Juventus, Sarri: “Si può tornare al trequartista. Turnover per Cristiano Ronaldo? Vediamo”

Juventus, Sarri: “Si può tornare al trequartista. Turnover per Cristiano Ronaldo? Vediamo”

Il tecnico bianconero incontra i giornalisti alla vigilia della semifinale d’andata di Coppa Italia contro il Milan.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

La seconda sconfitta consecutiva in trasferta, la temporanea condivisione del primo posto in classifica con l’Inter e l’incombente presenza della Lazio distante un solo punto hanno generato malumori tra i tifosi della Juventus. Ma la società bianconera continua a dare fiducia a Maurizio Sarri che, fino a prova contraria, sta svolgendo bene il suo lavoro visti i risultati ottenuti fin qui nelle tre competizioni in cui è coinvolta la squadra, tra le quali spiccherà domani la Coppa Italia con la semifinale d’andata contro il Milan.

LE DICHIARAZIONI DI SARRI

Sulla cena con Agnelli: “Questa cena si doveva fare dopo la Fiorentina, ma io ero a Coverciano, ho fatto tardi, il Presidente aveva degli impegni e si è rimandato di una settimana. È una programmazione normale, il Presidente lo vedo spesso e ogni tanto ci fermiamo a cena, lui dice che mi vuole far conoscere i migliori ristoranti di Torino. Poi è chiaro che il Presidente non parla mai di una singola partita o di un singolo periodo ma della totalità. Era qualcosa di già programmato”.

Sul sentirsi sotto esame: “Se non volevo essere sotto esame, facevo domanda alle Poste. Questo è un lavoro fatto così, soprattutto alla Juventus. Mi sembra tutto ampiamente nella normalità, è venuto fuori un risultato negativo e ci sono delle ripercussioni esterne. La valutazione è che siamo in linea con quello che ci siamo detti, siamo arrivati a febbraio in piena competizione in tutte le manifestazioni in cui siamo dentro. Siamo in questa semifinale di Coppa Italia, agli ottavi di Champions e in piena lotta per il campionato. Se si parla in linea generale, siamo in linea con gli obiettivi iniziali. Poi veniamo da una brutta partita e ci sono ripercussioni esterne molto più grandi di quelle che ci sono all’interno della società”.

Sulla tenuta mentale: “Questo è un problema che dipende dalle situazioni. In certe situazioni ci perdiamo un attimino. Questo è un qualcosa di cui stiamo parlando e stiamo cercando di risolvere, non è di facile risoluzione perché l’individuazione del problema è estremamente difficile. Stiamo cercando di porvi rimedio perché si presenta soprattutto quando andiamo in vantaggio”.

Sulla partita: “Il Milan mi sembra che sia migliorato molto, sia in termini di rendimento che in termini di risultati. Viene da un derby perso in modo discutibile, nel senso che ha giocato bene per lunghi tratti, per cui la gara di domani sarà complicata. Giocheremo in uno stadio pieno, e giocare contro la Juventus una semifinale di Coppa Italia è sempre stimolante per tutti. Sarà una partita complicata, è evidente”.

Su cosa si riferisse post-Hellas con la dichiarazione “Spero che qualcuno mi aiuti”: “Mi riferivo alla domanda. Se uno mi chiede se ci sono dei leader che mi possono aiutare, io rispondo spero che mi aiutino. È l’inciso di una frase molto più ampia che era una risposta ad una domanda ben precisa. I leader li abbiamo e spero che in campo qualcuno di loro ci metta una pezza. È chiaro che io debba essere bravo a farlo, ma io in campo sono lontano dai ragazzi e spero che qualcuno che invece è in campo mi aiuti a risolvere queste situazioni che stanno venendo fuori in questo periodo”.

Sui giocatori più importanti: “Loro lo stanno dando sempre il sostegno. Ho detto che questa squadra si allena bene, lascia sempre sensazioni positive, si allena con intensità e con applicazione. Quindi di fronte alla prestazione negativa, rimani sorpreso perché non te l’aspettavi in base allenamento. Quando si parla di problemi mentali, si parla essenzialmente di questo, ovvero che a volte non facciamo prestazioni in relazione allo standard dei nostri allenamenti, che è elevatissimo. La disponibilità da parte dei ragazzi a livello di partecipazione a tutto quello che facciamo in settimana è totale, ma in campo stanno venendo fuori questi problemi. La gestione nostra del vantaggio non è ottimale, i numeri lo dicono”.

Sul ritorno al modulo con il trequartista dopo l’infortunio di Douglas Costa: “Questo vediamo. Io ho solo fatto un’analisi delle caratteristiche della rosa, una rosa ampia che in questo momento è meno ampia a causa degli infortuni. È una rosa che ha sempre portato gli allenatori della Juventus ad utilizzare più di un modulo nel corso di una stagione. Quindi anche io e il mio staff siamo pronti a fare un paio di moduli, li alterneremo in base al livello singolo. Questo vuol dire che c’è anche la possibilità di tornare al trequartista”.

Su Pjanic: “Per me il meglio può darlo nel ruolo in cui gioca, anche se ha buone qualità da trequartista. Ha cominciato la stagione con una buona forma, adesso è calato e fatica a tornare sui suoi livelli, ma lo collego a una situazione normale durante la stagione”.

Sulla mancanza di sicurezza dopo la Supercoppa: “È la macchia che ci portiamo nella nostra stagione. La partita con la Lazio in campionato non ci poteva togliere certezze perché avevamo fatto bene per sessanta minuti”.

Sull’eventuale turnover per Cristiano Ronaldo prima di Lione: “Vediamo. Ho parlato con lui e mi ha detto che si sente bene. Valutiamo partita per partita se ha bisogno di riposo”.

Su Messi insieme a Ronaldo: Non mi piace parlare di giocatori di altre squadre. Lui in questo momento gioca col Barcellona e non mi sembrerebbe giusto rispondere a questa domanda”.

Su Chiellini: “Ha fatto un po’ di allenamenti. Il percorso sembra buono”.

Su Ramsey: “Il calcio inglese è diverso, loro vanno più a briglie sciolte. Arrivava da un infortunio grave, ma in questo momento la sensazione è che sia in crescita, sia a livello fisico che di convinzione. È sicuramente un giocatore da tenere in considerazione”.

Su Bentancur: “Quando si parla di un errore, si parla solo di quello. A volte ne fai cinque che non paghi e a volte ne fai uno che ti costa tanto. Gli è stato detto dell’errore perché abbiamo perso una palla al limite dell’area, forse perché la percezione è che l’Hellas fosse una partita di facile gestione. Ne abbiamo parlato, ma è un errore che deve rimanere circoscritto”.

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