EURO 2016: Il ‘The End’ portoghese che nessuno si aspettava

EURO 2016: Il ‘The End’ portoghese che nessuno si aspettava

Tra lo stupore generale il Portogallo è salito sul tetto d’Europa, battendo in finale ai tempi supplementari la favorita Francia padrona di casa e regalando all’intera Nazione il primo titolo continentale della storia.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

Chi l’avrebbe mai detto. Quando Euro2016 ha aperto i battenti, nessuno avrebbe mai scommesso un euro sul Portogallo di Fernando Santos Campione d’Europa. Le favorite alla vittoria finale erano ben altre: su tutte la Francia padrona di casa, ma anche la Spagna regina europea uscente e la Germania Campione del Mondo in carica, nonché il Belgio che tanto aveva convinto durante le qualificazioni al torneo e la Croazia apparsa come la squadra più in forma di tutte nella fase a gironi. Eppure, quando hai dalla tua la spinta di un intero Paese che non ha mai vinto niente nel corso della sua storia calcistica e che per giunta negli ultimi decenni ha assistito inerme ai trionfi dei coinquilini iberici, portogallo-europeol’inestimabile valore di un Capitano tre volte Pallone d’Oro, le doti tecniche di alcune pedine rivelatesi fondamentali nel prosieguo europeo, il cuore di un gruppo per nulla pretenzioso e quel ‘pizzico’ di fortuna che non guasta mai, è inevitabile che poi finisci per sbaragliare la concorrenza e per sedere di prepotenza sul trono del continente.

Basta crederci. E non viene difficile farlo quando quel Fernando Santos, che ha già dimostrato di credere in te e in questa Nazionale facendoti recapitare a casa la prestigiosa convocazione, centuplica la tua autostima rilasciando alla vigilia dichiarazioni di questo tipo: “Voglio ricordare ai giocatori ciò che ho già detto loro in passato: possiamo arrivare in finale e vincere l’Europeo. Non è una questione di fede, è questione di crederci. Non siamo i favoriti e non abbiamo la presunzione di esserlo, ma abbiamo l’ambizione di arrivare fino in fondo. Teniamo i piedi per terra, ma siamo consapevoli di avere le qualità necessarie per battere qualsiasi avversario”. Detto, fatto. Il sogno si avvera e il ‘Somos Campeões Europeus’ può legittimamente campeggiare su tutte le prime pagine odierne.

LA ROSA CAMPIONE D’EUROPA 2016

portogallocampionelisbona_8Portieri: Rui Patrício, Anthony Lopes, Eduardo
Difensori: Vieirinha, Cédric, Pepe, Ricardo Carvalho, Bruno Alves, José Fonte, Eliseu, Raphael Guerreiro
Centrocampisti: William Carvalho, Danilo Pereira, João Moutinho, Renato Sanches, Adrien Silva, André Gomes, João Mário
Attaccanti: Rafa Silva, Nani, Ricardo Quaresma, Cristiano Ronaldo, Éder
CT: Fernando Santos

IL CAMMINO EUROPEO

Tuttavia, c’è da ricordare come la scalata del Portogallo nella conquista dello scettro d’Europa non sia stata delle più rosee, ma piuttosto sia stata costellata da alti e bassi o, per meglio dire, da innumerevoli pareggi deludenti e portogallo-europeoda poche vittorie sofferte e ottenute sul filo di lana. Difatti, in sette partite giocate, i lusitani sono stati in grado di portare a casa nei novanta minuti regolamentari soltanto la semifinale contro il Galles. Al di là di essa, per la compagine di Santos solo un percorso fatto di X: tre miseri punti raccolti nel girone F tanti quanti i pareggi rimediati, passaggio del turno come una delle quattro migliori terze classificate, ottavi e quarti di finale chiusi anch’essi al novantesimo con un pareggio e vinti poi rispettivamente ai tempi supplementari con la Croazia e ai calci di rigore con la Polonia. Dulcis in fundo, la finale contro i padroni di casa: scialbo equilibrio a reti inviolate fino al novantesimo e poi vantaggio agguantato nuovamente in extremis (al 109’ sts, ndr.), prima di dichiarare guerra ai blues di Deschamps a suon di rigori.

  Partite Vittorie Pareggi Sconfitte
Girone F Portogallo-Islanda 1-1
Portogallo-Austria 0-0
Ungheria-Portogallo 3-3
Ottavi di finale Croazia-Portogallo 0-1 (dts)
Quarti di finale Polonia-Portogallo 1-1 (3-5 dcr)
Semifinale Portogallo-Galles 2-0
Finale Portogallo-Francia 1-0 (dts)

LA CLASSIFICA MARCATORI

Un bottino alquanto magro per i Neo-Campioni d’Europa, che si rispecchia anche nelle reti messe a segno: ‘soltanto’ 9, a fronte per esempio delle 13 realizzate dall’avversaria di ieri sera. Goal esigui, ma sufficienti a portare il titolo a portogallo-europeoLisbona e dintorni e a far emergere le qualità dei loro autori. Fatta naturalmente eccezione per Cristiano Ronaldo, le cui peculiarità non avevano di sicuro bisogno di Euro2016 per essere notate, il Portogallo è stato supportato da alcune firme autorevoli e da altre inaspettate. Per il Capitano, quel CR7 tanto adulato quanto criticato in ogni galassia nota e ignota, la competizione si è chiusa con un tesoretto di ‘appena’ tre reti: complice l’infortunio rimediato pochi giorni prima della finale di Champions League, quello appena terminato non è stato in toto l’Europeo di Cristiano che, tra gli acciacchi e le lacrime amare versate a Saint-Denis poche ore fa (perché costretto ad abbandonare anzitempo il terreno di gioco per via di uno scontro con Payet che, a quanto pare, ha finito per provocargli una distorsione al collaterale del ginocchio sinistro, ndr.), è comunque riuscito ad acciuffare Michel Platini e a condividere con lui il primo posto nella classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi di questo torneo. Mica male per chi sta cercando di mettersi in tasca il quarto Pallone d’Oro e da sempre ‘soffre’ il dualismo con Leo Messi che, stando al suo ritiro, non proverà mai la gioia provata dall’antagonista portoghese con la sua Nazionale. E se da un lato c’è stato un Ronaldo a piccole dosi, dall’altro c’è stata la conferma del suo compagno di reparto Nani: suo il goal all’esordio, oltre a quelli contro Ungheria e Galles, che hanno sempre permesso alla sua squadra di rimanere aportogallo-europeo galla e tirare un sospiro di sollievo. Non vanno dimenticate poi le rivelazioni di Renato Sanches, Ricardo Quaresma ed Éder, tutti autori di reti decisive per il passaggio del turno che, nel caso del ventottenne attaccante del Lille, ha significato anche la conquista del primo titolo internazionale per il Portogallo. Perché, come sentenziato da Gianluigi Buffon qualche tempo fa, “a volte non vincono i più forti, ma i più bravi”. E Fernando Santos e i suoi ragazzi hanno dimostrato di esserlo nell’ammaliare la Dea Bendata, nel non soccombere mai di fronte agli avversari e nel rigirare a proprio favore le poche occasioni create. E chi l’avrebbe mai detto.

Calciatore Goal
C.Ronaldo 3
Nani 3
Quaresma 1
Sanches 1
Éder 1

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