Roma, Ranieri: “Non so se De Rossi giocherà contro il Sassuolo”

Roma, Ranieri: “Non so se De Rossi giocherà contro il Sassuolo”

Il tecnico giallorosso ha presentato il match contro il Sassuolo.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

La bufera che si è abbattuta in casa Roma a seguito dell’annuncio dell’addio di Daniele De Rossi non accenna a placarsi e, nella giornata di ieri, la conferenza stampa pre-Campionato tenuta da Claudio Ranieri è stata incentrata totalmente sul Capitano giallorosso.

LE PAROLE DI RANIERI

Sulla partita contro il Sassuolo: “Spero che tutto ciò che è successo in questi giorni sia da stimolo positivo per i giocatori, che ormai sono abituati a tutto. Potevano essere negative anche le tante voci in passato sull’allenatore del futuro, ma i ragazzi non hanno mai mollato. E allora mi auguro che questo sproni i ragazzi a far bene: c’è ancora una piccola possibilità per arrivare in Champions e noi dobbiamo chiudere la stagione con la coscienza a posto”.

Sull’addio di De Rossi: “Quando i tifosi mi hanno chiesto spiegazioni su chi avesse preso la decisione su De Rossi, sicuramente ho detto che l’aveva presa chi è a Boston, e cioè il Presidente, e chi è a Londra, e cioè colui chi gli sta più vicino. Con Daniele non ho ancora parlato e non so se giocherà a Reggio Emilia. Lo vedo bene, motivato, anche se dentro probabilmente sarà sconquassato e magari non dormirà neanche la notte. È normale che sia così per una bandiera come lui che vive una situazione del genere. Ci sta, le società decidono di cambiare esattamente come i giocatori. È la legge del calcio, ma forse a Daniele, considerando quanto vale per la Roma e per i tifosi, andava detto in altro modo: essendo il Capitano ed essendo visceralmente amato dai tifosi, la cosa suggeriva un comportamento diverso. Se io fossi rimasto qui anche la prossima stagione? Da tecnico avrei detto ‘Lo voglio ancora’, perché so che giocatore, che uomo e che Capitano è. Nel calcio esistono tanti modi di essere leader e lui è quello ideale per un allenatore. Ragiona sempre di squadra e mai seguendo il suo ego personale e noi allenatori vogliamo sempre giocatori così. Lui ha già la testa da tecnico, mi auguro solo che con il Parma ci sia una grande festa per salutarlo nel migliore dei modi. Per le contestazioni ci sarà tempo più avanti. Il suo futuro? Non so cosa deciderà di fare, esattamente come non so quanto e se sia felice o soddisfatto, andrebbe chiesto a lui. Io so che mi ha chiamato lui per venire alla Roma e quindi per me era già un dirigente che contava, che decideva, però non è che uno quando smette di giocare diventa subito dirigente, serve un periodo di crescita”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy