Juventus, Sarri: “La presenza di Cristiano Ronaldo dipende da lui. Ecco le condizioni di Costa e Khedira”

Il tecnico bianconero presenta la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

Il ko con il Lione in Champions League e il rinvio del derby d’Italia in campionato non possono e non devono spostare gli equilibri in casa Juventus, che si appresta a tornare in campo domani sera nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan. Tra le polemiche sul calendario e il ricovero della mamma di Cristiano Ronaldo, Maurizio Sarri ha incontrato i giornalisti per fare il punto della situazione.

LE DICHIARAZIONI DI SARRI

“Juventus rispetta qualsiasi decisione venga presa dalle autorità. Alle 17:30 è stato convocato dal Prefetto un vertice al quale stanno partecipando anche nostri rappresentanti. Pertanto Sarri risponderà solo a domande relative al campo”.

Sulla formazione: “Nelle nostre intenzioni la partita di domani serve per andare in finale, e faremo una scelta di formazione in questo senso. Ieri Chiellini aveva un affaticamento all’adduttore, oggi ha fatto un programma personale. Buffon aveva un leggero acciacco alla schiena, ma oggi ha fatto tutto l’allenamento. Infortuni in questo momento non ce ne sono, solo qualche acciacco normale. Valuteremo domattina”.

Su Cristiano Ronaldo: “Il problema è a livello personale. Quando tornerà, se vorrà, Cristiano dirà quali sono le sue sensazioni e le problematiche che sta affrontando in questo momento. Se domani è disponibile o meno, dipende dalla soluzione del problema personale. È palese che l’assenza di Ronaldo possa cambiare i piani tattici, perché non abbiamo un suo sostituto e credo non esista nel mondo. Sicuramente dovremo fare qualcosa di diverso”.

Su Khedira: “Sta progredendo piuttosto bene, va meglio rispetto alla settimana scorsa. Se lo vedremo in campo, sarà per uno spezzone di gara”.

Su Douglas Costa: “La sensazione in allenamento è che stia crescendo, ma non è disponibile per i novanta minuti.”.

Sulla partita e le assenze del Milan: “Noi siamo stati campioni del mondo di assenze quest’anno e non ci siamo mai lamentati, quindi non m’interessa delle loro assenze. Se noi non giochiamo con l’atteggiamento giusto, prevedo problemi. Questa qualificazione ce la dobbiamo sudare, bisogna giocarsela. È inutile fare grandi previsioni, bisogna prendere tutto come un fatto e adeguarci a ogni situazione. Non voglio neanche dire come si è allenata la squadra, che sembra che porti sfiga”.

Sul dopo-Lione: “Le partite vengono valutate anche attraverso i risultati. Il primo tempo a Lione è stato di scarso livello, il secondo è stato migliore e ci è mancato di tramutare il gioco in gol. Abbiamo lavorato su quel che abbiamo discusso dopo la partita, vale a dire di questa ricerca di muovere la palla molto più velocemente. Ci stiamo lavorando sopra, è un discorso che a volte ci viene e altre no, ed è uno degli aspetti sui quali bisogna insistere a lavorare in maniera seria e convinta. Anche i calciatori se ne sono resi conto”.

Sul momento attuale della Juventus: “È una fase in cui ci sono delle difficoltà e si può e si deve fare meglio. Le valutazioni sono fatte anche in considerazione dei risultati, ma le prestazioni spesso ci sono state. Qualcosa di buono è stato fatto anche contro il Lione, poi ci si deve chiedere perché questa mole di gioco non è stata trasformata in occasioni da gol”.

Sul proprio lavoro: “Sto facendo venire il mal di testa a tutti i membri dello staff, ogni giorno chiedo una cosa diversa. Ma se siamo qui a porci mille domande, distogliamo l’attenzione dalla partita, che è la cosa che conta di più per noi”.

Sul miglioramento a centrocampo a Lione dopo lo spostamento di Bentancur in regia: “Faccio fatica a credere che lo spostamento di 5 metri in campo di un calciatore cambi una squadra. La mia sensazione è che sia cambiato l’atteggiamento, il recupero della palla si è spostato di 30 metri e abbiamo visto un altro tipo di partita. Poi Pjanic è meno brillante rispetto a qualche mese fa, ma fa parte della normalità ed è fisiologicamente impossibile che il 100% della condizione duri più di 20 giorni. È normale che questo accada, la condizione fisica è solo un alibi per gli allenatori e non è una cosa che fa la differenza”.

Sul ritorno al trequartista: “Per noi è sempre un’opzione, la stiamo utilizzando poco ora perché ci costa tantissimo nei due centrocampisti interni. Poi, a livello individuale, sia Dybala che Cristiano possono giocare tranquillamente con il trequartista dietro, quindi non è quello il problema”.

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