorare, non tanto nel totale dei gol che comunque, come detto, può ulteriormente incrementare seguendo il trend delle ultime due stagioni. Per ora non lo sta facendo, ma un giudizio definitivo potrà essere fornito solo a fine campionato. Specie considerando che si parla di un ragazzo ancora giovane e in fase di formazione, che come la stragrande maggioranza dei suoi compagni di squadra potrebbe soffrire ancora per un po’ di queste discontinuità.

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