Focus on: Julian Draxler, non solo il sostituto di Reus

Il talento di Draxler è indiscutibile, ma se troverà posto dovrà dire grazie a Reus che dopo il Mondiale 2014 salterà anche questo Europeo. Conosciamo dunque caratteristiche e utilità di Julian Draxler.

di Piergiuseppe Musolino, @PiergiuMusolino

Classe ’93, 1 metro e 87 centimetri di pura classe; un trequartista come lui non è facile da trovare, in questo mondo di  “veri” e “falsi” 9. Lui vuole un solo numero: il 10. Al Wolfsburg è la prima cosa che ha chiesto: chissà se alla Juve l’avrebbero accontentato lo stesso, togliendolo a Pogba. Il tedesco infatti è stato uno dei principali obiettivi della Vecchia Signora durante le scorse due estati, ma Draxler ha poi preferito restare in madrepatria.

JULIAN DRAXLER: CARATTERISTICHE TECNICHE

Che i tedeschi siano patriottici non c’è bisogno di sottolinearlo; Draxler non è da meno. Entra nel calcio “che conta” nel 2008 nella selezione B della Bundesliga Ovest a soli 15 anni; qui ci passa due anni dove realizza più di 20 gol in circa 40 partite e si fa notare dal suo primo amore: lo Schalke 04. La società lo considera sin da subito uno dei talenti più importanti del vivaio, tant’è che a 16 anni ha già giocato 6 gare in Champions League. Poi la gavetta, che lo porta dall’Under 17 all’Under 19 e infine alla prima squadra. Qui esplode definitivamente: la stagione 2012/13 lo consacra entrando per la prima volta in doppia cifra nella classifica marcatori. Un anno fa il passaggio dallo Schalke al Wolfsburg, dopo aver rifiutato tantissime squadre fra cui la Juventus: ad oggi Draxler annovera 257 partite giocate, condite da 63 gol, 7 dei quali in 32 partite di Champions, e soprattutto 58 assist. La Germania è ancora una squadra da scoprire per Julian, con un solo gol in 18 partite disputate con i tedeschi.

JULIAN DRAXLER : CHE UTILITA’ AL FANTAEUROPEO?

Draxler non è un giocatore “cattivo”: in carriera ha ricevuto solo 2 rossi e 24 gialli (media di 1 ogni 10 partite circa), ma non è neanche un bomber. E’ un trequartista moderno, di quelli che sfornano assist su assist; è da considerare sempre che la Germania oltre Podolski e Mario Gomez non ha vere e proprie prime punte, poiché Low ama portare tutta la squadra in area e attaccare con gli esterni. E’ stato provato come ala sinistra dal CT tedesco in questi ultimi match amichevoli, ma se guardiamo bene l’unico bonus (1 assist) l’ha portato quando è stato schierato trequartista, contro l’Italia a marzo. E’ chiaro che giocando sempre in quella posizione si trovi meglio, ma se vorrà giocare lì dovrà fare i conti con la concorrenza di Mario Gotze.

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