Bologna: Destro, cosa farne al fantacalcio?

Scoramento e voglia di abbandono: sono queste le sensazioni che avvolgono i fantallenatori quando restano 7 partite al termine della stagione. Conviene o no cambiare?

di Matteo Di Sabatino

“Destro? Va ceduto l’anno prossimo, ormai è fuori dal progetto”, “si è completamente perso”; sono queste le frasi, con alternanza più o meno settimanale, riservate a Mattia Destro negli ultimi due mesi. Se ci limitassimo a guardare la partita di domenica, in cui il ventiseienne attaccante si è misurato da avversario contro la sua ex-squadra, verrebbe proprio da pensare che sia così; mai un’incursione in area, mai uno smarcamento, mai un tiro in porta. Un’aria indolente, nemmeno un’espressione accigliata a segnalare che almeno si rendesse conto della sua deludente prestazione. Petkovic, che pure non è Ronaldo, è entrato al 63′ e dopo pochi minuti ha creato un occasione praticamente da solo che almeno ha impensierito Szczeny. Ma siamo sicuri sia solo colpa sua?

IN COSA E’ MANCATO DESTRO

Il ragazzo non si è mai distinto come un bomber da 20 gol a stagione; tralasciando l’inizio con le giovanili dell’Inter (18 gol nel Campionato Nazionale Primavera 2009-2010), alla sua prima vera prova da professionista, col Siena nella stagione 2011-2012, stupisce tutti mettendo a segno ben 12 gol in 30 presenze, una vera manna fantacalcistica per tutti quegli allenatori che lo avevano pagato pochi crediti per usarlo come tappabuchi al posto di eventuali squalificati/infortunati.

Le ottime prestazioni di Siena gli valgono la chiamata della Roma di Zeman, uno che con i giovani centravanti ci sa fare: viene facile prevedere che sarà una stagione pirotecnica per la squadra ed il giocatore. Invece, è proprio qui che iniziano ad affiorare i primi problemi; un serio infortunio al menisco gli fa saltare due mesi di campionato a cavallo tra fine gennaio e fine marzo. Chiude la stagione con 11 gol tra Campionato e Coppa Italia, dove addirittura sono 5 le reti in 5 presenze.

Altra stagione, altro allenatore (Garcia) ma vecchie aspettative; per di più, quest’anno Mattia non ha una concorrenza particolare in attacco, quindi il posto da titolare designato è suo. Ancora una volta però, la Dea Bendata (o forse dovremmo dire la Sfiga dall’Occhio di Falco) decide di abbattersi sul giocatore: proprio ad inizio ritiro, un nuovo infortunio al ginocchio, lo stesso a cui era stato operato mesi prima per una lesione al menisco: tante le polemiche sul rientro forse affrettato dell’atleta dal precedente infortunio, e sulla sua scelta di fare fisioterapia al di fuori di Trigoria. La realtà, unica ed incontrovertibile, dice che per Mattia dovranno passare 144 giorni prima di tornare in campo, precisamente l’8 dicembre 2013 nel match contro la Fiorentina: subentrato al posto di Florenzi, segna il gol decisivo che valse il 2-1 per la sua squadra. Da lì, la sua cavalcata trionfale nel girone di ritorno, mettendo a segno 13 reti in sole 20 presenze, eguagliando il suo record di marcature raggiunto a Siena. Nonostante il suo rientro a suon di gol, Prandelli non lo convoca per il Mondiale brasiliano; forse è qui che qualcosa si rompe nelle certezze dell’attaccante. Lungi dal giudicare la psicologia del calciatore, è innegabile che dalla fine di quella stagione ai giorni nostri sembra che il ragazzo si sia involuto a livello di cattiveria e voglia di essere protagonista, ed il suo rendimento ne ha risentito, eccome.

Viene settembre ed una nuova stagione è alle porte, l’inizio è promettente (4 gol in 9 giornate); poi, però, un digiuno lunghissimo che convince la Roma a cedere alla corte del Milan per il prestito con diritto di riscatto, memorabile la visita a domicilio a casa dell’interessato al fine di chiudere positivamente la trattativa da parte di Adriano Galliani. L’affare va in porto, Destro è un nuovo giocatore del Milan; ma anche vestendo la nuova maglia le prestazioni non migliorano, solo 3 gol in 15 presenze che, ovviamente, non sono abbastanza per convincere i rossoneri a puntare su di lui per il futuro. Bottino complessivo di 8 gol in 31 gare disputate.

Ora la situazione è difficile; la Roma non vuole più puntare sul giocatore, visto ormai come un corpo estraneo, ed il sentimento è ricambiato da parte di Destro. A risolvere la situzione arriva il nuovo Bologna di Saputo, che con un investimento importante (8.5 milioni più 3 di bonus), si aggiudica le prestazioni del giocatore. Anche qui pare di rivivere le sensazioni avute al primo anno di Roma; un allentore che sa far rendere al meglio i giovani (Donadoni) ed una squadra costruita attorno a lui nella speranza che il suo talento torni a brillare. Invece, nuovo infortunio a marzo che lo costringe a saltare due mesi e mezzo di campionato. Stesso score della stagione precedente: 8 gol. Il resto è storia recente.

Da quest’analisi possiamo desumere 2 cose: innanzitutto, come si è scritto in apertura, il giovane attaccante non si è mai avvicinato alla quota di 20 gol stagionali, anzi, riferendoci al solo Campionato solo in due occasioni su sei stagioni da professionista è riuscito a raggiungere la doppia cifra (Siena e Roma ’13-’14). In secondo luogo, sono complessivamente 433 i giorni di infortunio accumulati nel corso degli anni; praticamente è come se avesse giocato solo quattro stagioni e mezza su sei a disposizione. Per di più, molti di questi infortuni sono occorsi nella parte centrale del campionato, quella in cui c’è bisogno di lottare di più, che si tratti di vincere lo Scudetto o di arrivare alla salvezza.

IN COSA E’ MANCATO IL BOLOGNA

Giusto domenica, il ds Bigon ricordava che Destro viene rifornito adeguatamente di assist e cross, avvalorando dunque l’ipotesi che sia un problema dell’attaccante e non di gioco di squadra; ma siamo sicuri sia così? È noto che il Bologna abbia un problema nel segnare, sono solo 0,94 i gol a partita, ma guardando alle statistiche ufficiali della Lega Serie A, si scopre che anche nella classifica assist il Bologna si piazza nelle ultime posizioni di classifica dove è 17mo con 53 assist totali di cui 15 vincenti; leggermente meglio si piazza nella classifica dei cross, di cui 160 utili e 153 sbagliati che valgono la 15ma posizione in classifica. Più in generale, se si guarda alle statistiche dei contrasti vinti/persi, alla media dei gol subiti, ai dribbling riusciti/falliti e via dicendo, non ci si dovrebbe stupire più di tanto del perchè il Bologna sia dove sia in classifica.

Non sta a noi trovare le cause di tale resa, per molti al di sotto delle aspettative; ma forse sono proprio queste aspettative ad aver falsato la percezione del vero valore della squadra. L’arrivo di Saputo ha portato una ventata di ottimismo e forse si pensava che tale ventata fosse foriera di maggiori motivazioni in seno alla squadra, ma fino a questo momento così non è stato. Senza dimenticare che parliamo della terza squadra più giovane della Serie A, dove alcuni giocatori sono alla loro prima esperienza nella massima categoria.

CONCLUSIONI

Diciamocelo francamente: avete puntato su Destro come terzo o quarto slot in attacco sperando riuscisse a rivelarsi un colpaccio. Magari gli avete affiancato pure Paloschi….
La realtà dice che il numero 10 rossoblu è in linea con il rendimento delle precedenti stagioni come numero di gol, con 7 parite ancora da disputare dove comunque potrebbe ancora trovare la via della rete. E’ difficile immaginare che nelle vostre leghe ci sia ancora un attaccante valido e di maggior rendimento, dunque il consiglio è di tenere l’attaccante affiancandogli, là dove è possibile, Petkovic, che siamo sicuri troverà sempre più spazio da qui al termine della stagione, sia per valorizzare l’esborso economico compiuto, sia per far acquisire maggior confidenza al croato con la massima Serie, sia perchè da più parti si mormora di una futura cessione dell’attaccante scuola Inter. A quel punto, con i soldi che si incasserebbero da una sua eventuale cessione e da quella ormai certa di Dzemaili, si dovranno acquistare certamente un difensore di maggiore affidabilità, soprattutto fisica, ed un rimpiazzo adeguato a centrocampo. E non è detto che rimangano abbastanza soldi per l’attacco, ed a quel punto, Petkovic si candiderebbe per una maglia da titolare.

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